I Loretz. Una famiglia di ceramisti e pittori tra Lodi e Milano a fine Ottocento

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE MARIA COSWAY
Via Paolo Gorini, 10, Lodi, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

venerdì ore 16-19, sabato-domenica ore 10-13 e 16-19

Vernissage
05/03/2026

ore 15

Biglietti

ingresso libero

Generi
arte moderna

Una riflessione sulla ceramica lombarda e su una delle famiglie che l’ha interpretata in un periodo di transizione.

Comunicato stampa

Una mostra che vale doppio, perché è un progetto che unisce ad arte e storia anche l’inclusione sociale. La propone la Fondazione Maria Cosway in collaborazione con la Fondazione Stefano e Angela Danelli Onlus e il Comune di Lodi. Si intitola “I Loretz. Una famiglia di ceramisti e pittori tra Lodi e Milano a fine Ottocento” e si svolge dal 5 marzo al 17 maggio 2026 presso il Polo Culturale Maria Cosway di via Paolo Gorini 10, che ha già ospitato la mostra dedicata al Bergognone e quella sulle Donne di Casa Manzoni. Un progetto reso possibile grazie al contributo della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi e della Fondazione Banca Popolare di Lodi, al sostegno del Rotary Club di Lodi, alla collaborazione del Fai sezione di Lodi, della Pro Loco di Lodi, della Società Storica Lodigiana e al patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Lodi. Il quotidiano locale Il Cittadino è media partner.

Le ragioni della mostra
Al centro della mostra c’è il percorso artistico ed imprenditoriale dei componenti della famiglia Loretz, che hanno il merito di aver riscoperto la ceramica graffita, che secondo loro era stata prodotta a Lodi prima del Rinascimento e per questo definivano “medioevale”. Muovendo da questa tradizione della ceramica lodigiana hanno saputo trasformarla e rinnovarla secondo canoni estetici, che sono stati ampiamente apprezzati in Italia e all'estero. I protagonisti dell’esposizione sono Carlo, Giano e Carlo jr. Il capostipite nacque a Lodi nel 1841 e dopo essersi dedicato alla pittura nel 1872 ricevette da Antonio Dossena, sindaco di Lodi, che era anche proprietario della maggiore fabbrica di ceramiche attiva in città, la proposta di cimentarsi nella decorazione delle maioliche. A distanza di un decennio dal primo incontro con Dossena, Carlo Loretz fondò insieme al figlio Giano una fabbrica a Milano. Carlo Jr ha conservato e promosso la memoria della famiglia, essendo stato comunque anche lui un interessante pittore che si è dedicato saltuariamente alla ceramica.

Quattro filoni narrativi, oltre cento opere
Saranno quattro i filoni narrativi grazie ai quali si svilupperà l’esposizione allestita in due diverse sale. Il primo filone approfondirà la figura e l’opera del capostipite Carlo con i suoi quadri e le maioliche decorate per la fabbrica Dossena. Il secondo filone mette a tema la figura di Giano, ceramista e scultore. Il terzo filone narrativo insiste sulle ceramiche graffite, sia di imitazione che di moderna ideazione, realizzate nella fabbrica milanese da Carlo e Giano. L’ultimo filone racconta l’attività di ceramista e pittore del più giovane dei Loretz, Carlo junior, il figlio di Giano. I circa 100 pezzi esposti arriveranno da musei pubblici e collezioni private, oltre che dalla famiglia Loretz, le cui ultime eredi hanno voluto fortemente partecipare alla mostra di Lodi.

A sottolineare il dialogo continuo tra le due città lombarde, l’esposizione presenta sia le ceramiche realizzate da Carlo a Lodi, in particolare nel decennio 1871-1881, sia le opere prodotte da Carlo e Giano nella fabbrica di Milano tra il 1896 e il 1906.

Un’iniziativa che parla di inclusione
Il direttore della mostra è il vicepresidente della Fondazione Cosway Luca Marcarini, mentre a coordinare il progetto pensa Marina Arensi. Il curatore è Enrico Venturelli, maggiore esperto in assoluto sulle ceramiche dei Loretz, ai quali ha dedicato anni di studio e di pubblicazioni, insieme a un comitato scientifico in cui figurano anche il curatore Enrico Venturelli, Mario Marubbi e Sergio Nepoti. Oltre al valore culturale e storico, la mostra ha un'importante valenza sociale: grazie alla Fondazione Danelli, alcuni ragazzi con autismo verranno preparati per svolgere visite guidate, offrendo loro un’occasione unica di crescita e inclusione. In occasione dell’apertura della mostra, sarà anche inaugurato uno spazio di ristorazione all’interno della Fondazione Cosway, che vedrà coinvolti come operatori alcuni dei giovani seguiti dalla Fondazione Danelli, insieme agli allievi del Cfp Fondazione Clerici di Lodi. La Fondazione Danelli e la Fondazione Cosway promuovono insieme progetti che hanno ricevuto l’approvazione del Ministero della disabilità, tanto da essere stati inseriti come realtà di Innovazione e sperimentazione all’interno del progetto Bilt (Bellezza, Inclusione, Lavoro, Talenti), la rete nata con l’obiettivo di rendere l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità un elemento centrale di tutti i progetti di valorizzazione dei luoghi della cultura in Italia.