Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura

Bolzano - 22/11/2019 : 07/06/2020

La collezione di Paolo Della Grazia.

Informazioni

  • Luogo: MUSEION
  • Indirizzo: Piazza Piero Siena 1 - Bolzano - Trentino-Alto Adige
  • Quando: dal 22/11/2019 - al 07/06/2020
  • Vernissage: 22/11/2019 ore 19
  • Curatori: Letizia Ragaglia
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00 Giovedì 10.00 – 22.00, con ingresso gratuito dalle 18 e visita guidata gratuita alle ore 19.00 Lunedì chiuso. Ingresso: 7 Euro, ridotto 3,50 Euro. Museion – museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano Piazza Piero Siena 1

Comunicato stampa

Museion Bolzano e Mart Rovereto presentano una doppia mostra sull’Archivio di Nuova Scrittura (ANS), la collezione di Paolo Della Grazia dedicata alle ricerche tra parola e immagine, con particolare attenzione ai movimenti della Poesia visiva e visuale, Poesia concreta e Fluxus. Nel 1998 il collezionista decise di collocare la sua raccolta, tra le più importanti del settore a livello mondiale, a Rovereto e Bolzano, per favorirne lo studio e la valorizzazione. Nasce da qui la doppia esposizione – Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura, che si sviluppa contemporaneamente nei due musei.


Intermedia

Una doppia mostra sull’Archivio di Nuova Scrittura
Il Mart, che ospita la pregevole documentazione libraria e archivistica dell’ANS, propone per la prima volta nei suoi spazi espositivi un approfondimento sulle centinaia di riviste sperimentali del secondo Novecento incluse nella raccolta con un piccolo omaggio a "Lotta poetica", a Sarenco e ai suoi sodali De Vree, Miccini e Arias-Misson. La mostra a Museion mette invece in luce, attraverso i lavori di oltre 70 artisti e artiste, l’aspetto intermediale dei diversi nuclei dell’ANS, presentando anche opere che vanno oltre l’ibrido verbovisuale, verso forme sonore e performative.
Nella mostra a Bolzano sarà inoltre possibile navigare sulla piattaforma online del progetto VVV. VerboVisualeVirtuale, un sistema di ricerca digitalizzata, sviluppato dai due musei e dalla ripartizione Digital Humanities della Fondazione Bruno Kessler di Trento, che mette a disposizione del pubblico opere, documenti, pubblicazioni e testi critici selezionati provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura.

La mostra a Museion
Intermedia presenta quasi duecento lavori di settanta artiste e artisti, in un percorso che, prendendo le mosse dalla storia e dall’attività dell’Archivio di Nuova Scrittura, ne lega i diversi nuclei di opere – dalla Poesia concreta al Fluxus alla Poesia visiva e visuale - alla luce del concetto di intermedialità. Utilizzato nel 1965 dall’artista Dick Higgins, il termine intermedia definisce forme artistiche fluide, che superano la tradizionale separazione tra i generi. In questo senso, Intermedia assume la connotazione di una terra inesplorata, che si trova tra collage, musica, teatro, arti visive. Al contempo, la mostra intende contestualizzare la produzione artistica delle esperienze verbo-visuali sottolineandone il respiro internazionale e la connessione con altre ricerche artistiche contemporanee.
La mostra si apre negli spazi della Collezione Studio, al secondo piano del museo, con una sezione dedicata alla storia e all’attività dell’Archivio di Nuova Scrittura. Negli anni dal 1960 al 1980 il Paese è stato percorso dal boom economico, dalla contestazione del ’68 e poi dal periodo drammatico del terrorismo. Pensavo che i lavori e gli scritti degli artisti verbovisuali italiani e stranieri riflettessero quei momenti e li rappresentassero secondo una prospettiva inedita e profonda, diversa da quella della società borghese e imprenditoriale nella quale ero cresciuto, vivevo e lavoravo.” Così Paolo Della Grazia a proposito della sua raccolta. Lungi dall’essere una semplice Collezione, negli anni ’80 e ’90 l’ANS si distingue infatti a Milano quale officina di idee, luogo fisico (di Via Orti 16) in cui si svolgono mostre, eventi, performance e incontri, documentati attraverso una ricca produzione editoriale e video giunta fino a noi.

