Un format artistico multidisciplinare. È un lavoro che parte da una messa a fuoco del Giudizio di Salomone, per aprirsi poi al Giudizio di Paride e nel suo capitolo finale a quello Universale. Viene esplorato in differenti forme, secondo un punto di vista realmente personale e “contemporaneo”.

Informazioni

Comunicato stampa

IL GIUDIZIO
SHAME - VERGOGNA
un poema visivo in 2 capitoli

CAPITOLO 1 : NEVER JUDGE A BOOK BY ITS COVER
CAPITOLO 2: ARE YOU SURE IF WE SHARE THE SAME BICYCLE WE ARE HAPPY?

CAPITOLO 3: TO HAVE A SAMURAI SWORD DOESN’T MEAN THAT YOU HAVE TO HURT WITH IT!
#ComingSoon



Artistic Director
Giuseppe L. Bonifati








“Si dice che ogni persona porti la propria croce,
ma ogni persona è anche dotata di una sua propria spada


Di quante spade abbiamo bisogno ogni giorno per poter
distinguere ogni giorno il bene dal male, l’odio dall’amore,
o per sbarazzarci di ciò che non vogliamo più vedere?
La spada vale più di qualsiasi altra cosa,
più della paura stessa, più del giudizio…”



IL GIUDIZIO è un format artistico multidisciplinare. È un lavoro che parte da una messa a fuoco del Giudizio di Salomone, per aprirsi poi al Giudizio di Paride e nel suo capitolo finale a quello Universale. Viene esplorato in differenti forme, secondo un punto di vista realmente personale e “contemporaneo”.

#WORKSHOP
Lasciando dietro Salomone, ma sempre tenendolo bene in mente, il lavoro del regista consisterà ora nello sviscerare la concezione profonda del Giudizio, svelandone l’immaginario in ognuno dei partecipanti.
Il luogo in cui tutto si svolge è un grande spazio bianco. Forse la palestra di una scuola. I giovani non hanno nome. Solo numeri: 1,2,3,4,5,6…7: i numeri dei coraggiosi e impavidi samurai. O 7, come i giorni al Giudizio: quando un ottavo ed apocalittico giorno spazza tutto via. Ad attenderli un pedagogo e la sua lezione:
"Lo scopo di questa lezione non è di soddisfare i desideri, ma di sollevare nuove domande".
Questo lavoro vuole indagare il rapporto che può nascere tra il maestro e il discepolo, assieme ai giudizi affrettati e gratuiti che una comunità può dare a prescindere.
A coloro che giudicano senza conoscere, ecco un ultimo avvertimento: "Ricordate di essere clementi.
Avere una spada samurai non significa che si debba fare del male con questa ".

#BIOGRAFIA
Giuseppe L. Bonifati classe 1985. È attore, drammaturgo, poeta e regista teatrale. Artista poliedrico ed instancabile viaggiatore. Vive tra Italia e Danimarca. Ha frequentato la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi ed ha approfondito i suoi studi all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio D’Amico, partecipando inoltre ai Laboratori Internazionali di Teatro della Biennale di Venezia. È Artista e Regista in residenza al Nordisk Teaterlaboratorium (Holstebro, Danimarca), teatro con il quale collabora dal 2008. Ha preso parte come attore a spettacoli diretti da Eugenio Barba, Julia Varley, Motus, Renato Carpentieri, Remondi &Caporossi, Ruggero Cappuccio, Andrée Ruth Shammah, Roberto Cavosi, Emanuela Giordano, Giuseppe Maradei. Tra i diversi riconoscimenti in ambito artistico ha ricevuto nel 2006 il Microfono di Cristallo “Umberto Benedetto” dalla RAI, il Premio “Alessandro Fersen” per la Drammaturgia ed è stato scelto nel 2011 tra i Giovani Talenti Nazionali dal Ministero della Gioventù. Per la poesia ha pubblicato recentemente 21:31 (mi sento morire), 2014 per i tipi di Lietocolle Editore.

DIVANO ORIENTALE OCCIDENTALE nasce nel gennaio 2010 da Giuseppe L. Bonifati (Italia) e Monserrat Montero Cole (Costa Rica). Il progetto artistico dell’ensemble parte dal Sud (Italia) e dal Sud del mondo (Costa Rica) e soprattutto dall’esigenza profonda di costruire e produrre arte attraverso una operosa ricerca e metterla al confronto fra le diverse generazioni. Un progetto ad ampio raggio che vive dentro e fuori l’Italia, in un continuo viaggio di approssimazione ed estensione dei suoi lavori oltre i confini nazionali. Fin dall’inizio per DOO la principale preoccupazione è una: come tradurre sul palcoscenico l’inconscio e l’ignoto. In soli cinque anni d’esistenza la compagnia ha prodotto una vasta gamma di diversi lavori: Ammaliata (2009), Cala ‘a Saudage (2010), Pepè El Bastardo Impaziente e Innamorato (2011) Maiden in




Costa Rica (2012), ivetotellusomething, (2012) Maren og Jeg (2014), The Judgement (2014), The Last Blow (2015).

Ospitati in numerosi Festivals e Teatri d’Italia, Danimarca, Costa Rica, Polonia, Bosnia Herzegovina, Ungheria, Venezuela, Bulgaria, Serbia, Slovenia…
Ricevendo diversi premi, tra questi “I Teatri del Sacro” – Ferdergat, ETI (Ente Teatrale Italiano), Finalista “Premio Kantor” Teatro CRT di Milano, Students Jury Award a Varsavia, Menzione Speciale al Premio Internaionale “Teresa Pomodoro” (Giuria: Eugenio Barba, Lev Dodin, Frédéric Flamand, Jonathan Mills, Lluís Pasqual and Luca Ronconi).
Sin dal 2011 il gruppo ha la sua Residenza Artistica al Nordisk Teaterlaboratorium (Holstebro, Danimarca) e ha partecipato inoltre a programmi di residenza in Europa ed America Centrale, tra questi: Art Quarter Budapest (Ungheria), Godsbanen (Danimarca), Biennale di Venezia (Italia), Guestroom Maribor (Slovenia).


IL GIUDIZIO | Parte II
foto/istallazioni/performance/workshop
SALA SANTA RITA | via Montanara (ad. Piazza Campitelli)
WORKSHOP | IL GIUDIZIO
ARTISTIC DIRECTOR Giuseppe L. Bonifati
CURATOR Francesca Anfosso (28 Piazza di Pietra)
PERFORMERS Fabio Pappacena (DOO) e con Martina Cavazzana, Rosa Palasciano, Beatrice Fedi, Beatrice Ciucci, Christelle Colasuonno, Nayantara Sozza, Martino Fiorentini
26 FEBRRAIO | h. 18.00 | Open Doors

PARTNERSHIP
DOO – Divano Occidentale Orientale (Italia)
AQB – Art Quartet Budapest (Ungheria)
Nordisk Teaterlaboratorium (Danimarca)
Guestroom Maribor (Slovenia)

CON IL PATROCINIO DI
Balassi Institute / Accademia d’Ungheria a Roma

Il progetto è vincitore del bando "Spazi in festa" promosso dall'Assessorato alla Cultura, Creatività, Promozione Artistica e Turismo di Roma Capitale.