Giuseppe Lafavia – Magma

Grosseto - 04/12/2014 : 14/12/2014

L'essere artista è una condizione d'esistenza, che più di altre si avvicina alla spiritualità. Quindi le opere che vengono pensate, manipolate, realizzate ed esposte dall'artista sono di conseguenza una creazione "magica".

Informazioni

  • Luogo: EVENTI
  • Indirizzo: Via Varese 18 - Grosseto - Toscana
  • Quando: dal 04/12/2014 - al 14/12/2014
  • Vernissage: 04/12/2014 ore 17
  • Autori: Giuseppe Lafavia
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Tutti i giorni 17,00 – 19,30

Comunicato stampa

"MAGMA"
Legati da amicizia sincera ci troviamo spesso a dissertare, discutere e teorizzare sulle nostre personali sensibilità artistiche. Quando Giuseppe mi ha chiesto di scrivere due righe per "MAGMA" ho subito pensato che non avendo il doveroso distacco di un critico, giacché critico non sono, avrei dovuto analizzare l'artista e le sue opere con lo stesso coinvolgimento di quanti si pongono, per così dire, il "problema" della pittura.
Credo che una mostra personale rimanga per un artista e non solo per lui, un momento di enorme importanza, perché rappresenta l'unica, vera verifica possibile del proprio lavoro

Verifica i cui esiti non possono misurarsi con le vendite, ne con quell'inutile e spesso palese consenso di facciata che si manifesta con sorrisi e complimenti di circostanza. Per questa ragione credo che l'unico successo di una mostra risieda nella condivisione, quella condivisione che può palesarsi, oltre che con l'acquisto di un'opera, anche attraverso un semplice commento in linea con i pensieri di chi ha realizzato le opere esposte.
L'appropriato titolo di questa mostra porterà il visitatore a pensare ad un miscuglio originario di materie diverse fuse insieme, ma anche all'aggettivo magmatico attinente ad una elaborazione intellettuale di opere poetiche e magiche.
L'essere artista è una condizione d'esistenza, che più di altre si avvicina alla spiritualità. Quindi le opere che vengono pensate, manipolate, realizzate ed esposte dall'artista sono di conseguenza una creazione "magica". Così per chi come me dovrà porsi di fronte a queste realizzazioni pittoriche di Giuseppe Lafavia, altro modo non c'è che avvicinarsi con la dovuta concentrazione e iniziare a scoprirle. Allora bisogna non avere paura di "usare" noi stessi in tutto e per tutto: perciò dobbiamo annusare un "sublime risveglio"; ascoltare quella "pace di dissensi"; immaginare quella "meta di condivisione dell'Io"; percepire quella "paternità"; accarezzare l'evidente "sublime inquietudine"; in un continuo "percorso di memoria"; che ci dispone alla conoscenza della realtà, effettiva o rappresentata, con un odore degno della prima volta. E nel ricordo e assaporamento di ogni "gesto" pittorico, di ogni astrazione di concretezza, ritrovare tanto il vissuto quanto la nostra vita attuale. Perché è tra quei rossi intensi e magmatici, sfumati o tagliati di netto, che si comprende ogni carnalità, ogni attimo di vita ed ogni passione. Tra quei blu e quegli azzurri tanto pesanti e grevi, quanto leggeri e aeriformi, che si svela ogni mistero, ogni preghiera ed ogni infinito pensiero. Ed è ancora tra le pieghe e i tagli della materia, che si manifestano le preziosità delle ferite, i graffi ed i solchi del tempo vissuto, la disperazione e la speranza di un mondo ora subito, ora donato: grazie all'arte. Ognuna di queste definizioni comunica la vita di Giuseppe Lafavia, ogni sua opera esposta un'esplosione di spirituale poesia. P.A.