Io sono il mio grido

Torino - 04/07/2014 : 30/09/2014

In mostra le opere di venti artiste di varia provenienza e differente linguaggio artistico. Un nucleo importante è rappresentato da docenti-artiste che operano all’interno dell’Accademia Albertina.

Informazioni

Comunicato stampa

o sono il mio grido

Artiste contro la violenza sulle donne

a cura di Laura Oddo, Liliana Paganini, Francesca Taormina



Proveniente dalla Sala delle Capriate di Palazzo Sant’Elia di Palermo, dove è stata presentata, con grande successo, nel Marzo del 2014 dalla Fondazione Sant’Elia, dalla Provincia di Palermo e con il patrocinio dell’Arma dei Carabinieri, la collettiva “Io sono il mio grido,” a cura di Laura Oddo, Liliana Paganini e Francesca Taormina, approda ora nelle Sale della Pinacoteca Albertina di Torino, per l’alto valore simbolico e sociale del tema trattato, con opere di venti artiste di varia provenienza e differente linguaggio artistico. Un nucleo importante è rappresentato da docenti-artiste che operano all’interno dell’Accademia Albertina (Ajani, Avondoglio, De Stefano, Fanti, Piasentà, Rovera, Santarcangeli, Tamburelli e Valle) e che già erano state presenti per una mostra e un convegno internazionale svoltosi a Istanbul nel Marzo 2012 alla DOĞUŞ ÜNIVERSITESI, partner dell’Accademia Albertina; “Art is Questioning Violence” era il titolo di questa iniziativa voluta dall’artista e animatrice culturale turca Nazan Erkmen, fortemente impegnata nella lotta per l’emancipazione della donna nel suo paese e da cui fondamentalmente è nata l’idea di questa mostra in versione italiana.

Scrive nella presentazione, una delle curatrici, Laura Oddo: ”Una mostra, un percorso che ci parla in modi differenti della distruzione dell’oggetto amato. Storie tracciate da passioni inconfessabili, declinate dalla bramosia del possesso che annienta ogni sentimento d’amore. Qui, la donna è l’oggetto del desiderio. (…) Certamente è sempre un corpo da violare per paura di perderlo. Ma non si può dividere un corpo. Così le opere esposte narrano di occhi di donne spalancate sull’abisso. Sguardi per raccontare da distanze diverse un unico orrore: mariti, amanti, padri, fratelli, amici, sconosciuti incontrati per caso, tutti predatori di storie e di vite.” Il Prof. Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte costituzionale, commenterà il tema della mostra il giorno dell’inaugurazione, portando un prezioso contributo a un così delicato e scottante problema sociale.

L’allestimento della mostra, curato dal Designer Ugo Li Puma, si conclude con un omaggio-riflessione sull’argomento dello stesso allestitore.



Artiste:

Elisabetta Ajani, Laura Avondoglio, Desideria Burgio, Maria Marilena De Stefano,

Gabriella Giambalvo, Roberta Fanti, Kali Jones, Rossella Leone, Marikol, Liliana Paganini,

Giusva Pecoraino,Valeria Piasentà, Francesca Randazzo, Agnese Ricchi, Ornella Rovera,

Anna Lea Santarcangeli, Nina Stassi, Claudia Tamburelli, Laura Valle, Vittor

e con un omaggio di Ugo Li Puma