Spostare l’attenzione dal significato del testo ai suoi elementi costitutivi, esaltare quindi la dimensione tipografica di sillabe, parole, fonemi e lettere alfabetiche: è quanto avviene nelle sperimentazioni del movimento della Poesia concreta. Particolare rilevanza hanno avuto, per questo movimento, le posizioni di Augusto e Haroldo de Campos, Décio Pignatari, riuniti a São Paulo in Brasile intorno alla rivista Noigandres. L’ANS, che ha ospitato nel 1991 la loro prima antologica europea, conserva una delle più importanti raccolte della loro opera e produzione bibliografica. Oltre ai loro lavori, la mostra presenta opere di Eugen Gomringer, Heinz Gappmayr, Gerhard Rühm e altri. Oltre alle grafiche, sono presenti opere-oggetto, come The Push, testo oggetto olografico in plexiglas dell’artista Alain Arias Misson o un ologramma di Augusto de Campos. Le opere di Carlo Belloli, di cui qualcuna degli anni ’40, fungono da ponte storico con il movimento futurista e le “parole in libertà”.

Si basa sulla scrittura, ma rinuncia, paradossalmente, alla parola, l’arte di Irma Blank; le sue Trascrizioni (1976) conducono al terzo piano della mostra. Come Blank, altri artisti utilizzano la parola in chiave concettuale. In questo senso, un nucleo dell’esposizione è dedicato alle opere di Terry Atkinson/ Michael Baldwin, Vincenzo Agnetti, Shusaku Arakawa, Joseph Beuys, Joseph Kosuth, Claudio Parmiggiani, Giulio Paolini, Franco Vaccari.

All’inizio degli anni ’60, molte sperimentazioni artistiche tra parola e immagine assumono il valore di testimonianza e critica delle trasformazioni economiche, politiche e sociali del mondo occidentale. Artisti come Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Ketty La Rocca sfidano i media di massa sul loro stesso terreno. Entro queste coordinate si collocano le origini della cosiddetta Poesia visiva, nucleo rilevante nella collezione ANS.

Per il movimento Fluxus l’elemento verbale è invece soltanto uno dei possibili strumenti disponibili. Il concetto di Intermedia, introdotto da Higgins, sottolinea infatti come le varie discipline artistiche possano agire contemporaneamente in una zona franca, all’incrocio tra i loro differenti campi di azione. Nella sua installazione “Poema d’aria/ Luftsymphonie” (1973-95) spazialità e linguaggio verbale, colore, suono e luce confluiscono in un’esperienza totale – all’interno dell’installazione il pubblico è inoltre invitato ad interagire con la propria voce, parlando, cantando o perfino suonando. Altre opere di artisti Fluxus in mostra spaziano attraverso tecniche e media diversi: dalle grafiche di Ken Friedman e Ben Vautier alle musiche concettuali di Giuseppe Chiari; dal Mahogany Cello (1983) di Charlotte Moorman (1983) - una tela bianca su cui è applicata, in obliquo, una replica di un violoncello in mogano- all’installazione / assemblage “La Capra” di Geoffrey Hendricks, legata all’omonima performance dell’artista con ciocche di capelli (1976-79).

L’elemento performativo e quindi le sperimentazioni con media come il cinema o il video trovano spazio nel “Sonic Youth Pavillon” di Dan Graham, dalla collezione Museion. Lo speciale padiglione, creato dall’artista americano in occasione della mostra della celebre band nel 2009, ospita infatti, in questa occasione, un piccolo focus sulle ricerche di molte artiste e artisti dell’ANS legate alle nuove tecnologie. Nei cinque monitor presenti nel padiglione sono visibili diversi film d’artista, come A proposito di Erza Pound (1955) firmato da Anna Bontempi, Martino Oberto e Gabriele Stocchi, La placenta azzurra (1968) di Franco Vaccari, Volerà nel ’70 (1965) del Gruppo ’70 o La grande occasione (1973) di Ugo la Pietra. Sono inoltre presenti documenti video sulle ricerche sonore provenienti da diversi archivi, come ad esempio quello della Quadriennale di Roma per la registrazione di un’azione performativa di Ketty la Rocca nel 1973 o da quelli di Rai Teche sui contributi delle artiste e artisti nelle trasmissioni televisive.


