I Tre

Bene Vagienna - 15/10/2011 : 13/11/2011

Evento che vede il ritorno di un “libero” gruppo torinese, che calcò le scene artistiche degli anni '70, in una sorta di amarcord teso a sottolineare l'evoluzione della pittura di stampo subalpino nel secondo '900.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO LUCERNA DI RORA'
  • Indirizzo: Via Roma 125 - Bene Vagienna - Piemonte
  • Quando: dal 15/10/2011 - al 13/11/2011
  • Vernissage: 15/10/2011 ore 17
  • Autori: Alfredo Ciocca, Dino Pasquero, Carlo Pirotti
  • Curatori: Giorgio Barberis
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: sabato e prefestivi 13/19; domenica e festivi ore 10/13 – 13,00/19,00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: ente promotore: Città di Bene Vagienna in collaborazione con: Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Associazione Culturale Giuseppe Morino, Savigliano (CN)
  • Catalogo: a cura di : Giorgio Barberis

Comunicato stampa

Il '900 è, per l'arte peninsulare, un secolo in cui avvengono grandi cambiamenti. L'Italia si trova ad occupare una significativa posizione nel panorama europeo, grazie alle novità del Futurismo, ma anche grazie all'apporto del tutto originale offerto dagli artisti italiani al riscoperta di quella "misura classica" che percorre tutta l'Europa negli anni che seguono la sperimentazione delle prime avanguardie storiche. La ricerca artistica italiana di quegli anni si pone così tra l'anti-tradizione futurista, da un lato, e il nuovo corso del classico dall'altro, pur mantenedo il concetto di “modernità” intesa come cambiamento che si apre ai suoi nuovi miti

Marinetti e i giovani futuristi affideranno il compito di ridare all'Italia un ruolo di rilievo nel dibattito internazionale e di superare nel giro di pochi anni ogni legame con la tradizione pittorica della fine '800. La pittura metafisica di de Chirico rivelerà i valori nascosti delle cose ed il giovane Giorgio Morandi interpreterà in maniera del tutto originale i nuovi dettami esecutivi. Dalla metafisica al realismo magico tuttavia il passo è breve, perchè la melanconia tragica della metafisica dechirichiana molto si stempera nelle atmosfere incantate del realismo magico di Felice Casorati, di Antonio Donghi e Severini o di Cagnaccio di San Pietro. Poi Carrà annuncia la riscoperta dei valori antichi della pittura primitiva italiana, di Giotto e Paolo Uccello innazitutto, preceduto dalla lezione di Severini e seguito dalla riscoperta dell'arcaismo dell'antica etruria di Massimo Campigli. Altri invece, come Novecento, saranno autenticamente interessati alla rifondazione di una misura classica nell'alveo di un sentire ampiamente diffuso in tutta Europa. Pochi pittori, grazie alla grandezza della loro arte, scamperanno al pericolo della damnatio memoriae e, tra loro, dobbiamo ricordare Mario Sironi e Arturo Martini. Artisti liberi come quelli che, a livelli regionali, si contraddistingueranno con etichette quali “I Sei di Torino”, i “Chiaristi”, la “Scuola Romana”, “Corrente” e molti scultori novecentisti. Un prolungamento dello sguardo sull'arte dagli anni cinquanta in poi, e che annuncia una nuova grande stagione creativa italiana, può essere affidato ad alcuni testimoni d'eccezione tra cui Lucio Fontana, Alberto Burri , Piero Manzoni, Mario Schifano, gli appartenenti al Gruppo Forma ed a quello della Transavanguardia di Achille Bonito Oliva nonché ad Ugo Nespolo ed Antonio Nunziante. Ma in tutto questo bailamme che i sacri testi di Storia dell'Arte riportano con grande enfasi e dovizia di particolari molte altre ricerche e nuovi movimenti si affacciano nel panorama italiano per far sentire la propria voce o, semplicemente, perchè i componenti vogliono confrontarsi nel loro incedere e lasciare una traccia indelebile del personale cantare in mezzo a tanto strepito e divergenti ricerche. Ed uno di questi movimenti, inizialmente legato alla Torino degli anni Settanta, ma destinato a diffondersi regionalmente e, fino al 1980, anche internazionalmente, è proprio quello de “I TRE” che si presenta in questa storica rassegna. Di loro il grande Vittorio Bottino, probabile divulgatore della definizione del gruppo creato da Dino Pasquero, e voce riassuntiva di tutti coloro che, come Graglia, Rossi, Mistrangelo, Menzio, Oberti, Conti Tacchini ebbero ad interessarsi de I TRE,scrisse: “I TRE. Non una formula d'avanguardia e neppure un'etichetta artistica, una semplice somma di pittori che hanno deciso di presentarsi insieme, di tanto in tanto, ovunque vi sia un'area accogliente e percettiva. Alfredo Ciocca, Dino Pasquero e Carlo Pirotti hanno collaudato le loro opere attraverso un lungo colloquio con il pubblico in un discorso che ha per tema la natura e l'umanità, nei risvolti accessibili alla poesia ed all'occhio. Pur nella componente figurativa (che ricorda la Scuola del Pittara) Ciocca, Pasquero e Pirotti hanno assunto ognuno una precisa connotazione artistica con una svettante progressione dalle origini, ed oggi – affinati dalle continue ricerche cromatiche ed impaginative – sono in grado di recitare un ruolo omportante nella pittura piemontese per una vasta platea di collezionisti. L'unione teorica di tre “rivelazioni”, l'inizio di un momento o l'aggancio ad un tempo preciso, non intende snaturare gli altri ma bensì entrare nel mercato in collaborazione pratica ed intimistica. Lontana da Ciocca, Pasquero e Pirotti l'idea di una qualsiasi rivoluzione oggettiva, la loro pittura è chiara e leggibile, non è filtrata né dal contorsionismo e neppure dal consumismo, vuole essere un mezzo plurimo per entrare nelle case della gente a portare uno spicchio di mondo intatto, quale simbolo della vita. I tre, per un contatto ed una nuova amicizia, tra di loro e con tutti”. Un'amicizia ancora salda oggi; un sodalizio che, dopo aver proposto rassegne per quasi sette anni a Borgomanero, Torino,Bardonecchia, Verrès, Lugano, in Valtournanche e nel Principato di Andora, torna, in una sorta di amarcord, nelle sale di Palazzo Lucerna di Rorà quale testimonianza storica dell'evoluzione della nostra arte trascorsa e della capacità dei singoli di essere sempre pronti a rinnovarsi ma anche , ed ancora, a confrontarsi ed offrirsi agli occhi di estimatori ed amici.
(Giorgio Barberis)


