Giovanni Querini Stampalia. L’uomo, l’imprenditore, il filantropo

Venezia - 23/05/2020 : 30/08/2020

In mostra le lettere familiari e la corrispondenza con i suoi impiegati, i mappali delle sue vaste proprietà agricole in terraferma, le riviste e i libri di scienza e agronomia, restituiscono uno spaccato di questo lungimirante uomo dell’Ottocento.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
  • Indirizzo: Campo Santa Maria Formosa 5252 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 23/05/2020 - al 30/08/2020
  • Vernissage: 23/05/2020 no
  • Curatori: Cristina Celegon, Angela Munari
  • Generi: documentaria
  • Orari: il sabato e la domenica, a orario pieno, dalle 10 alle 18, per un numero limitato di visitatori contemporaneamente.

Comunicato stampa


Il Conte Giovanni, avvocato per formazione, scienziato dilettante, imprenditore ante litteram, oculato amministratore.

In mostra le lettere familiari e la corrispondenza con i suoi impiegati, i mappali delle sue vaste proprietà agricole in terraferma, le riviste e i libri di scienza e agronomia, restituiscono uno spaccato di questo lungimirante uomo dell’Ottocento.

Giovanni Querini e Venezia: un sodalizio che dura da oltre 150 anni.

Il mondo nuovo in cui Giovanni vive per settant'anni (1799-1869) coincide col periodo della decadenza di Venezia, della caduta della Serenissima e delle dominazioni francese e austriaca



Attento alla crescita economica, morale e culturale della sua città, egli avverte forte il cambiamento: il suo testamento, che nel 1869 istituisce la Fondazione Querini Stampalia, è un manifesto politico e culturale di grnade valore, testimonianza di queste trasformazioni.

Sono trascorsi 150 anni e la Fondazione li ha percorsi cercando di mantenersi fedele a quelle volontà, pur nel mutare dei tempi, della realtà sociale, culturale, politica, adeguandosi agli straordinari progressi tecnologici, attraversando il Novecento e le sue tragedie, vivendo da protagonista critico e attento il farsi della vicenda intellettuale e culturale del Paese.

A cura di Cristina Celegon e Angela Munari