In 2.73 giorni. Abitare il desiderio
In 2.73 giorni, ciclo di eventi espositivi ospitato all’interno di Casa 2.73, un appartamento privato nel sestiere di Cannaregio che lo studio Bellinato Giacomazzi Architetti ha immaginato come prototipo di residenza per il residente resiliente.
Comunicato stampa
Inaugura il 6 maggio 2026, con apertura fino al giorno 10, In 2.73 giorni, ciclo di eventi espositivi ospitato all'interno di Casa 2.73, un appartamento privato nel sestiere di Cannaregio che lo studio Bellinato Giacomazzi Architetti ha immaginato come prototipo di residenza per il residente resiliente. Il titolo riprende il dato statistico sulla durata media del soggiorno turistico nella città storica di Venezia, 2.73 giorni: un numero che misura il tempo della visita, ma non dice nulla del tempo dell’abitare. È da questa frattura – tra il passaggio e la permanenza, tra la città vetrina e lo spazio vissuto – che il progetto prende le mosse.
Il progetto, a cura di Susanna Ravelli e Francesco Perozzi, si articola in quattro appuntamenti nel corso della stagione 2026, in corrispondenza dei momenti nodali del calendario della Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale: dalla preview di maggio fino al finissage di novembre. Ogni tappa introduce un nodo tematico distinto, costruendo un programma che, senza esaurirsi nel singolo evento, si dà come sequenza, come accumulo di senso nel corso dei mesi. La cornice è l’ospitalità intesa nel suo significato più esigente, quale condizione critica attraverso cui l’arte incontra chi abita la città – tanto il visitatore di passaggio quanto il residente stabile.
Il primo tempo inaugura in coincidenza con la preview della Biennale e riunisce tre posizioni artistiche – Atelier dell’Errore, Renata Boero e Giovanni Gaggia – che interrogano il desiderio come categoria insieme privata e pubblica. Venezia è una città del desiderio per definizione: oggetto di attrazione, di aspirazione, di proiezione immaginaria. Ma il desiderio, qui, viene riportato alla sua dimensione corporea, relazionale, domestica – strappato alla retorica dello spettacolo urbano per essere restituito alla casa, alla prossimità, al non detto della relazione sociale, sino alla ricerca, sempre intima e mai risolta, di una connessione misterica con il tutto naturale che ogni abitare, in fondo, presuppone.
Apertura al pubblico dalle 18:00 alle 21:00 o su appuntamento:
[email protected] – +39 339 677 0079.