info
ente promotore: Città di Bene Vagienna
in collaborazione con: Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Associazione Culturale Giuseppe Morino, Savigliano (CN)
inaugurazione: sabato 15 ottobre ore 17,00
orari: sabato e prefestivi 13/19; domenica e festivi ore 10/13 – 13,00/19,00
biglietteria: free admittance
mostra e catalogo a cura di : Giorgio Barberis
coordinamento artistico : Giorgio Barberis, Fulvio Berardo
catalogo: in sede
autori: Giorgio Barberis
genere: arte contemporanea
visite Museo : ARCHEA

Note biografiche

Alfredo Ciocca nasce a Casale Monferrato il 25 aprile 1945. A cinque anni si trasferisce a Torino. Nel 1960 inizia a dipingere come autodidatta e, in seguito, si diploma "cartellonista pubblicitario". Nel marzo del 1968 inizia a frequentare lo studio del maestro Dario Treves; sotto la sua guida disegna e dipinge per nove anni. Nello studio del maestro , per anni, attraverso il disegno e la pittura, scopre un nuovo modo di vedere e sentire l'arte posta in una giusta dimensione. La sua sarà una dedizione lunga e costante costruita sulla sincerità assoluta verso gli altri e, in particolare modo, verso se stesso. Nel giugno del 1975 realizza la prima personale nel cuore della vecchia Torino e da allora fa della sua pittura una professione. A seguire inizia a partecipare a collettive e concorsi ottenendo lusinghieri successi e, nel cuore della città della Mole, trova un ambiente amico e più che favorevole. Capisce così che la pittura non lo tradisce e si aggrappa ad essa con più forza per cui procede nel suo cammino che lo porterà a scoprire un mondo tutto da vivere, osservare e dipingere. Nel 1992 espone a Pretoria e Johannesburg (Sudafrica) e, nel 1994, apre una scuola di pittura e disegno nel Borgo Vecchio di Avigliana e dipinge, per la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore di Avigliana, il "Battesimo di Cristo" ed i ritratti del "Cottolengo" e di "Don Bosco". Nel maggio del 2002, per l'associazione "Amici di Avigliana", dipinge "San Giovanni Battista" per un pilone ad Avigliana. Nella chiesa di San Giovanni Battista a Cesana Torinese figura una tela 84x107 di "Santa Cecilia"; un'icona della "Consolata" è esposta nell'atrio dell'ospedale Koellicher di Torino. Oltre alle tante collettive e concorsi ha al suo attivo piú di cento personali in Italia ed all'estero recensite dai più iportanti studiosi di settore. Vive e lavora ad Avigliana (TO)

