Il viaggio di Ebe

Forlì - 06/10/2016 : 08/01/2017

La mostra propone un inedito viaggio di Ebe, in occasione dei duecento anni da quando fu scolpita da Antonio Canova tra il 1816 e il 1817 per commissione della contessa Veronica Zauli Naldi Guarini di Forlì.

Informazioni

  • Luogo: MUSEI SAN DOMENICO
  • Indirizzo: Piazza Guido Da Montefeltro 2 - Forlì - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 06/10/2016 - al 08/01/2017
  • Vernissage: 06/10/2016 ore 15 su invito
  • Curatori: Cristina Ambrosini
  • Generi: arte antica
  • Orari: dal 8 ottobre 2016 al 8 gennaio 2017 dal martedì al venerdì ore 9,30 – 18,30 sabato domenica e festivi: ore 10,00 – 19,00
  • Biglietti: Ingresso: compreso nel biglietto dei Musei San Domenico (Euro 3,00 intero – Euro 2,00 ridotto) ingresso gratuito la prima domenica del mese

Comunicato stampa

Giovedì 6 ottobre inaugura Il viaggio di Ebe, esposizione temporanea in occasione del bicentenario della celebre scultura di Antonio Canova: una selezione di gessi, veri capolavori del genio canoviano messi a disposizione dal Museo Gipsoteca di Possagno (TV) in stretto dialogo con gli scatti di Stefano e Siro Serafin ed una rilettura fotografica a cura di Guido Guidi e Gian Luca Eulisse.

A duecento anni da quando fu scolpita tra il 1816 e il 1817 per commissione della contessa Veronica Zauli Naldi Guarini di Forlì, la mostra propone un inedito viaggio di Ebe

Un viaggio nello spazio, nel tempo e nella graduale maturazione del concetto di patrimonio culturale, reso più significativo dalla memoria delle opere del Canova che furono distrutte durante la Grande Guerra, con tutto il suo carico di umana sofferenza e di civiltà lacerata.
In una fredda e brumosa giornata di dicembre del 1917, durante ininterrotti scambi di artiglieria pesante due granate colpirono il tetto della Gipsoteca di Possagno mutilando e frantumando i preziosi modelli in gesso creati dal grande artista per le sue sculture.
Un terribile scempio di opere d'arte fissato con tragica ed efficace forza simbolica nelle immagini originali scattate dopo il 30 ottobre del 1918 e negli anni seguenti dai conservatori della Gipsoteca, Stefano e Siro Serafin, padre e figlio, qui riproposte insieme ad una rilettura fotografica dei gessi mutilati in chiave contemporanea da parte di due fotografi: Guido Guidi e Gian Luca Eulisse.

“Come sempre è accaduto nel passato, e come tristemente continua ad accadere, la guerra produce effetti devastanti, anche quando non intenzionali, sulle persone e sui beni culturali nei territori tormentati dai conflitti e nel vissuto delle comunità – afferma il Sindaco di Forlì, Davide Drei -. Il caso della distruzione subita dalla Gipsoteca di Possagno si offre qui da esempio di come, in un attimo, la bellezza possa venire oscurata dall'azione distruttiva dell'uomo contro il patrimonio culturale, dal quale si sprigiona il valore di una civiltà che l'esposizione forlivese propone ed esalta in tutta la sua valenza e bellezza, assumendo un valore simbolico che supera i confini di spazio e di tempo”.

Tra i corpi parlanti dei gessi mutilati - e solo in parte restaurati a partire dagli anni immediatamente successivi al 1917 - vi è il modello dell'Ebe (1808) sulla base del quale il maestro scolpì la 'copia' in marmo per la contessa Veronica.
Qui, grazie alla collaborazione con la Fondazione Canova e il FAST Foto Archivio Storico Trevigiano della Provincia di Treviso, si presentano insieme nei Musei San Domenico a rimarcare la volontà di vivere la ricorrenza del bicentenario come un viaggio attraverso i protagonisti delle vicende che hanno scandito da un lato le tappe cronologiche dei passaggi di proprietà dell'opera tra i diversi rami della famiglia Guarini e dall'altro le tappe tra le varie dimore storiche in città, sino ad arrivare, sul finire del 1887, all'acquisizione da parte dell'Amministrazione Comunale di Forlì.

