Helene Foata – Dimensioni ambigue

Milano - 29/11/2011 : 05/12/2011

Hélène Foata torna allo Studio D’Ars con la personale Dimensioni Ambigue dopo Linee Fluide dello scorso febbraio, presentando una serie di opere legate alla forma e al movimento.

Informazioni

Comunicato stampa

Hélène Foata torna allo Studio D’Ars con la
personale Dimensioni Ambigue dopo Linee Fluide
dello scorso febbraio, presentando una serie di
opere legate alla forma e al movimento. La
scultura Zefiro rappresenta il vento che soffia da
ovest, portando con sé freschezza e umidità, e
che nella mitologia sposa Flora, la dea della
primavera, unione da cui nasce il primo
germoglio

Scultura realizzata con foglia d'oro
vera, racchiude l’idea di soffio creatore, concetto
che troviamo anche in Rinascita, come sviluppo
della dimensione verticale, in decollo o in
atterraggio, carezza angelica o ritorno di
qualcuno? L’Hippocampus è un animale
dall’anatomia divertente: l’opera nasce
dall’utilizzo di tanti materiali, dalla molla al kohl,
polvere preziosa diffusa nel deserto del Sahara.
Sabbia mobile, opera dalle dimensioni ambigue,
dà l’illusione di un risucchio stagnante in una
palude, in espansione. Aladino ci chiede di
esprimere l’ultimo dei tre desideri della lampada,
rappresentato da una perla d’acciaio. La resina
crea l’effetto del movimento del genio che esce
dalla lampada.
Le opere saranno immerse in un’atmosfera
sonora grazie all’installazione creata attraverso i
suoni del laboratorio di Cristiano Fracaro.
Hélène Foata nata nel 1974 a Parigi, vive e
lavora ad Asiago. Ha intrapreso l’attività di
scultrice a Parigi e si è in seguito formata con Gualandi, a Bologna. Inizialmente interessata al tema del movimento, vi ha
orientato un’intera fase della sua produzione, pervenendo a complesse sculture cinetiche. Le sculture suggeriscono
un’ambigua dimensione onirica, che costituisce oggi, con le metamorfosi plastiche di volti o figure, un importante aspetto
del suo lavoro. L’incessante trasformazione della natura, suo rinnovato spunto d’osservazione, le suggerisce, nelle opere
più recenti, uno sguardo curioso e positivista.