Il segno dell’Artista

Firenze - 07/03/2017 : 29/03/2017

L’Accademia delle Arti del Disegno possiede, tra le sue raccolte, una rilevante collezione di grafica e con il proposito di avvicinare il pubblico alla raffinata arte dell’incisione e della stampa manuale, ha voluto dedicare un omaggio a questa tecnica del linguaggio oggi meno praticata.

Informazioni

  • Luogo: ACCADEMIA DELLE ARTI DEL DISEGNO
  • Indirizzo: Via Orsanmichele 4 - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 07/03/2017 - al 29/03/2017
  • Vernissage: 07/03/2017 ore 17.30
  • Curatori: Domenico Viggiano
  • Generi: disegno e grafica
  • Orari: da martedì a sabato: ore 10.00 - 13.00 / 17.00 - 19.00 domenica: ore 10.00-13.00 Lunedì chiuso.

Comunicato stampa

L’Accademia delle Arti del Disegno possiede, tra le sue raccolte, una rilevante collezione di grafica e con il proposito di avvicinare il pubblico alla raffinata arte dell’incisione e della stampa manuale, ha voluto dedicare un omaggio a questa tecnica del linguaggio oggi meno praticata.
Dal 7 al 29 marzo 2017, presso la Sala delle Esposizioni in Via Ricasoli n.68, angolo Piazza San Marco, sarà visitabile la mostra dal titolo “Il segno dell’Artista”, curata dal Prof. Domenico Viggiano, Segretario Generale dell’Accademia delle Arti del Disegno





Stanislao Dessy, Pescatori, 1934


Tra i molti primati in ambito storico-artistico, Firenze è un importante centro di riferimento, nazionale e internazionale, anche per quanto concerne l’arte grafica. Giovanni Fattori, tra i maggiori pittori italiani dell’Ottocento e tra i principali esponenti dei Macchiaioli, fu anche incisore e probabilmente sin dal 1875, si confrontò con questa tecnica espressiva in modo assiduo lasciando oltre centosettantotto lastre, successivamente donate al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.
Il lavoro di Fattori impresse il primo “carattere” all’acquaforte “accademica” fiorentina negli anni in cui insegnava all’Accademia di Belle Arti e fino al 1908, anno in cui morì. In seguito, per quasi quattro anni, l’Accademia di Belle Arti fu sprovvista della possibilità di far fronte all’insegnamento, seppur libero, di incisione, ma la consapevolezza dell’importanza di tale disciplina indusse a riordinare, sotto l’impulso di Francesco Gioli, un corso di grafica che fu inaugurato il 19 gennaio del 1912. Le esperienze artistiche condotte conseguentemente in città hanno offerto un importante contribuito all’affermarsi in Italia del gusto per la litografia, che fino a quel momento non aveva avuto grande successo.
“Un’opportunità unica” ha dichiarato la Prof.ssa Cristina Acidini, Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, “per riscoprire il fascino del segno e della creatività umana che nell’Accademia trovò la propria casa e nella città di Firenze la propria dimensione”.


Giovanni Fattori, Autoritratto, fine XIX secolo


Settanta opere di diverso formato sono presenti in mostra, di queste la maggior parte sono di proprietà dell’Accademia delle Arti del Disegno, ma grande è stato l’apporto dei prestatori privati, tra cui Carlo Bertocci, Rodolfo Ceccotti, Anna Gallo, Andrea Granchi, Vicky Indelli, Monica Maffioli, Enrico Sartoni, Domenico Viggiano, e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze che, grazie al Direttore Prof. Eugenio Cecioni e al Prof. Sandro Bellesi, Responsabile della valorizzazione, ha aperto la propria collezione storica realizzata da Felice Carena, prestando alcune acqueforti di grande valore storico e artistico.

Sono tanti gli artisti, accademici e non, provenienti da tutta Italia, che si sono dedicati all’incisione, e che guardavano a Firenze e alla Toscana non soltanto come culla del Rinascimento o patria romantica della vita, ma anche come fucina di creatività. L’incisione, o “il bianco e nero”, come era denominato a fine Ottocento, trovò a Firenze grande spazio in esposizioni e manifestazioni culturali e artistiche, come i Prelittoriali e Littoriali della Cultura e dell’Arte di epoca fascista, che si svolsero in Italia tra il 1932 ed il 1940. La prima edizione dei Littoriali della Cultura e dell’Arte si svolse proprio a Firenze tra il 22 e il 29 aprile 1934. Questo interesse per l’incisione era ancora presente anche nel dopoguerra, come dimostrano le Internazionali della Grafica, di cui autentico animatore fu Armando Nocentini, già Segretario Generale dell’Accademia delle Arti del Disegno.
Da ricordare, inoltre, la nascita nel 1959, per volontà di Maria Luigia Guaita, della Stamperia d’arte Il Bisonte, divenuta poi Fondazione Il Bisonte - Centro Internazionale per lo studio dell’arte grafica, con l’intento di favorire la tutela, l’insegnamento e la divulgazione della grafica d’arte originale, e che, proprio insieme all’Accademia di Belle Arti di Firenze, patrocina l’esposizione.


Flavia Arlotta, Paesaggio, anni '40 del XX secolo


La storia dell’incisione a Firenze ha segnato tangibilmente la storia dell’arte e della città, anche se in modo forse meno conosciuto dal grande pubblico. Nella mostra promossa e organizzata dall’Accademia delle Arti del Disegno, si celebra quest’arte che fu libera e, al contempo, accademica, come dimostrano le incisioni di Telemaco Signorini e Giovanni Fattori esposte in questa occasione e l’insegnamento quarantennale (dal 1912 al 1953) della tecnica dell’incisione da parte di Francesco Gioli e Celestino Celestini all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, dove erano stati a loro volta allievi di Giovanni Fattori. Tanti artisti che il curatore, Domenico Viggiano, che è stato per molti anni Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e nella quale insegnava incisione, oggi Segretario Generale dell’Accademia delle Arti del Disegno, ha voluto omaggiare in quanto “protagonisti di questo ambito delle arti che a Firenze non conobbe mai la dogmatica di una vera e propria scuola, e che con il loro segno creativo e libero crebbero nel rigore dei nostri grandi maestri come Margheri e Viviani, ma anche con quella libertà di espressione che ci hanno trasmesso da studenti”.

Tra le opere esposte spiccano i lavori di Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, di Guido Colucci, allievo di Fattori, e maestri che a Firenze vissero e lavorarono, come testimoniano uno splendido e rarissimo monotipo di Giuseppe Costetti, e ancora opere di Oscar Gallo, Giovanni Colacicchi, Rodolfo Margheri, Giovanni Viviani, Enzo Faraoni, di cui l’Accademia delle Arti del Disegno possiede l’intero corpus di 150 incisioni, Vairo Mongatti, Renato Alessandrini fino ai contemporanei Gianni Cacciarini o Andrea Granchi. Accanto alle opere di artisti storicizzati e celebri, si trovano nomi meno conosciuti, ma non per questo privi di fascino e suggestione.