Infinito riflesso / Opere della Collezione

Cassino - 11/10/2013 : 12/01/2014

L’apertura della nuova sede museale si celebra con un doppio evento, a cura di Bruno Corà: la mostra Infinito riflesso, basata sul dialogo fra alcune opere di Enrico Castellani e quelle del giovane scultore giapponese Shigeru Saito, appositamente create in omaggio al Maestro italiano, e la mostra delle Opere della Collezione permanente della Fondazione che osserva un criterio espositivo a rotazione, presentando nel corso del 2013-2014 l’intera dotazione.

Informazioni

Comunicato stampa

Sabato 12 ottobre 2013 avrà luogo l’apertura del Cassino Museo di Arte Contemporanea (CAMUSAC). L’evento atteso e auspicato nel territorio del Lazio Sud, tra Roma e Napoli, colma un’oggettiva lacuna nel tessuto culturale e artistico italiano. A sopperire alla carenza di strutture espositive pubbliche di respiro, è l’iniziativa privata della Fondazione CAMUSAC dotata di una collezione d’arte contemporanea, raccolta negli anni e resa ora visibile in occasione dell’inaugurazione del Museo. I nuovi ambienti museali sorgono nell’area degli ex stabilimenti industriali ai piedi di Montecassino, proprio all’inizio della Via Casilina Nord



Insieme alla Collezione permanente, avrà luogo l’apertura della mostra di opere di Enrico Castellani e del giovane artista Shigeru Saito. L’episodio espositivo trae origine dall’omaggio che lo scultore giapponese, alla sua prima mostra personale in Italia intende rivolgere a uno dei più importanti maestri dell’arte contemporanea europea.

Giunto in Italia alcuni anni fa, Shigeru Saito aveva trascorso numerosi soggiorni nel desiderio di realizzare un nucleo di sculture che avessero uno stretto rapporto ideale, concettuale e formale con l’opera del Maestro di Azimuth. In tale ottica e sostenuto dall’azione promotrice della Fondazione CAMUSAC, Saito ha elaborato ben sei grandi sculture in metallo (acciaio, alluminio ecc.) che saranno esposte per la prima volta a Cassino, al cospetto di quattro opere significative di Enrico Castellani. Esse sono lo Spartito 1969, lo Stendardo di Pisa 1998, il Doppio Angolare 2009 e la Superficie 2002.
Le opere di Shigeru Saito, relazionandosi al lessico spaziale e visivo di Castellani, giungono tuttavia a conseguire una modularità plastica diversa rispetto ai ‘rilievi’ e alle ‘superfici’ pittoriche del Maestro, fornendo le interessanti definizioni osservabili in opere come: Nodo 2010; Torre 2012; Fioritura 2013; Muro 2013; Modulo 2012; Composito 2012.

La mostra a cura di Bruno Corà è la prima di un programma di iniziative espositive originali che il Museo intende promuovere nel corso della propria futura attività. Per l’occasione sarà edita una apposita pubblicazione con immagini e un testo critico del curatore con l’intento di documentare il significativo episodio.
La mostra resterà aperta sino al 12 gennaio 2014 contemporaneamente alla Mostra di Opere della Collezione permanente della Fondazione.