Helena Hladilová / Namsal Siedlecki – Extra Moenia

Siena - 28/06/2017 : 11/09/2017

Appena usciti dalla Curva di San Martino, forse la curva a maggior rischio caduta dell’intero tracciato, i cavalli sfrecciano sull'anello perimetrale della Piazza del Campo, normalmente lastricato di pietra serena, che alcuni giorni prima della corsa viene ricoperto da uno strato di terra composto prevalentemente da sabbia pliocenica.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA FUORICAMPO
  • Indirizzo: Piazza del Campo, angolo Via Salicotto 1/3 Siena - Siena - Toscana
  • Quando: dal 28/06/2017 - al 11/09/2017
  • Vernissage: 28/06/2017 ore 19
  • Autori: Helena Hladilova, Namsal Siedlecki
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale

Comunicato stampa

Appena usciti dalla Curva di San Martino, forse la curva a maggior rischio caduta dell’intero tracciato, i cavalli sfrecciano sull'anello perimetrale della Piazza del Campo, normalmente lastricato di pietra serena, che alcuni giorni prima della corsa viene ricoperto da uno strato di terra composto prevalentemente da sabbia pliocenica

Presi nella concitazione della giostra (“competizione”), né questi, né i fantini – tantomeno la folla che li segue con trepidante apprensione - si renderanno conto che sul fondo della discesa, appena prima della cappella votiva innalzata per ringraziare la Madonna della scampata epidemia di peste del 1348, proprio all’angolo con via Salicotto, nascosta dietro i materassi di protezione, la galleria FuoriCampo espone già dal 28 Giugno le opere di Helena Hladilovà e Namsal Siedlecki, due giovani artisti che vivono e lavorano tra Seggiano (Gr) ed il resto d’Europa.
È' verosimilmente assai più probabile che le opere in galleria sentano il boato della piazza e il ritmato scalpitio dei cavalli lanciati sullo strato di “tufo”, il cui spessore, pur variando in diversi punti, risulta essere mediamente di 15 cm circa; compattato attraverso l’uso di compressori e innaffiato periodicamente si raggiunge lo scopo di non far asciugare troppo la terra, che si mantiene elastica e compatta. Alla fine del Palio la terra viene recuperata e portata dentro dei depositi per essere ripulita e conservata e poter essere riutilizzata l'anno seguente; la terra su cui viene corso il Palio è sempre la stessa da lungo tempo, testimone silenzioso di tante gioie e sofferenze. Durante l'anno questa enorme quantità di terra viene accudita, per mantenerla 'viva'. Movimentata e annaffiata con regolarità. Questa dedizione verso uno degli elementi fondamentali del Palio è la scintilla che dà il via al racconto in cui la galleria diviene estensione della piazza, un piccolo teatro dove gli artisti inscenano una loro personale rilettura della corsa. Adagiati sulla terra vi sono una serie di sculture in argento realizzate da Namsal Siedlecki che nascono da una delle tradizioni del Palio, si tratta dell'unico strumento che accompagna il fantino durante la corsa: il Nerbo. Una frusta realizzata manipolando il pene di un toro che viene appeso al soffitto con dei pesi e lasciato allungare e asciugare per alcuni mesi fino a raggiungere la lunghezza di un metro circa. Il Nerbo è stato interamente avvolto tramite un bagno galvanico con uno strato di 3 mm d'argento nel tentativo di creargli una sorta di armatura che protegga la materia organica dal contatto con l'ossigeno, nel tentativo di preservare la conoscenza della tradizione in un involucro protettivo, un sarcofago d' argento destinato alla posterità. Il Nerbo del fantino vincitore viene conservato con venerazione all'interno delle contrade, simbolo, oltre al Palio stesso, di una competizione che non prevede un secondo posto, dove solo il vincitore ha accesso alla gloria. Con i Nerbi d'argento l'artista si cala in una delle moltissime sfumature che compongono il Palio di Siena, umana commedia e trasfigurazione teatrale delle relazioni sociali.
Completa la mostra, un grande arazzo realizzato da Helena Hladilovà che copre la quasi totalità della parete principale dello spazio espositivo. Il trofeo della corsa è un drappo di seta dipinto che la contrada vincitrice conserva nel museo d' appartenenza, tutto il Palio è animato da una miriade di colori, icone, bandiere, vessilli e abiti ricamati (monture). L'artista prende spunto da questo multiforme universo e lo tramuta in uno stendardo tessuto a mano, dove i richiami alle simbologie paliesche sono celati dietro un'astrazione formale che trasmette la dinamicità di una corsa che sopravvive immutata allo scorrere dei secoli e sembra trovare compimento per Helena Hladilovà nella parossistica fissità del bianco/nero.

