Giulia Cenci – Mai

Milano - 11/12/2014 : 30/01/2015

Mai si presenta come una serie di lavori scultorei dalla forma imprecisa e dalla temporalità incerta. Immaginato da Giulia Cenci come una grande stanza dalla superficie bagnata, lo spazio espositivo diventa sede di flussi discontinui le cui proprietà diventano elementi incostanti.

Informazioni

  • Luogo: TILE PROJECT SPACE
  • Indirizzo: Via Garian 64 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 11/12/2014 - al 30/01/2015
  • Vernissage: 11/12/2014 ore 18.30
  • Autori: Giulia Cenci
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì-venerdì 15.00-19.00 sab-dom-lun su appuntamento

Comunicato stampa

Mai si presenta come una serie di lavori scultorei dalla forma imprecisa e dalla temporalità incerta. Immaginato da Giulia Cenci come una grande stanza dalla superficie bagnata, lo spazio espositivo diventa sede di flussi discontinui le cui proprietà diventano elementi incostanti.
Le opere che abitano lo spazio ne acquisiscono le caratteristiche e si mostrano attraverso forme riconoscibili come secchi, vasche e sedute. Tutte appaiono frammentarie e dai particolari mancanti, richiamando alla mente la consistenza delle cose così come figurano filtrate dell’immaginazione.
Attraverso il gesto scultoreo, l’artista accelera e rende visibile l’agire fisico e temporale su ogni oggetto

Si creano contenitori del futuro che nonostante il materiale plastico, risultano vinti dalle azioni dei corpi che costantemente transitano sulla loro superficie.
La nostra presenza appare quindi contenuta all’interno e all’esterno di questi oggetti, proprio come la scultura trattiene l’idea e l’intenzione dell’artista attraverso la sua fisicità nel tempo.


Giulia Cenci è nata a Cortona nel 1988 ed ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Attualmente sta frequentando un Master in Fine Art alla St.Joost Academy, Den Bosch-Breda, NL.
Tra le mostre collettive e personali a cui ha partecipato recentemente: La terra bassa, SpazioA, Pistoia IT (2014), Le leggi dell'ospitalità a cura di Antonio Grulli, Galleria P420 Bologna IT (2014), If you want me again look for me under your boot-soles, Present future a cura di Qinyi Lim, Artissima, Torino IT (2013); Default, a cura di Antonio Grulli, Gaff, Milano IT (2013); Halfground, SpazioA project space, Pistoia IT (2013); Xohouille, a cura di Emmanuel Lambion, w-o-l-k-e, Brussels B (2013); Still Light, a cura di Taru Elfving, HIAP, Suomenlinna, Helsinki, FIN (2013); Differenti Attitudini, a cura di Roberto Daolio, Museo Vero Stoppioni , Santa Sofia, Forlì (2012); Corso Aperto, XVIII mostra di fine Corso Superiore di Arti Visive, Visiting Professor Liliana Moro, a cura di Andrea Lissoni, Fondazione Antonio Ratti, Como (2012).
Vive e lavora tra Cortona IT e Den Bosch, NL.





Tile project Space
Via Garian 64, angolo viale Misurata, Milano
martedì-venerdì 15.00-19.00 sab-dom-lun su appuntamento
[email protected]
http://tileprojectspace.tumblr.com/
facebook: Tile project space






Tile Project Space è uno spazio espositivo e di produzione attivo a Milano nato dall’esigenza di sperimentare e concretizzare la pratica curatoriale.

Tile è uno spazio in potenza, un luogo critico e di confronto, aperto alla sperimentazione e alla crescita dei giovani artisti italiani. L’intenzione è di condurre una ricerca sull’odierna produzione artistica individuando caratteri comuni, momenti di contatto, fratture e zone d’urgenza. Il lavoro proposto sarà frutto non solo di un board curatoriale, ma di una costante collaborazione con artisti, docenti, intellettuali e curatori esterni.

Il tiling è l’elemento predominante e caratterizzante dello spazio, ne costituisce un limite e un potenziale presentandosi come “incidente” da cui partire. Lo scopo è di aprire un dibattito sulle contingenze e sulle resistenze tra fare artistico e spazio espositivo, chiedendo all’artista una rilettura del suo lavoro attraverso un processo di riattivazione o produzione site-specific.

L’intera attività dello spazio espositivo è accompagnata da Tile/zine, un progetto editoriale che basandosi su concetti come l’appropriazione, il recupero delle fonti, la libera associazione di immagini e testi, mira a ricostruire il processo artistico e curatoriale della mostra. All’interno della fanzina curatore e artista s’incontrano per la raccolta di materiali presentati come gli appunti visivi e critici di cui la mostra è la costruzione finale.

Tile nasce da un’idea di Roberta Mansueto, Caterina Molteni e Denise Solenghi, durante il biennio specialistico Visual Cultures e pratiche curatoriali dell’Accademia di Belle Arti di Brera.