Here and There
Nella mostra Here and There, le ricerche di tre artisti si incontrano in un dialogo sensibile attorno alla percezione dello spazio, della luce e del tempo.
Comunicato stampa
Peter Frey Gallery è lieta di annunciare Here and There, la prima mostra collettiva in galleria degli artisti Kate Waters, Bernard Ammerer e Mickaël Doucet.
La mostra verrà inaugurata sabato 14 marzo 2026 alle ore 16:30 e sarà in esposizione fino al 30 aprile 2026 presso la galleria, in via Rosa 6 a Verona.
Nella mostra Here and There, le ricerche di Kate Waters, Bernard Ammerer e Mickaël Doucet si incontrano in un dialogo sensibile attorno alla percezione dello spazio, della luce e del tempo. Attraverso ambienti urbani, paesaggi naturali e interni silenziosi, i tre artisti condividono uno sguardo attento e meditativo sulla realtà, trasformando la pittura in un luogo di sospensione e contemplazione. Figure colte nel transito, distese attraversate dalla luce e stanze silenziose diventano immagini in cui il tempo sembra rallentare e l’esperienza si fa più introspettiva. In questo intreccio di sguardi, la pittura si rivela come uno spazio di risonanza tra presenza e memoria, invitando lo spettatore a sostare in quell’intervallo sottile tra il “qui” dell’ osservazione e l’ “altrove” dell’ immaginazione.
Kate Waters (nata nel 1964 a Vallée-Lourdes, Canada) è una pittrice e artista visiva, che vive e lavora a Düsseldorf (Germania). Dopo aver intrapreso gli studi artistici in Inghilterra, si è formata presso la Bath Academy of Art e successivamente alla Slade School of Art di Londra, dove ha consolidato la propria ricerca artistica. Il suo lavoro prende spesso avvio da fotografie - scatti urbani, frammenti di paesaggio, scene quotidiane - che vengono rielaborate attraverso un processo pittorico capace di trasformare l’istantaneità dello scatto in un’esperienza più lenta e meditativa. Al centro della sua ricerca vi è l’indagine sulla percezione visiva, Waters non si limita a tradurre fedelmente l’immagine fotografica, ma la scompone, la sfoca, la filtra attraverso velature cromatiche e variazioni di luce che ne alterano la nitidezza. La dimensione urbana occupa un ruolo centrale nella sua produzione. Le sue composizioni evocano atmosfere sospese, talvolta attraversate da una luce diffusa che attenua i contorni e restituisce un senso di temporalità fluida. Le figure e gli spazi appaiono spesso colti in transito, come se l’immagine fosse attraversata da un movimento interno che allude alla precarietà e alla mutevolezza dell’esperienza contemporanea.
Bernard Ammerer è nato a Vienna nel 1978 dove tuttora vive e lavora. Ha iniziato il suo percorso accademico con una laurea in legge, ottenuta nel 2001, per poi dedicarsi completamente alla pittura. Dal 2003 al 2010 ha studiato alla Universität für angewandte Kunst Wien (Università per le Arti Applicate di Vienna) sotto la guida di docenti come Johanna Kandl e Wolfgang Herzig, con una partecipazione anche alla Sommerakademie für Bildende Kunst Salzburg nel 2004 con la pittrice Xenia Hausner.
Il suo linguaggio si fonda su una pittura attenta alla resa della luce, della materia e dei dettagli. Al centro della sua ricerca vi è l’idea di momento sospeso: le sue opere sembrano catturare un frammento di tempo carico di attesa, in cui qualcosa è appena accaduto o sta per accadere. Le figure, spesso isolate o immerse in ambienti paesaggistici appaiono come presenze enigmatiche, attraversate da una tensione interiore che invita lo spettatore a costruire una narrazione possibile.
Nel complesso, la pittura di Bernard Ammerer si configura come un’indagine sulla condizione contemporanea, che esplora il rapporto tra individuo e ambiente, tra realtà visibile e tensione interiore, restituendo immagini che si muovono tra concretezza e mistero.
Mickaël Doucet (nato nel 1974 a Blois, Francia) vive e lavora a Parigi. Formatosi all’Atelier des Beaux-Arts de Paris – Glacière, sviluppa una pittura che si concentra sulla percezione del tempo attraverso lo spazio costruito.
Affrancandosi dalla figura umana, Doucet mette in dialogo architettura, natura e design in universi silenziosi, dove la forza dei colori e la precisione delle linee danno vita a spazi senza tempo. Le sue opere ritraggono frammenti di realtà colti in un momento preciso, come se l’immagine trattenesse un’esperienza appena vissuta. Non si tratta di narrazioni esplicite, ma di istanti sospesi: una luce che attraversa un interno, un cielo che si apre improvvisamente, un’atmosfera che muta impercettibilmente.
In questi scenari, il tempo sembra rallentare fino a diventare materia stessa della pittura. Attraverso una costruzione attenta della luce e della profondità, Doucet crea atmosfere in bilico tra realismo e suggestione. Le sue composizioni evocano uno stato di attesa, una soglia tra ciò che è accaduto e ciò che potrebbe accadere, lasciando allo spettatore uno spazio di proiezione.
Il paesaggio diventa così il luogo di una memoria attiva, in cui esperienza personale e dimensione universale si intrecciano.