L’ubicazione della galleria, appena fuori dalla piazza (Il Campo) dove si svolge la Festa (il Palio), come la scelta della data d’inaugurazione, il 28 giugno, il giorno prima della Tratta (l’assegnazione dei cavalli alle Contrade che corrono il Palio) delineano un immaginario in cui l’arte riempie gli spazi della galleria come una prosecuzione del fragore emotivo che anima la città durante i periodi del palio. Un fermo immagine che cristallizza i luoghi e i protagonisti per riportare a una dimensione intima il caos dionisiaco che anima il rito.

Helena Hladilovà nata a Kroměříž, Repubblica Ceca, nel 1983. Attualmente vive e lavora in Italia. Ha conseguito il diploma di laurea presso la Facoltà di Belle Arti presso la VUT di Brno, Repubblica Ceca e l'Accademia di Belle Arti di Carrara.
Le sue principali mostre personali: Galleria Polansky, Praga; Introduced, National Gallery, Praga; Swinger a Artissima, Torino; Fake lake, Galleria CO2, Torino; 6Artista, Museo MACRO, Roma; Vitrine, 270°, Museo GAM, Torino. NaCI, L'A Project, Palermo. Barega, Galleria Giuseppe Frau, Gonnes, con Namsal Siedlecki.
Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre collettive, tra cui: MAXXI Gallery di Roma. Fondazione Nomas, Roma; Fondazione Pastificio Cerere, Roma; Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia; Biennale internazionale di Mosca per la Gioventù, Mosca; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Cripta 747, Torino; Pittura ampliata, Biennale di Praga. Ha anche partecipato ai progetti residenziali, Art Quarter Budapest, Budapest. Fondazione Pastificio Cerere, Roma. Citate internationale des arts, Parigi. Fondazione Spinola Banna per l'Arte, Torino e Fondazione Antonio Ratti, Como.


Namsal Siedlecki nato in U.S.A. nel 1986. Attualmente vive e lavora a Seggiano (Gr). Ha conseguito il diploma di laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara.
Le sue principali mostre personali: Frankfurt am Main, Berlin, DE; Galleria FuoriCampo, Siena, IT (con Giulio Delvè); Museo Apparente, Napoli, IT; Museo della Resistenza, Torino, IT (con Helena Hladilovà); L'ascensore, Palermo, IT.
Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre collettive, tra cui: Galeria Boavista, Lisbon, PT, Moroso Concept, Museo Etnografico, Udine, IT; Galeria Madragoa, Lisbon, PT; Esprit Nouveau Pavilion, Bologna, IT; Villa Romana, Firenze, IT; American Academy in Rome, Roma, IT; Frankfurt am Main, Berlin, DE; Antinori Art Project, Bargino, IT; Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, IT; Villa Manin, Udine, IT; Museo Nazionale della Montagna, Torino, IT; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, IT; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno, IT; L'a projectspace, Palermo, IT; Fondazione Pastificio Cerere, Roma, IT ; Barriera, Torino, IT; Accademia Albertina, Torino, IT; Unicredit Studio, Milano, IT; Artissima LIDO, Torino, IT; Galerie Emil Filla, Usti nad Labem, CZ; Cripta 747, Torino, IT.






























FuoriCampo | Via Salicotto 1/3 | Piazza del Campo | Siena | Italy | www.galleriafuoricampo.com
EXTRA MOENIA
Helena Hladilová | Namsal Siedlecki


Opening 28 June h 19.00
29 June 2017 – 11 September 2017


Just after the San Martino bend, perhaps the point along the “race-course” where there is the greatest risk of a fall, the horses race along the outer ring of Piazza del Campo. This is normally paved with grey sandstone, but a few days before the race it is covered with a layer of soil consisting mainly of Pliocene sand. In the excitement of the competition (or medieval “merry-go-round”), neither the horses nor their riders – nor least of all the crowd which follows them with nervous apprehension – will realize that, at the bottom of the incline, just before the votive chapel built to thank the Madonna for averting a plague epidemic in 1348, right on the corner of Via Salicotto, hidden behind the protective mattresses, the Fuoricampo Gallery will have been hosting, since 28 June, the works of Helena Hladilovà and Namsal Siedlecki, two young artists who live and work between Seggiano (near Grosseto) and the rest of Europe.
It is much more likely, one might imagine, that the works in the gallery will hear the cheering from the square, and the drumming of hooves as the horses come thundering over the layer of “tufo” soil, with its average depth of around 15 cm (although it varies in several points). This is rammed solid by the use of compressors, and watered at periodic intervals, in order to prevent it from drying out too much, leaving it elastic and compact. At the end of the Palio, the soil is carefully collected up and put back into storage, to be cleaned and kept, so that it can be used the following year. For a long time now the soil on which the Palio is run has always been the same, a silent witness to much joy, and also much suffering. During the year, this huge amount of soil is carefully looked after, to keep it “alive”. It is regularly turned, and watered. This devotion towards one of the fundamental elements of the Palio is the spark which acts as the cue for a narrative in which the gallery becomes an extension of the square, a small theatre where the artists stage their personal re-reading of the race. Placed on the soil, there is a series of silver sculptures made by Namsal Siedlecki which spring from one of the traditions of the Palio, the only instrument which the jockey has with him during the race: the Nerbo. This is a whip made from a bull's penis, which is hung from the ceiling with weights attached to it, and left to stretch and dry for several months until it is about 1 metre long. This Nerbo has been entirely encased in a layer of silver, 3 mm thick, by means of galvanization, in an attempt to create a sort of armature for it, to protect the organic matter from contact with oxygen. The desire is to preserve the knowledge of tradition in a protective casing, a silver sarcophagus designed for posterity. The Nerbo of the winning jockey is conserved and revered by the contradas, a symbol not only of the Palio itself but also of a competition which does not recognize second place: only the winner achieves glory. With the silver Nerbi, the artist explores one of the very many subtle aspects which make up the Palio of Siena, a commentary on humanity, and a theatrical transfiguration of social relations.
The show is completed by a large tapestry made by Helena Hladilovà, covering almost all of the main wall of the exhibition space. The trophy of the race is a painted silk banner which the winning contrada keeps in its own museum. The whole Palio is animated by a host of colours, icons, flags, banners and embroidered clothing (uniforms). The artist draws inspiration from this multiform universe, and transforms it into a hand-woven banner, where references to symbols of the Palio are concealed behind a formal abstraction which transmits the dynamic nature of a race which has survived unchanged, over the centuries, and which seems to find its fulfilment, for Helena Hladilovà, in the violent fixity of the white/black opposition.

