Giulio Paolini – Essere o non essere

Roma - 28/11/2013 : 09/03/2014

La mostra presenta dodici installazioni di grandi dimensioni ideate dall’artista a partire dai primi anni Novanta fino a oggi – in parte riformulate e allestite in modo inedito – e un’opera pensata appositamente per gli spazi del Museo.

Informazioni

  • Luogo: MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA
  • Indirizzo: Via Nizza, 138 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 28/11/2013 - al 09/03/2014
  • Vernissage: 28/11/2013 ore 19
  • Autori: Giulio Paolini
  • Curatori: Bartolomeo Pietromarchi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a domenica, ore 11.00-19.00 / sabato: ore 11.00-22.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Da martedì a domenica dalle ore 11.00 alle ore 21.00 apertura dei cancelli (via Nizza 138 e via Reggio Emilia 54) per accedere agli spazi liberi: foyer, Hall, ristorante, caffetteria, terrazza e spazio Area.
  • Biglietti: Tariffa intera: non residenti 12,50 €, residenti 11,50 €. Tariffa ridotta: non residenti 10,50 €, residenti 9,50 €.
  • Email: ludovicasolari@gmail.com
  • Uffici stampa: ZETEMA, MARIA BONMASSAR

Comunicato stampa

Dal 29 novembre 2013 al 9 marzo 2014, il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma presenta la mostra Giulio Paolini. Essere o non essere, prodotta con la Whitechapel Gallery di Londra, dove proseguirà a luglio 2014 in una versione rivisitata e ampliata.
L’esposizione, curata da Bartolomeo Pietromarchi, presenta dodici installazioni di grandi dimensioni ideate dall’artista a partire dai primi anni Novanta fino a oggi – in parte riformulate e allestite in modo inedito – e un’opera pensata appositamente per gli spazi del Museo


Essere o non essere, un lavoro della metà degli anni Novanta che dà il titolo alla mostra, è il tema intorno al quale si sviluppa l’intero percorso espositivo: il riferimento è all’autore e al suo ruolo – o non ruolo – rispetto all’opera, alla sua concezione e al suo manifestarsi.
Protagonista è la figura, o controfigura, dello stesso artista che, nelle vesti di spettatore oppure colto in gesti “rituali” (mani che disegnano, trattengono o spostano fogli, cornici, tele), si presenta calato nella ricerca e nell’attesa del possibile divenire dell’opera. La sua presenza si inscrive nel cammino imperscrutabile che conduce all’eventuale nascita dell’opera, di cui non si considera mai il creatore, ma l'ospite.
Per Paolini l’autore non è un demiurgo – non ha nulla da dichiarare né da mettere al mondo – ma un mero spettatore, che attende l’alzata del sipario, l’inizio della rappresentazione, l’artificio di una visione.
L’enigmatica opera-autoritratto Delfo IV del 1997 apre un percorso espositivo a cui segue Big Bang, 1997-98, un’installazione che evoca la dimensione dello studio d’artista. Nella seconda sala si confrontano Immacolata Concezione. Senza titolo / Senza autore, 2007-08, un’opera di grande formato con volumi in plexiglas sovrapposti in ordine decrescente e Essere o non essere, 1994-95, un’opera che sviluppa al suolo con una scacchiera di tele al recto e al verso.
La terza invece vede protagoniste 6 opere che raccontano due decenni di ricerca intorno allo stesso tema: Contemplator enim, 1992; Passatempo, 1992; Vedo (frammenti della decifrazione del mio campo visivo), 1987-2013; Alfa (Un autore senza nome), 2004-09, Photofinish, 1993-94; Detto (non) fatto, 2010-13).
La quarta e ultima sala sarà il luogo in cui Paolini si confronta direttamente con lo spazio creando un’opera inedita di grandi dimensioni in cui la parte preponderante è il video. Nella stella sala in un allestimento completamente nuovo una sua opera recentissima: L’autore che credeva di esistere (sipario: buio in sala), 2013).

La mostra sarà accompagnata da un catalogo in doppia lingua, italiano – inglese, coedito da MACRO-Whitechapel Gallery-Quodlibet che raccoglierà un ricco apparato iconografico con immagini della mostra e un significativo supporto di fotografie di repertorio. Riguardo ai testi, oltre una conversazione tra Bartolomeo Pietromarchi e l'artista, il libro conterrà una serie di contributi di autori italiani e stranieri, incluso un testo di Giulio Paolini.
Roma, ottobre 2013