I sentieri

Milano - 26/11/2012 : 02/12/2012

Sentieri come le strade esplorate per sperimentare, come i percorsi di ogni singolo artista. Sentieri che si incontrano, da cui nascono sviluppi inaspettati del lavoro creativo. Nasce da qui il titolo stesso della mostra: vetrina di alcuni degli stimoli più innovativi della scuola orafa, testimone delle tendenze creative contemporanee.

Informazioni

Comunicato stampa

Sentieri come le strade esplorate per sperimentare, come i percorsi di ogni singolo artista. Sentieri che si incontrano, da cui nascono sviluppi inaspettati del lavoro creativo. Nasce da qui il titolo stesso della mostra: vetrina di alcuni degli stimoli più innovativi della scuola orafa, testimone delle tendenze creative contemporanee.
Scopo di Sentieri è raccontare il gioiello artigianale, creato in atelier con un approccio “haute couture”: dalla ricerca al bozzetto, dal prototipo al risultato finale, che ha il valore del pezzo unico, al di là del pregio materiale



Parola chiave della mostra è ricerca: un leitmotiv che si traduce nell’uso di materiali eterogenei, insoliti in oreficeria, per dare forma a un’idea. Ogni oggetto, infatti, è l’esito del percorso esplorativo personale di ogni artista. E la mostra è proprio un’occasione di confronto e collaborazione tra tutti questi itinerari, completamenti diversi uno dall’altro.
Si parte dalla scuola di Uroburo*, guidata dal maestro Davide De Paoli e formata da cinque artisti che si dedicano alla lavorazione dei metalli, nobili e non. Si incontra chi adopera materiali naturali (come semi, fiori, pietra e carta) e chi dà nuova destinazione d’uso a materiali già utilizzati (come i microchip del computer). C’è poi chi mimetizza il gioiello in un quadro, come parte integrante di un’opera d’arte, ma pronto a essere indossato. E chi, invece, ha creato due collezioni di complementi di arredo e gioielli dalle forme molto simili.
Spesso le opere sembrano sculture: hanno forme grafiche e geometriche, oppure linee morbide, irregolari e fantasiose, sperimentali ed evocative. Sono quindi oggetti da osservare, capire e raccontare, che aiutano a interagire con un pubblico attento e favoriscono quindi un consumo critico e un acquisto consapevole.

Per la mostra Uroburo ha individuato tredici designer (tra cui i cinque del suo atelier) con una poetica e una spinta espressiva molto personale, oltre l’omologazione. Ognuno racconta il proprio “sentiero” di ricerca e la propria identità attraverso il gioiello, che di riflesso non è più è solo un accessorio, ma un ornamento dell’anima, espressione di un percorso creativo e spirituale.

* Uroburo è showroom, atelier e scuola di arte orafa della Onlus Cooperativa Sociale Città e Salute, che sviluppa percorsi formativi, in prospettiva di un lavoro qualificato nella produzione artigianale di alto contenuto tecnico e artistico, ma anche del reinserimento sociale. Come la figura che lo simboleggia, il serpente che si morde la coda, Uroburo rimette in circolo le forze creative perfezionando le tecniche e sviluppando le capacità delle persone. Anche dei sofferenti psichici, come nel caso di alcuni dei creativi che fanno parte dell’atelier. La loro presenza è una ricchezza perché dimostra, provocatoriamente, come spesso nella sofferenza psichica ci sia della genialità, ribaltando il luogo comune che in ogni artista c’è un po’ di follia.

GLI ARTISTI
Davide De Paoli
Lucilla Giovanninetti (Eandare)
Naoko Iyoda
Emi Kato
Pamela Maglie e Francesca Mazzotta (Magma Jewels)
Francesca Mancini (Giardinoblu)
Irene Marasco
Paola Mirai
Margareta Niel
Patrizia Pompeo
Sara Progressi
Massimo Sciancalepre
Angela Simone