The gallery's location, just off the square (Il Campo) where the event is held, as well as the date of the inauguration, 28 June, the day before the “Tratta” (the ceremony where the horses are assigned to the Contradas which are to compete in the Palio), delineate an imaginary world in which art fills the spaces of the gallery like a continuation of the emotional fervour which is felt throughout the city at Palio time. A snapshot which crystallizes the places and the protagonists, subsuming into an intimate dimension the Dionysian chaos which surrounds the ritual itself.
Helena Hladilova born in Kroměříž, Repubblica Ceca, in 1983. She lives and works in Italy. She obtained her bachelor degree at the Faculty of Fine Arts at the VUT in Brno, Czech Republic and she took her master’s study programmme at the Academy of Fine Arts at the sculptors‘ studio in Carrara, Italy. Along with Namsal Siedlecki she is at the head and works as a curator of the exhibition space GUM studio, which was formed in Carrara and later moved to Turin.
Her solo exhibitions include at Polansky Gallery, Prague. Introduced, National Gallery, Prague. Swinger at Artissima, Turin. Fake lake in CO2 Gallery, Turin. 6Artista in MACRO Museum, Rome. Vitrine, 270° in GAM Museum, Turin. NaCI in L’A Project, Palermo. Barega, Giuseppe Frau Gallery, Gonnes, together with Namsal Siedlecki.
Her work has been presented within group exhibitions, among others, at the MAXXI Gallery,Rome. Fondazione Nomas, Rome. Fondazione Pastificio Cerere, Rome. Fondazione Bevilacqua la Masa, Venice. Moscow International Biennial for Young Art, Moscow. Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin. Cripta 747, Turin. Expanded Painting, Prague Biennale. She also took part in the residential projects, Art Quarter Budapest, Budapest. Fondazione Pastificio Cerere, Rome. Cite internationale des arts,Paris. Fondazione Spinola Banna per l’Arte, Turin and Fondazione Antonio Ratti, Como.
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Namsal Siedlecki born in U.S.A. in 1986. He currently lives and works in Seggiano (Gr). He graduated from the Academy of Fine Arts in Carrara. Along with Helena Hladilovà he is at the head and works as a curator of the exhibition space GUM studio, which was formed in Carrara and later moved to Turin.
His main solo show: Frankfurt am Main, Berlin, DE; Galleria FuoriCampo, Siena, IT (with Giulio Delvè); Apparente Museum, Naples, IT; Resistance Museum, Turin, IT (with Helena Hladilovà); The lift, Palermo, IT.
His work has been presented in numerous group exhibitions, including: Galeria Boavista, Lisbon, PT, Moroso Concept, Ethnographic Museum, Udine, IT; Gallery Madragoa, Lisbon, PT; Esprit Nouveau Pavilion, Bologna, IT; Villa Romana, Florence, IT; American Academy in Rome, Rome, IT; Frankfurt am Main, Berlin, DE; Antinori Art Project, Bargino, IT; Center for Contemporary Art Luigi Pecci, Prato, IT; Villa Manin, Udine, IT; National Mountain Museum, Turin, IT; Sandretto Re Rebaudengo Foundation, Turin, IT; Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno, IT; L'a projectspace, Palermo, IT; Pastificio Cerere Foundation, Rome, IT; Barrier, Turin, IT; Academy Albertina, Turin, IT; Unicredit Studio, Milan, IT; Artissima LIDO, Turin, IT; Galerie Emil Filla, Usti nad Labem, CZ; Cripta 747, Turin, IT.