Dino Pasquero è nato nel 1939 a Guarene, dove risiede, ed è stato il fondatore del gruppo “I 3”. Fin da giovane è affascinato dal plein air così inizia a percorrere le contrade del Piemonte, dalle Langhe al Monferrato, dalla Valsusa alla Valle d'Aosta, per cercare i segreti della luce e dei momenti atmosferici. Il suo primo contatto col pubblico avviene nella natia Guarene, nel 1972; a seguire si inanelleranno personali a Canale, Alpignano, Asti, Moncalieri, Stupinigi ed altre zone ancora. A Torino espone alla Bottega San Giors e da Quaglino. Parecchie le importanti collettive a cui partecipa mentre si assommano i premi nei maggiori concorsi regionali e nazionali sottolineati dal favore del pubblico e della critica. Intanto la sua pittura subisce una lenta ma sicura evoluzione in una progressione positiva che gli consente una nuova personalizzazione sino ad affrontare gli impegnativi temi della neve e del sole estivo pervenendo così a raggiungere, con grande serenità espressiva, un' autentica emozione interiore. L’artista, che oggi opera tra Guarene, Torino e la Svizzera, nella sua lunga carriera, ha poi esposto in numerose città d’Europa e le sue opere sono conservate in spazi pubblici e collezioni private di altissimo livello. Sarebbe lunghissimo citare tutte le vernici delle quali è stato protagonista. Per tutte le personali a Koblenza (D), al Teatro Regio di Torino, alla Coin Art di Genova e alla Galleria 29 di Basilea (CH). Hanno scritto di lui: Antonio Oberti, Adalberto Rossi, Lella Durando, Armando Capri, Vittorio Bottino, Mario Robiglio, Arnaldo Graglia, Aldo Spinardi, Gian Giorgio Massara, Giorgio Borio, Massimo Centini, Luigi Spessa e Angelo Mistrangelo, Giorgio Barberis.


Carlo Pirotti è torinese di nascita ma cuneese di adozione in quanto vive e lavora a Madonna Dell'Olmo. Partito come apprendista litografo, nel 1950, Pirotti incontra il famoso Enrico Tovagliari col quale approfondisce il disegno e la tecnica litografica ottenendo il diploma in quest'ultima disciplina. Decide quindi di dedicarsi al disegno, alla pittura ed all' incisione e, dagli anni Sessanta, inizia un lungo iter espositivo che lo conduce ad allestire personali e collettive in tutta Italia. Pur potendolo definire un pittore ambientale per la ricerca del soggetto che si rifà alla tradizione subalpinala, è certo che egli rifiuta la retorica. Particolari gli angoli nascosti della sua terra, i mercatini rionali, i vicoli di un paese, dove la presenza dell'uomo è certa o solamente intuita e dove l'autore dialoga con sicurezza e poetica invenzione. Già dalla prima personale a Torino, allestita alla Bottega San Giors, il favore del pubblico lo accompagna; poi vengono altre personali (in Piemonte, Lombardia, Liguria, Soagna, Germania, per citarne alcune), la rassegna del paesaggio nella galleria Quaglino ed i concorsi ricchi di premi e riconoscimenti. Nel suo lungo incedere Carlo rivela sempre di più un gusto moderno nell'impaginazione di temi arcaici sino a scovare nei propri soggetti particolari e tagli ad altri sconosciuti ed a raggiungere un fascino personalissimo. Forte ormai di una fama consolidata decide quindi di ritirarsi a Madonna dell' Olmo dove, grazie ad elevate doti artistiche che si traducono in paesaggi, vedute marine, nature morte e tagli di montagna sempre più legati alla lezione subalpina e veristicamente personali trova il " modus vivendi " a lungo ricercato. Numerose sue opere figurano in diverse gallerie e collezioni private in Italia ed all' estero.Tra le ultime mostre principali si annoverano : Castello di Roddi ( Cuneo); Palazzo della Provincia (Cuneo); Senesi Arte di Savigliano; Saluzzo Arte, Fondazione A. Bertoni-Saluzzo; Palazzo Salmatoris - Cherasco ( Cuneo).