Giovanni Nardini – Gli ultimi calafati di Viareggio

Viareggio - 10/03/2012 : 24/03/2012

Scatti, che ritraggono gli ultimi protagonisti di un mestiere, se non di un'arte, che sta per essere dimenticato e archiviato sotto la voce “ricordo”. Prima che ciò succeda Giovanni Nardini ha bloccato sulla carta immagini – rigorosamente in bianco e nero, secondo il suo stile - dal sapore antico, fissando con il suo obbiettivo vecchi arnesi ormai in disuso, come il maglio, la marmotta, il raschino, o immortalando gesti e rituali ormai inconsueti, come lo sfregare la stoppa sulle ginocchia.

Informazioni

Comunicato stampa

DALLE PAGINE DEL LIBRO (PEZZINI EDITORE) ALLE PARETI DI VILLA PAOLINA: L'OMAGGIO IN BIANCO E NERO CHE GIOVANNI NARDINI HA TRIBUTATO A “GLI ULTIMI CALAFATI DI VIAREGGIO” DIVENTA UNA MOSTRA, CHE SARA' INAUGURATA IL 10 MARZO


Dalle pagine del libro (pubblicato a Natale dalla Pezzini Editore) alle preziose pareti di Villa Paolina: l'omaggio che il fotografo viareggino Giovanni Nardini ha tributato a “Gli ultimi calafati di Viareggio”, immortalando con la sua macchina fotografica momenti unici di un lavoro ormai in via di estinzione, diventa una mostra, che sarà inaugurata sabato 10 marzo alle ore 17.Una cinquantina le foto – di cui quattordici ingrandimenti – che saranno esposte fino al 24 marzo nelle sale di Palazzo Paolina e che saranno visitabili tutti i giorni – lunedì escluso – dalle 15,30 alle 19,30. Scatti, che ritraggono gli ultimi protagonisti di un mestiere, se non di un'arte, che sta per essere dimenticato e archiviato sotto la voce “ricordo”. Prima che ciò succeda Giovanni Nardini ha bloccato sulla carta immagini – rigorosamente in bianco e nero, secondo il suo stile - dal sapore antico, fissando con il suo obbiettivo vecchi arnesi ormai in disuso, come il maglio, la marmotta, il raschino, o immortalando gesti e rituali ormai inconsueti, come lo sfregare la stoppa sulle ginocchia. Un mondo che sembra davvero appartenere ad epoche passate ma che vive ancor oggi in un angolo della Darsena. E' lì al cantiere Del Carlo (fondato nel 1963 da Francesco Del Carlo), in un capannone verde dove si costruiscono prestigiose barche in legno e ristrutturando pescherecci, che Nardini ha incontrato casualmente i protagonisti del suo libro e ora della sua nuova mostra: “ Era molto tempo - spiega il fotografo viareggino nel suo intervento che accompagna il libro - che volevo dedicare un lavoro a Viareggio, raccontare qualcosa della mia città, che fosse legato alla sua tradizione e memoria marinaresca”. Nardini lo aveva già fatto in passato rispetto ad altre realtà, usando la sua macchina fotografica per raccontare il mondo contadino di alcuni paesi della Lucchesia e della Garfagnana, i laboratori del marmo, le fonderie artistiche di Pietrasanta, e l’anno scorso (sempre per Pezzini editore) le stanze vuote di quello che era stato l’ospedale psichiatrico di Maggiano del grande Mario Tobino. Sempre sulle orme di una realtà destinata a scomparire e diventare pura memoria. Viaggio che il 10 marzo approderà a Villa Paolina grazie all’organizzazione della Croce Verde di Viareggio e dell’Ufficio cultura del comune di Viareggio.
Ufficio stampa
Pezzini Editore