Hubert Kostner – Agner

Taibon Agordino - 22/09/2012 : 21/10/2012

Agner, a cura di Galleria Goethe Galerie. L’opera è stata realizzata in collaborazione tra Dolomiti Contemporanee, Galleria Goethe (Bolzano) e Salewa.

Informazioni

  • Luogo: DC NEXT - BLOCCO DI TAIBON
  • Indirizzo: Fabbrica Ex Visibilia, Località Campagna 1 32027 - Taibon Agordino - Veneto
  • Quando: dal 22/09/2012 - al 21/10/2012
  • Vernissage: 22/09/2012 ore 17
  • Autori: Hubert Kostner
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: aperto dal martedì alla domenica orari 10:00-12:30 / 15:00-19:30

Comunicato stampa

Sabato 22 settembre 2012 si inaugura presso l’Ex Fabbrica Visibilia a Taibon Agordino, in provincia di Belluno, il secondo ciclo espositivo dell’estate 2012 di Dolomiti Contemporanee. Si tratta di un ex stabilimento di occhiali che, dopo 10 anni di porte sbarrate, apre i battenti con due di mostre realizzate, oltre che dai curatori, anche da una selezione di gallerie private

La Galleria Goethe partecipa con una mostra personale dell’artista altoatesino Hubert Kostner, il cui progetto site specific, realizzato nell’ APL ovest n.5, consiste in un’installazione che ha per tema e per soggetto lo Spigolo Nord del Monte Agner (2871 m.s.l.d.m.), una parete classica che, con i suoi 1.600 metri di sviluppo verticale, risulta essere una delle più alte delle Alpi. La parete fu scalata per la prima volta nel 1921 da Iori, Andreoletti e Zanutti, mentre la prima ascensione invernale fu realizzata nel 1968 da Messner e Mayerl.
L’opera di Hubert Kostner consiste in 1.600 metri di corda da arrampicata raggomitolati a forma di palla ed installati su un allettamento di ghiaia dolomitica che riempie tutto lo spazio espositivo fino a fuoriuscirne. Nell’idea dell’artista la dimensione, la spazialità della parete verticale, trasformandosi in sfera, cambia completamente. In questo spostamento di contesti, infatti, la corda si trasforma da mezzo di sicurezza a mezzo di espressione e, contemporaneamente, al carattere della montagna quale luogo pericoloso ed ostile si contrappone un aspetto ludico, rappresentato dal gioco della palla.
L’opera costituisce quindi una riflessione sull’alpinismo, sull’arrampicata, sull’idea generale di “via” alpinistica, in rapporto ad un itinerario artistico: entrambe le vie, quella dell’alpinista, come quella dell’artista, sono percorsi di ricerca, e come tali, accomunati da una volontà di esplorazione verticale.