Gli artisti del Periplo 3 in residenza

Matera - 18/11/2012 : 11/01/2013

Una selezione di opere realizzate in occasione del Periplo della Scultura Italiana Contemporanea 3 in esposizione negli spazi del MUSMA.

Informazioni

Comunicato stampa

Domenica 18 novembre 2012, alle ore 10.30, al MUSMA - Museo della Scultura Contemporanea Matera avrà luogo la cerimonia di chiusura del Periplo della Scultura Italiana Contemporanea 3 , promosso dal Circolo La Scaletta, dal Comune di Matera, dalla Soprintendenza per i Beni Storico-Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata e organizzato dall'Associazione “Le Grandi Mostre nei Sassi di Matera”, nell’ambito delle iniziative di candidatura della città di Matera a Capitale Europea della Cultura nel 2019. Saranno presenti i rappresentanti delle Istituzioni che con gli sponsor privati hanno contribuito alla realizzazione della grande mostra del 2012


A seguire, nelle Sale della Caccia - che ospitano le esposizioni temporanee del MUSMA - nell'ambito del Programma per l'Arte Italiana verrà inaugurata la stagione 2012-2013 del Museo con la mostra promossa dal MUSMA, dalla Scaletta e dalla Soprintendenza, "Artisti in residenza: Giuseppe Capitano e Emmanuele De Ruvo", due tra gli 11 scultori della 27^ edizione de “Le Grandi Mostre nei Sassi di Matera”.

E. De Ruvo, Pendulum rocking mechanical, 2012, ferro fuso sabbiato e verniciato, cm 103x60x15 G.Capitano, Senza titolo, 2012, canapa, cm 80x80x60


Emanuele De Ruvo: «La mia esperienza a Matera segna un importante passaggio professionale del mio percorso artistico e di ricerca. La città è stata capace di fornirmi un importante bagaglio culturale e di rapporti umani, di quelli che rimangono per sempre. Il lavoro fatto in residenza è stato molto stimolante e proficuo ed ha portato alla realizzazione di 25 opere fra sculture, disegni e dipinti. In parte è stato un lavoro di progettazione, come per le sculture Heavy words, White flag e Black flower. Una scultura, in particolare, affrontata con metodologia progettuale, è stata Pendulum Rockyng, che ha dato inizio ad una serie di opere che sfruttano i vincoli in modo meccanico, utilizzando la forza di gravità, quindi senza essere automatizzate. È stato anche un lavoro fatto di incontri irrinunciabili, come per Walking Leaf, un foglio d’acciaio modellato come se stesse camminando e in equilibrio su tre punti. Quest’ultima scultura, è diventata un’occasione per realizzare una destrutturazione, un tema sviluppato in precedenza al periodo materano, ma che l’incontro dell’oggetto ha reso irresistibile. Il mese trascorso a Matera è stato quindi molto prezioso sotto ogni punto di vista. Le persone incontrate e i ricordi lasciano la voglia di tornare».

Giuseppe Capitano: «Durante la mia sosta a Matera, ho avvertito in pieno i tre tempi della città: quello scandito dalle campane, quello scandito dal commercio e, infine, il tempo scandito dalla solitudine, dalla meditazione, che è l’anticamera di tutto quanto si fa di creativo. Non a caso, avevo pensato ad una grande panchina, poi non realizzata, da sistemare in Piazza San Giovanni. A Matera, dove ho frequentato diversi artigiani, ho avvertito quel qualcosa di inespresso proprio dell’uomo del Sud tornato a “fare” con le mani. Il fabbro, il marmista, il falegname, dapprima entrano in competizione, poi ti sono a fianco, parlano con te, chiedono, vogliono capire. C’è un grande rispetto per l’arte e quella curiosità che li spinge a coltivare il mistero. A Matera c’è un cambio repentino di luce, un’idea di abitare sedimentata negli anni e un rapporto intenso tra il cielo e la terra. Come l’acqua scava la roccia, così l’uomo ha smussato gli angoli dei Sassi e li ha resi abitabili. Ognuna di queste cose ha influenzato la mia scultura, che è un luogo dell’occhio, le ha dato una scossa, tanto da sollecitare il colore a entrare nell’opera».