Itinerant Gardeners

Cagliari - 21/12/2012 : 25/01/2013

Doppia personale di Stefano Serusi e Marco Useli.

Informazioni

Comunicato stampa

Si tratta, come nell'attività artistica, di delimitare lo spazio sacro,
una sorta di templum, all'interno del quale si trovi concentrato ed esaltato
tutto quello che, fuori del recinto, si disperde e si diluisce,
consegnato all'entropia naturale.
- ALAIN ROGER -


Tracciare un confine è un gesto archetipico. Finalizzato alla generazione di un'identità stabile, esso assolve ad una funzione di differenziazione e regolamentazione. Limite (pèras), nota Alfredo Augustoni in Sociologia dei luoghi ed esperienza urbana, era uno dei vocaboli con cui nelle lingue romanze dei secoli oscuri e nel greco antico si definiva l'idea stessa di spazio

Il giardino è una manifestazione di questo limite: soglia che separa e protegge un interno ordinato e controllabile da un esterno caotico ed imprevedibile. In esso la Natura, circoscritta e normata, perde il proprio carattere di ineluttabilità biologica per farsi artificio. È la stessa etimologia del termine, dalla radice indogermanica "gart" o "hart" con il significato di cingere-circondare, a rivelare l'essenza del luogo individuandolo come uno spazio chiuso (un recinto) contrapposto allo spazio aperto del paesaggio quale espressione di una natura spontanea ed incontrollata. L'identità del giardino, non a caso, trova la propria specificità nella relazione con l'Architettura, dove riflettere sul giardino come spazio architettonico significa spostare l'attenzione dalla vegetazione a quelle strutture profonde che la sorreggono e la organizzano. Un'organizzazione spazio-temporale che, in quanto traduzione di un'organizzazione di pensiero, fa del giardino, in ogni epoca cui esso appartiene, il contenitore di una visione del mondo.

Laura Vittoria Cherchi

Breve biografia degli artisti:

Stefano Serusi (1980, Alghero), attualmente vive e lavora a Milano. Tra gli eventi si segnalano: Zebra Crossing, Università di Sassari, 2008; la partecipazione a diverse edizioni di Pav (Berchidda), Public (Sassari) e Sweet Sheets (Palermo); le doppie personali Jamais vu, Galleria L.E.M., Sassari, 2010 e Trame parallele, Underdogstudio, Modena, 2012; le personali Piccole ceneri, 2011 e Novecento, 2012, a Milano.

Marco Useli (1983, Nuoro), attualmente vive e lavora a Milano dove frequenta un master in "Progettazione contemporanea con la pietra" presso il Politecnico. Nel 2007 si è laureato in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze. Si segnalano le personali: Sovrastratti, Red-Line Art Gallery, Firenze, 2006; Mouthwash, CaseAperte Gallery, Bologna, 2011; Carsismi, Qart Contemporanea, Dorgali, 2012. Tra le collettive: Arteingenua 1°atto, Galleria Guido Iemmi, Milano, 2008; Combat Prize, Bottini dell’olio, Livorno, 2010; 55esimo Premio Marina di Ravenna, 2010; Next Generation 2011 -Premio Patrizia Barlettani-, Fabbrica Borroni, Bollate (Mi).



Durante l'opening della mostra “Itinerant Gardeners” il MEME ospiterà la Preview del progetto “Berlin-Island Empirical survey on a heritage” organizzato e coordinato da Giovanni Casu e curato da Giusy Sanna, che presenteranno il lavoro svolto in questi ultimi tre anni, opere e artisti che hanno partecipato a tre diversi progetti culturali iniziati a Berlino nel 2010.


Progetti: Genau! Sardina 2010, Holiday-Island 2011, Berlin- Island 2012

Artisti: Irene Balia, E., Roberto Fanari, Ambra Pittoni, Carlo Spiga, Nuno Vicente (Portugal), Ewa Surowiec (Poland), Bryn Chainey (UK), Alessandro Sau, Cristina Meloni, Rugiada Cadoni from Y Liver, Igor Muroni.