A Nanni Balestrini, uno dei grandi innovatori italiani in ambito letterario e artistico, spentosi inaspettatamente nel 2019, è dedicata una speciale sezione della mostra al piano terra di Museion. Le opere esposte coprono un arco che va dai testi visivi dei tardi anni sessanta del novecento al film digitale Tristanoil, presentato alla tredicesima edizione di documenta a Kassel nel 2012.
Infine, la sezione “Per un capriccio” ospita una cartella grafica che rappresenta una sintesi delle attività pluriennali del collezionista Paolo Della Grazia. Nata in collaborazione con lo stampatore Roberto Gatti, la cartella contiene opere commissionate a 12 artisti e artiste italiane: Nanni Balestrini, Anna Valeria, Daniela Comani, Raffaella Formenti, Meri Gorni, Silvia Guberti, Eva Marisaldi, Martino Oberto, Luca Patella, Giancarlo Pavanello, Franco Vaccari, Luca Vitone.
Il concetto di intermedialità, fulcro dell’esposizione, si riflette anche nel design dell’allestimento, curato da Claudia Polizzi. A continuazione delle ricerche sulla parola scritta o stampata, veicolata, nei lavori dell’ANS, dalla carta, i pannelli informativi utilizzano schermi LCD, simbolo della comunicazione contemporanea.

“Con le loro fratture, dissonanze, contaminazioni e contro-narrazioni i linguaggi della poesia visiva rappresentavano e rappresentano degli spazi di libertà dal conformismo. In un momento storico di facili slogan, credo che il compito di un’istituzione culturale risieda proprio nella capacità di attirare l’attenzione su questo tipo di interstizi e rendere apprezzabili le zone di grigio: quell’idea di un “in-between” professata dal filosofo creolo Eduard Glissant, a cui Museion si è ripetutamente votata. In questo senso, la mostra non è solo un omaggio alla figura di Paolo Della Grazia e alla sua visionarietà come collezionista, ma ribadisce come la rivoluzione linguistica italiana e internazionale degli anni Sessanta e Settanta sia più attuale che mai” - così Letizia Ragaglia, direttrice di Museion.

Artisti e artiste in mostra: Vincenzo Accame, Friedrich Achleitner, Vincenzo Agnetti, Shusaku Arakawa, Alain Arias-Misson, Terry Atkinson/Michael Baldwin, Nanni Balestrini, Gianfranco Baruchello, Carlo Belloli, Mirella Bentivoglio, Tomaso Binga, Julien Blaine, Irma Blank, Jean-François Bory, George Brecht, Claus Bremer, John Cage, Ugo Carrega, Luciano Caruso, Giuseppe Chiari, Henri Chopin, Carlfriedrich Claus, Philip Corner, Corrado D’Ottavi, Betty Danon, Augusto de Campos, Haroldo de Campos, Paul De Vree, Mario Diacono, Vincenzo Ferrari, Robert Filliou, Ian Hamilton Finlay, Ken Friedman, Alberto Grifi, Gruppo 70, Heinz Gappmayr, Ilse Garnier, Pierre Garnier, Eugen Gomringer, Geoffrey Hendricks, Josef Hiršal, Bohumila Grögerová, Dick Higgins, Emilio Isgrò, Jirì Kolár, Ketty La Rocca, Ugo La Pietra, Arrigo Lora Totino, Piero Manzoni, Lucia Marcucci, Stelio Maria Martini, Hansjörg Mayer, Franz Mon, Charlotte Moorman, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Giulia Niccolai, Seiichi Niikuni, Anna Oberto, Martino Oberto, Luciano Ori, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Luca Patella, Michele Perfetti, Décio Pignatari, Lamberto Pignotti, Julio Plaza, Dieter Roth, Gerhard Rühm, Claudio Salocchi, Sarenco, Adriano Spatola, Gianni-Emilio Simonetti, Adriano Spatola, Karl Heinz Steck, Gabriele Stocchi, Calvin Sumsion, Shohachiro Takahashi, Franco Vaccari, Jirì Valoch, Ben Vautier, Patrizia Vicinelli, Emilio Villa, Rodolfo Vitone, Wolf Vostell.


Info
Museion Bolzano, Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura.
Inaugurazione: Venerdì 22 novembre 2019, ore 19.00
a cura di Letizia Ragaglia, in collaborazione con Andreas Hapkemeyer, Elena Bini, Frida Carazzato, Giorgio Zanchetti
Mart Rovereto, Intermedia. Archivio di Nuova Scrittura.
Inaugurazione: Venerdì 22 novembre, ore 11.00 - 13.00
a cura di Nicoletta Boschiero e Duccio Dogheria
Una produzione Museion Bolzano e Mart Rovereto