I Festival Internazionale del Design

Napoli - 18/03/2015 : 16/05/2015

Il I Festival Internazionale del Design – tradizione/innovazione/sviluppo sostenibile vuole essere un momento di sintesi e confronto sui vari livelli di azione culturale che quotidianamente vedono impegnata la Fondazione Plart.

Informazioni

Comunicato stampa

Il I Festival Internazionale del Design – tradizione/innovazione/sviluppo sostenibile vuole essere un momento di sintesi e confronto sui vari livelli di azione culturale che quotidianamente vedono impegnata la Fondazione Plart.
Il Festival si svolge nel tentativo di connettere e delineare nuove prospettive di relazione tra tradizione e innovazione in una dimensione attenta alla sostenibilità ambientale (green economy) attuando un piano di potenziali ricadute turistiche sul territorio campano.
Il programma si dispiega attraverso la creazione di una piattaforma operativa coordinata da Fondazione Plart con il coinvolgimento attivo di numerosi partner e luoghi


Il desiderio è quello di avviare nuove narrazioni del territorio attraverso sguardi condivisi e di varia provenienza sia geografica che disciplinare.
Uno dei temi che hanno ispirato l’elaborazione del progetto è quello di moltitudine, espressione di una molteplicità culturale in un contesto globale segnato da pervasività della comunicazione, da un sistema produttivo largamente basato sul linguaggio e sul sapere.
La moltitudine contemporanea è un risultato storico (tradizioni) che manifesta una pluralità culturale che va indagata e connessa. Il Festival intende porsi come crocevia di riflessione, come snodo di una rete composta da forti singolarità.
I molti esistono perché sono in rete, perché cooperano, con tutto ciò che di cognitivo, comunicativo, affettivo li rende dei singoli.
Nel 1973, Ettore Sottsass propone il progetto “pianeta come festival” un invito al coraggio e alla voglia di sognare, ad una generazione consapevole su come “anche sulla palla del pianeta, il tempo oramai è compresso come un foglio di laminato plastico, o è dilatato come un’eternità…. Occorre un design che permetta concentrazioni decondizionanti, meditazioni rivelatrici, identificazioni globali, o permetta esperienze pulsanti o ricerche liberatorie, o movimenti disintegranti e può venire in mente di usare le macchine e adattarle a questa idea, può anche venire in mente di usare il consumismo e adattarlo…così che il consumo diventi liberatorio invece che condizionante… questo è molto difficile si sa che è molto difficile, ma non è detto che non si possa provare, tanto finora, che la prova funzioni, non è ancora dimostrato.” Un invito che ci sentiamo di cogliere e promuovere in tutta la sua complessità e molteplicità.

INNOVAZIONE / TRADIZIONE / SVILUPPO


Tradizione/innovazione/sviluppo sostenibile sono gli elementi fondanti per la costruzione di un ecosistema integrato capace di declinare la trasmissione e la conservazione attraverso il tempo di un patrimonio di valori, modelli culturali,usi e costumi integrati con i bisogni del nostro tempo nel rispetto delle condizioni ambientali e umane. Non è possibile discernere questi tre elementi
l’innovazione presuppone una tradizione, un’attenzione alla natura e ai suoi fragili equilibri. Non vi può essere innovazione senza tradizione. La struttura identitaria di una comunità si alimenta nella tensione dialettica della propria memoria storica proiettata nel presente e nell’ambiente in cui vive. Porre l’attenzione su questi temi vuole essere un invito a partecipare alla definizione di nuovi scenari del vivere comune.