Da questo momento il viaggio assume un carattere più profondo: la statua ha acquisito lo status giuridico di bene di proprietà pubblica, al quale si associa, con incertezze iniziali di non lieve entità, un valore di nobilitante testimonianza di civiltà.

“Questa mostra apre le iniziative per celebrare il bicentenario di Ebe – sottolinea l'assessora alla Cultura Elisa Giovannetti - e con essa intendiamo proporre una riflessione sul rapporto dei cittadini con il patrimonio culturale identitario in particolare in relazione alla loro assunzione di responsabilità per la sua conservazione. Ebe rappresenta il patrimonio culturale di proprietà pubblica di questa città che a un certo punto della sua storia si e’ voluta dotare di una collezione civica di opere d’arte, con cui ha dato avvio a un progetto politico di costruzione e rafforzamento della propria identità che continua ancora oggi e che sono i cittadini a dover riconoscere e continuare a confermare.”

La mostra Il viaggio di Ebe, promossa dal Servizio Cultura e Musei del Comune di Forlì in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Fondo Piancastelli, è stata realizzata con la collaborazione di Fondazione Canova Onlus - Museo e Gipsoteca Antonio Canova, Provincia di Treviso, FAST Treviso – Foto Archivio Storico Trevigiano, MIBACT – Archivio di Stato di Forlì-Cesena e Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

Sponsor unico dell'evento è VEM Sistemi, innovativa azienda di Forlì che compie 30 anni e si fa promotrice di cultura e di tecnologia. “Per celebrare i nostri 30 anni abbiamo voluto realizzare un progetto con cui rappresentare la nostra anima,” ha dichiarato Stefano Bossi, Amministratore Delegato di VEM Sistemi, “un’anima attenta alla cultura e all’innovazione, al valore dell’arte e del patrimonio del nostro Paese, radicata nel territorio e sorretta da una forte responsabilità etica e sociale, oltre che da una ancor più forte passione per il lavoro e per la bellezza”.

VEM sistemi è punto di riferimento in Italia per progetti innovativi legati alle comunicazioni basate su Internet e per quest’occasione oltre a sponsorizzare “Il viaggio di Ebe”, VEM ha dotato la Chiesa di San Giacomo, il refettorio e il chiostro del complesso dei Musei di San Domenico di una rete Wi-Fi Cisco in grado di sostenere la connessione di svariate centinaia di visitatori. Un esempio concreto di digitalizzazione del patrimonio culturale e di come la tecnologia possa migliorare la vita delle persone ed essere motore di innovazione.

“Venerdì 7 ottobre, apriremo anche le porte della Chiesa di San Giacomo per festeggiare insieme ai nostri clienti, partner e stakeholders i 30 anni di VEM” dice sorridendo Stefano Bossi “con un evento riservato dal titolo Tecnologia, Arte e Futuro. Sul palco appositamente progettato per essere abbracciato dall’abside della chiesa si alterneranno Marta Perego, giornalista e conduttrice TV, Marco Roccetti, Professore Ordinario di Informatica dell’Università di Bologna, Alberto Carnevale Maffè, Professore di Strategia e Politica Aziendale dell’Università Bocconi, Agostino Santoni, Amministratore Delegato Cisco Italia, Roberto Patano di NetApp Italia, Davide Zardo di Schneider Electric Italia e Antonio Bosio di Samsung Electronics. Sarà la festa della bellezza e della tecnologia da vivere insieme all’Ebe del Canova e a tutti le persone che da 30 anni credono in noi”.

Info:
VEM sistemi
Da 30 anni VEM sistemi è uno degli ICT player italiani più innovativi e da sempre attento a intercettare le nuove tendenze del settore, rendendole funzionali alle esigenze dei clienti. Dalle cinque sedi dislocate nei poli manifatturieri dove il “made in Italy” ha le sue radici, offre servizi di integrazione delle tecnologie di networking basate su IP, con una visione olistica che va dall’automazione, alla mobility, alla collaboration, al data center, fino all'automazione dell'edificio e al custom applicaton development del software, per consentire ai propri clienti di cogliere il meglio dalla tecnologia in completa sicurezza. http://vem.com/