Il Documentario come Opera d’Arte

Bologna - 09/05/2013 : 10/05/2013

La Rassegna, introdotta dal Direttore delle Belle Arti Mauro Mazzali, si pone come opportunità per gli studenti e la cittadinanza di confrontarsi con le opere e il lavoro di giovani autori del cinema italiano contemporaneo. Ogni proiezione è seguita da un dibattito aperto ai temi e ai metodi di ricerca.

Informazioni

  • Luogo: ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BOLOGNA
  • Indirizzo: Via Delle Belle Arti 54 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 09/05/2013 - al 10/05/2013
  • Vernissage: 09/05/2013 ore 10.30
  • Generi: serata – evento, cinema, new media

Comunicato stampa

Si terrà a Bologna il 9 e 10 maggio la rassegna cinematografica Il Documentario come Opera d'Arte promossa dal corso triennale di Fotografia, Cinema e Televisione del Dipartimento di Progettazione e Arti applicate dell'Accademia di Belle Arti di Bologna. L’evento è a cura del coordinatore del corso, Piero Deggiovanni, e di Patrizia Roppo, con la collaborazione di Caucaso Factory (www.caucaso.info) e dell'Associazione Documentaristi Emilia Romagna DER (www.dder.org)



La Rassegna, introdotta dal Direttore delle Belle Arti Mauro Mazzali, si pone come opportunità per gli studenti e la cittadinanza di confrontarsi con le opere e il lavoro di giovani autori del cinema italiano contemporaneo. Ogni proiezione è seguita da un dibattito aperto ai temi e ai metodi di ricerca.

Quattro autori per altrettante visioni che si intersecano in una trama artistico-antropologica. Una dimensione ibrida tra video-arte e reportage, dove il linguaggio della prima, carica di simbolismo, si fonde con la tecnica e i temi del secondo.
Il risultato si distingue per la fruizione immediata dell'opera: l'osservatore si ritrova immerso nelle situazioni, i cui contenuti si svelano attraverso le immagini, prima ancora che con le parole.

[Immagini in allegato]







Programma
Giovedì 9 maggio
Ore 10.30 – In Calabria o del Futuro Perduto (2013, 15') di Enrico Masi
Ore 11.00 – Anita (2012, 55') di Luca Magi
Ore 14.00 – The Golden Temple (2012, 70') di Enrico Masi

Venerdì 10 maggio
Ore 10.00 – My Private Zoo (2012, 1h03') di Giovanni Sirch e Ferruccio Goia
Ore 14.00 – COSEsalve (2012/13, 30') di Alberta Pellacani


PROGRAMMA GIOVEDÌ 9 MAGGIO

Ore 10.30 – In Calabria o del Futuro Perduto (2013, 15') di Enrico Masi, regista Bolognese.
Un cortometraggio di antropologia, alla scoperta di una comunità albanese, quella Arbereshe, stabilitasi in Italia meridionale in seguito all’invasione ottomana dell’Albania a metà del ‘400, di cui vi sono tracce, nonostante l'avanzata della globalizzazione, in alcuni luoghi impervi dell'appennino calabrese.

Ore 11.00 – Anita (2012, 55') di Luca Magi
Luca Magi è disegnatore, animatore e illustratore, diplomato in Progettazione Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Urbino. Il film è prodotto da Alessandro Carroli - Kiné(doc.kine.it)/ Vezfilm (www.vezfilm.org).
Liberamente ispirato al trattamento In viaggio con Anita scritto da Federico Fellini e Tullio Pinelli nel 1973, alla cui stesura ha contribuito anche Pier Paolo Pasolini. L'unica edizione esistente è quella americana di Moraldo, In the city and A Journey with Anita, a cura di J.C. Stubbs, University of Illinois Press, 1983.
Uno dei tre progetti irrealizzati (insieme a Viaggio a Tulun e Mastorna) che il regista riminese si pentì di non aver mai portato a termine ha ora ispirato Luca Magi e Antonio Bigini. Anita è un film costituito da immagini d’archivio (8mm, super8) e nuove riprese digitali che vengono amalgamate dalla stampa dell'intero materiale in 16mm. Commentato dalla voce di Emidio Clementi, cantante dei Massimo Volume, e impreziosito dalla tessitura sonora di Massimo Carozzi, il film ricostruisce un percorso di paesaggi e incontri umani tra Toscana, Lazio, Marche ed Emilia, accostati seguendo le suggestioni del soggetto originale.

Ore 14.00 – The Golden Temple (2012, 70') di Enrico Masi
Fenomenologia dell’ultimo anno prima dei giochi olimpici di Londra. Presentato in anteprima mondiale alle Giornate degli Autori – Mostra del Cinema di Venezia e in diversi festival italiani ed europei (Reykjavick International Film Festival, Document 10 Glasgow, Festival dei Popoli, Uruguay International Film Festival).
Un'odissea urbana che rivela il cuore battente del capitalismo. Il film narra la storia delle persone incontrate lungo il limite del villaggio olimpico e il processo di gentrificazione che agisce sulle vite delle persone. Una ricerca che usa il cinema come strumento di conoscenza: non un film di denuncia o di contro-informazione ma un film di poesia.

PROGRAMMA VENERDÌ 10 MAGGIO

Ore 10.00 – My Private Zoo (2012, 1h03') di Giovanni Sirch e Ferruccio Goia
Giovanni Sirch è filmaker e docente di Teoria e critica d'arte, nato a Udine nel 1963
Ferruccio Goia, filmaker, è nato a Formia nel 1982. Il film è prodotto dagli autori in associazione con Transmedia Production.
My Private Zoo, presentato in concorso al Festival dei popoli di Firenze, racconta – con la prospettiva visionaria e lontana dalla retorica dell'artista sud africano Anele – la situazione in Sud Africa dopo la fine dell'Apartheid. Un fotografo disoccupato ci conduce come un guardiano silenzioso nelle memorie del ritratto disincantato della sua township.
I registi inseriscono all’interno della narrazione cinematografica le fotografie realizzate dallo stesso Anele, immagini che si concentrano sulla tradizione culturale Xhosa che testimoniano la discriminazione razziale ancora in atto.
La scelta del Jazz, che fa da colonna sonora al documentario, va ricondotta a ragioni di ordine storico, a un genere musicale che il regime vietava ai neri delle township, costringendo così molti artisti di talento a una dolorosa emigrazione verso le capitali dell'occidente.


Ore 14.00 – COSEsalve (2012/13, 30') di Alberta Pellacani
Alberta Pellacani è nata nel 1964 e si è formata all'Accademia di Belle Arti e al DAMS di Bologna. Il film è prodotto da Vivo Film.
COSEsalve è un reportage che dà voce al cambiamento di valore subito dagli oggetti nelle zone colpite dal sisma del 20 maggio 2012. Il film, intenzionalmente spigoloso e impreciso, rimanda a qualcosa d’incomprensibile: respira un tempo sospeso tra i ricordi di ieri, già remoti, e il vuoto di un futuro incerto, nella consapevolezza intima che nulla sarà più come prima.
Il progetto è stato condiviso con la reporter Antonella Monzoni che al video ha affiancato la fotografia in modo autonomo, cercando di unire documento e sentimento, raccontando attraverso diverse immagini – microstorie di famiglie e singoli – le loro emozioni e memorie.