Jacin Giordano – Hunting in the Valley of Color and Plastic

Milano - 29/03/2017 : 20/05/2017

Otto Zoo presenta Hunting in the Valley of Color and Plastic, la prima personale in Italia dell’artista americano Jacin Giordano (Miami, 1978).

Informazioni

  • Luogo: OTTO ZOO
  • Indirizzo: Via Vigevano 8 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 29/03/2017 - al 20/05/2017
  • Vernissage: 29/03/2017 ore 18
  • Autori: Jacin Giordano
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da mercoledì a sabato _ ore 14-19 Apertura speciale in occasione di miart _ venerdì 31 marzo 2017, fino alle 22

Comunicato stampa

Otto Zoo presenta Hunting in the Valley of Color and Plastic, la prima personale in Italia dell’artista americano Jacin Giordano (Miami, 1978).

Otto Zoo is presenting Hunting in the Valley of Color and Plastic, the first solo show in Italy of the American artist Jacin Giordano (Miami, 1978).

Both the title and the show are inspired by the children’s tale The Rainbow Goblins. The story tells of seven goblins who hunt and capture the colors of the rainbow using lassos

In his art Jacin Giordano does not manipulate material in order to create an illusion, but uses real objects, woolen threads, copper, and lids, and allows color to do the rest. He leads them into a fantastic world where the precarious disposition of these works creates a balance and a dialog with the present.

The show recalls the narrative of The Rainbow Goblins and consists of a series of works that the artist produces with a ritual use of color. The material that does the “capturing” is dense, twisted, and stratified. It is assembled in a minimal exhibition installation that highlights the details of a work with an intense physicality, with a concrete involvement that is condensed into matter.

Hunting in the Valley of Color and Plastic consists of four types of works.

The Arrowheads represent the most artisanal part of his output. They are tesserae, arrowheads, of layered and compact acrylic paint that represent the beginning and end of his pictorial process. The Arrowheads on show make up a great mosaic that covers a whole wall in the gallery. The quantity of material that overflows the surface and stratifies elsewhere creates an accumulation of excesses that come together like a book to tell various stories within.

The Harpoons for Hunting represent an ideal, at times romantic, object for the artist for harpooning the most distant colors. These are large, slim sculptures, the result of days of work spent twining threads around long branches of trees until he arrived at the slender barrier between the sense of protection given by the wool around the wood, and the sense of suffocation of the grip color has on lymph and nature.

The Longpaintings, canvases to which are attached long threads of painted wool, can be linked to the ritual masks of Native Americans. As fluid as tears and as long as hair, these canvases have been devised for bringing together diffident colors and for capturing them more easily.

A hunt, a race against time and space, also characterize The Rainbow’s End and All of the Plastic in Between, the most recent work, one generated by all the fragments of color taken from the rainbow. Here the word plastic embodies the artist’s wish to transform something as ethereal as light and color into something tangible and palpable, such as acrylic colors and painting itself.

Born in 1978, Jacin Giordano lived in Miami until 2010. Currently he lives and works in Massachusetts. He has shown in many group and solo shows in the USA, including the DeCordova Biennale (DeCordova sculpture park and museum, Lincoln); Locust project (Miami): Broward College’s New Gallery (Davie, FL); Harn Museum (Gainesville, FL); Frost Art Museum (Miami).


Il titolo e tutta la mostra si ispirano ad una storia per bambini, The Rainbow Goblins. Il racconto parla di sette goblin che cacciano e catturano i colori dell’arcobaleno usando lazzi e arpioni. Nella sua ricerca Jacin Giordano non manipola la materia per creare un’illusione, ma usa oggetti reali, fili di lana, rami e coperte e lascia che il colore faccia il resto: dirigerli verso un mondo fantastico, dove l’attitudine precaria di questi lavori crea un equilibrio e un dialogo con il presente.

La mostra richiama la narrazione di The Rainbow Goblins e si compone di una serie di lavori che l’artista produce con un utilizzo rituale del colore. La materia che “cattura” è densa, attorcigliata e stratificata; assemblata in un allestimento minimo che mette in risalto i dettagli di un’opera dalla fisicità intensa, un coinvolgimento concreto raggrumato in materia.

Hunting in the Valley of Color and Plastic si compone di quattro tipologie di lavori.
The Arrowheads rappresentano la parte più artigianale del suo lavoro: sono tessere, punte di freccia, di colore acrilico stratificato e compattato che costituiscono l’inizio e la fine di tutto il suo processo pittorico. Gli Arrowheads in mostra compongono un grande mosaico che ricopre tutta una parete della galleria. La quantità di materia che straborda dalla superficie e si stratifica altrove crea un’accumulazione di eccessi, che si raccolgono come un libro con storie diverse al loro interno.

The Harpoons for Hunting Rainbows rappresenta per l’artista un oggetto ideale, a tratti romantico, per arpionare i colori più lontani. Sono grandi sculture sottili, frutto di giorni di lavoro passati ad arrotolare i fili intorno a lunghi rami di alberi, fino a raggiungere il confine sottile tra il senso di protezione della lana intorno al legno e il senso di soffocamento di una stretta di colore su linfa e natura.

I Longpaintings, tele a cui sono stati attaccati lunghi fili di lana poi dipinti, si collegano alle maschere rituali degli Indiani d’America. Fluide come lacrime e lunghe come capelli, queste tele sono pensate per far avvicinare i colori diffidenti e catturarli più facilmente.
Una caccia, una corsa nel tempo e nello spazio caratterizza anche i The Rainbow’s End an All of the Plastic in Between, l’opera più recente, generata da tutti i frammenti di colore sottratti all’arcobaleno. Dove la parola plastic incarna la volontà dell’artista di trasformare qualcosa di etereo come luce e colori in qualcosa di tangibile e materico, come i colori acrilici e la pittura stessa.


Nato nel 1978, Jacin Giordano ha vissuto a Miami fino al 2010. Attualmente vive e lavora in Massachusetts. Ha preso parte a numerose mostre collettive e personali negli USA: la Biennale di DeCordova (DeCordova sculpture park and museum, Lincoln), Locust Project (Miami), Broward College’s New Gallery (Davie, FL), Harn Museum (Gainesville, FL), Frost Art Museum (Miami).