In-Organica

Ostuni - 14/09/2013 : 29/09/2013

La mostra In-organica offre una visione non esaustiva ma certamente sintomatica dell'arte attuale, raggruppando le opere di otto artisti pugliesi, differenti per formazione e mezzi espressivi, eppure accomunati dall’utilizzo sistematico di materiali e forme naturali, sempre integrati in maniera originale e all’insegna di una cifra stilistica peculiare.

Informazioni

Comunicato stampa

Per secoli l’arte ha riposto nelle capacità mimetiche il fine ultimo della sperimentazione e l’origine della sua fortuna. Biasimata di essere bieca riproduzione di ciò che di per sé (l’oggetto) non è che imitazione dell’idea sovrasensibile, la produzione artistica si è emancipata dall’accusa platonica soprattutto nel secolo trascorso, quando il tradizionale rapporto arte-natura ha subito un inatteso capovolgimento. Astraendosi dalla realtà o ridefinendone l’aspetto in assemblaggi materici, l’arte ha cessato di imitare il mondo sensibile, mentre la natura ha impegnato se stessa nella creazione delle opere, dando concreta attuazione alle aspirazioni ludiche o etiche degli artisti


Elevati alla condizione di materiali artistici, degni tanto quanto quelli convenzionali, gli elementi naturali, organici o inorganici, sono sempre più di frequente utilizzati in maniera diretta, senza interposizioni o manipolazioni, sempre caricati di contenuti aggiuntivi e di valenze simboliche ed esistenziali. L’artista, scopertosi alchimista, manipola la natura proponendo immagini inconsuete, soggettivamente piacevoli o sgradevoli, a volte raffinatissime ed elitarie, sempre inaspettate. Da profondo conoscitore delle possibilità espressive della materia, crea superfici vibratili, piacevoli al tatto oltre che alla vista.
Anche in Puglia, specie nell’ultimo cinquantennio, non sono mancate analoghe sperimentazioni, alcune delle quali concretizzatisi in contributi estetici di indubbia valenza concettuale. La mostra In-organica ne offre una visione non esaustiva ma certamente sintomatica, raggruppando le opere di otto artisti pugliesi, differenti per formazione e mezzi espressivi, eppure accomunati dall’utilizzo sistematico di materiali e forme naturali, sempre integrati in maniera originale e all’insegna di una cifra stilistica peculiare […]. Una realtà non più imitata ma materialmente riproposta grazie agli inserti materici ma anche alla fittizia fisicità delle light-box e delle elaborazioni digitali. Nelle opere presentate gli elementi naturali non esprimono più significati in quanto rappresentati, ma perché presenti nella loro concretezza oggettuale. Poco importa che la componente ambientale sia riconoscibile o chiaramente identificabile: come ricorda Balzac, “la missione dell’arte non è copiare la natura, ma esprimerla”.

Carmelo Cipriani