Iconize

Milano - 01/03/2017 : 31/03/2017

Ciascun'artista, secondo la propria cifra stilistica, ha indagato e reinterpretato le grandi icone che hanno caratterizzato ed influenzato la società attuale.

Informazioni

Comunicato stampa

Dagli Impact di Julian T., ai personaggi caricaturali di Yux con la serie “Fatti di Yux” e i “Soggetti
smarriti”, passando per i profili fortemente iconici della collezione Leitmotiv del writer napoletano
IABO, fino ad arrivare all'Iperrealismo Visionario dei personaggi gotici di Enrico Pambianchi. Nel
percorso espositivo si potranno ammirare: ritratti di personaggi come Marilyn Monroe, David Bowie,
la Regina Elisabetta II e Bill Gates, solo per citarne alcuni



Con il termine Icona generalmente si intende una figura vista come modello da seguire in vari ambiti,
possono questi essere la moda, lo spettacolo, la politica, economia o lo sport. Spesso i piani
culturali si uniscono, facendo diventare un personaggio del cinema, per esempio, icona di stile, o
addirittura un opinion leader legandolo fortemente a riferimenti socio-politici.
L'arte contemporanea ha sentito, a partire da Andy Warhol e la Pop Art, la spinta verso questi
personaggi che hanno acquisito così significati più profondi, segnando definitivamente l'arte e la
cultura contemporanea e diventando le icone immortali alla stessa stregua di quelle sacre dell'arte
bizantina.

I quattro artisti esposti hanno ritratto personaggi leggendari, cercando di coglierne lʼessenza e
consacrandoli attraverso il gesto artistico a icone senza tempo. Il loro lavoro può essere accostato a
quello di Warhol, che presagendo il dilagare della mania dell'immagine, ne ha fatto una forma
d'arte, un marchio indelebile nella storia dell'arte contemporanea.

Si scelse, dalla Pop Art in avanti, di rappresentare la realtà che ci circonda, quella più popolare
(prodotti di largo consumo come i barattoli di zuppa Campbell's o le bottiglie di Coca - Cola, volti di
celebrità come Marilyn o Elvis, immagini tratte dai mass media, pubblicità) attraverso l'isolamento e
la dilatazione del soggetto o la ripetizione seriale di quest'ultimo. Ogni opera, trattata con colori
accesi e antinaturalistici, è spinta all'estremo per ottenere un forte impatto emotivo iconizzando così
un'immagine, che per natura sarebbe stata di largo consumo e di uso comune.

I giovani artisti esposti si avvicinano, con diverse sfaccettature, al movimento definito Neo-pop, una
corrente nata alla fine del XX secolo (dagli anni '90) e sviluppatasi attraverso l’influenza di
interessanti riferimenti culturali che vanno dal mondo underground al web design, dalla street art
al urban design, dal graffitismo a tutte le nuove possibilità portate dai media informatici. A
differenza della Pop Art storica, che aveva un approccio più distaccato e impersonale, la Nuova Pop
Art vuole spesso stimolare una riflessione sulle dinamiche di vita contemporanea e sul
significato portato da ogni singola icona rappresentata.

All'interno del percorso espositivo si potranno ammirare una serie di originali sezioni espositive, che
consistono in singolari accostamenti in un dialogo che unisce più punti di vista e stili differenti,
interpretando alcune delle icone più popolari della società contemporanea. Troveremo così una
Marilyn grottesca dipinta da Yux, affiancata agli Impact di Julian T., dove il volto dai colori
antinaturalistici della diva per eccellenza viene marchiato dall'impact dell'artista e poi essere
stravolto da Pambianchi, secondo tratti più gotici e con il suo sarcasmo salvifico; o ancora,
l'immagine blasonata della Regina Elisabetta II di Inghilterra viene sconvolta e profanata dall'ironia di
Yux che la rende una regina Punk e scomposta da Pambianchi, che attraverso la sua tipica
quadrettatura gioca creando una serie di rimandi dai toni dissacranti.