Chi sono oggi I Miserabili? Parafrasando il capolavoro di Victor Hugo, il progetto ribalta la prospettiva consegnataci dalla cronaca e porta l’attenzione del pubblico non verso le vittime delle violenze ma verso i loro carnefici spesso invisibili. Una selezione di immagini fotografiche mostra i volti invisibili di chi è autore della violenza.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione del mese di marzo, dedicato alla donna in tutta Italia, il MADRE propone anche il 29 marzo una giornata per celebrare la figura femminile e portare l’attenzione su un tema di drammatica attualità, quale quello della violenza nei confronti delle donne. I dati sulla violenza in Italia restano infatti sconcertanti: nel 2013 in Italia sono state uccise 128 donne, ovvero una ogni due giorni e mezzo, e oltre 100 mila bambini sono state vittime di maltrattamenti



Chi sono oggi I Miserabili? Parafrasando il romanzo di Victor Hugo, il progetto – presentato nella Sala delle colonne al primo piano del MADRE – ribalta la prospettiva consegnataci dalla cronaca e porta l’attenzione del pubblico non verso le vittime, ma verso i loro carnefici spesso invisibili. Una selezione di immagini fotografiche di cronaca mostra chi è autore della violenza, la miseria umana, lo squallore di un’esistenza che distrugge e si autodistrugge, annientata dalla follia di un gesto. Lo zoom delle immagini fotografiche proposte non sarà più, come spesso nella cronaca, sui corpi delle donne o di bambini con le mani che si proteggono il viso, ma appunto sui loro carnefici: ripresi in canottiera, con lo sguardo perso, portati via in manette, mostrati davanti all’obiettivo dei tanti foto-reporter che hanno seguito le troppo numerose vicende di cronaca nera italiana degli ultimi anni. Il progetto, curato da Désirée Klain e Giuliana Ippolito per l'Associazione Periferie del Mondo-Periferia Immaginaria si propone come un modo per creare provocatoriamente un’identificazione negativa: attraverso queste immagini viene in superficie la sconfitta proiettata in uno specchio deformante, dove il protagonista del delitto è svestito da ogni possibile mitizzazione o forma di giustificazione, e raccontato invece nelle conseguenze negative insite in ogni gesto di violenza. L'obiettivo di questo progetto in progress è quello di viaggiare, da Napoli, in tutta Italia come una originale, coinvolgente campagna di sensibilizzazione pubblica.
“Bisogna mantenere alta l’attenzione su questi temi – spiega l’assessore alla Cultura della Regione Campania, Caterina Miraglia, che interverrà al MADRE alla manifestazione contro il femminicidio – una legge, per quanto scritta bene e giusta, non basta: è necessario, anche attraverso manifestazioni culturali, diffondere tra le donne la consapevolezza di avere a disposizione gli strumenti giusti per difendersi. Il vero rispetto va inculcato anche attraverso l’educazione dei figli, è lì che inizia il percorso per far comprendere i valori sani”.
Il concept fotografico “I Miserabili” a cura di Stefano Renna, ideato e diretto da
Désirée Klain, è il risultato di un accurato lavoro di ricerca; un lavoro reso possibile grazie all’apporto di reporter, psicologi, cronisti di giudiziaria, avvocati. Désirée Klain, è una giornalista professionista, vive e lavora a Napoli, dove da diversi anni si occupa della rivalutazione delle periferie, attraverso manifestazioni sociali e culturali. E’ l’ideatrice e la direttrice artistica di "Periferie del Mondo – Periferia Immaginaria”, il primo Festival Internazionale Cinematografico dedicato alla cultura audiovisiva, periferica ed emergente, che si svolge da 10 anni a Scampia.

In museo all’interno dello spazio della Sala delle colonne sarà presentato anche un corner concepito e realizzato da Giuliana Ippolito, una sorta di “sfogatoio” dove tutti i visitatori potranno portare, nella giornata del 29 marzo, un oggetto simbolicamente liberatorio rispetto alle violenze che ognuno, a suo modo, ha subito o continua a subire nel proprio quotidiano. Questo “sfogatoio” pubblico è pensato come un box dotato volutamente di uno spazio ridottissimo, per rendere il senso claustrofobico e la sensazione di solitudine del momento in cui si guarda in faccia la violenza. Giuliana Ippolito, giornalista esperta di arte contemporanea, nel gennaio 2008 ha fondato a Benevento Numen arti contemporanee, un progetto di galleria diffusa dedicata all'arte giovane e alle avanguardie, con particolare attenzione agli artisti del Sud del mondo. ''Le persone conservano oggetti ed emozioni - spiegano le curatrici - l’invito a tutte le donne a liberarsi di questo carico attraverso la performance artistica vogliamo che rappresenti un primo passo per un cambio di rotta, un retrocedere rispetto a odi e violenze: un’istallazione della memoria collettiva''.

Previste nella giornata del 29 marzo, dalle ore 10, anche due performance che coinvolgeranno il visitatore invitandolo a riflettere sulla orribile realtà della violenza, con l’intervento dell’artista spagnola Gema Ruperez e dell’artista italiana Barbara Bonfilio. Durante la presentazione è infine previsto un intervento dello scrittore Maurizio De Giovanni, che proporrà un racconto inedito contro il femminicidio, scritto per la manifestazione. Letture dell’attrice Gioia Spaziani.
L’evento è realizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Campania e con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e dell’Ordine degli psicologi della Campania.

Programma della giornata

ore 10: Presentazione del progetto “I Miserabili” e dell’installazione “Lo Sfogatoio” ed inaugurazione delle performance di Barbara Bonfilio e Gema Ruperez.

dalle 10:30 alle 17:30 Proiezione della selezione di immagini del progetto
“I Miserabili”

dalle 17.30 alle 19:00 Lettura del racconto scritto da Maurizio De Giovanni

Saluti ed interventi delle associazioni presenti, che lottano contro la violenza sulla donna.

Comitato Scientifico del progetto:

Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania
Mirella Armiero, caporedattore Cultura del Corriere del Mezzogiorno
Gabriella Cipriano, psicologa
Marino Maffei, avvocato
Vincenzo La Penna, Giornalista Ansa giudiziaria
Stefano Renna, reporter