Giovanni Ambroso – Madovevanno

Padova - 28/05/2014 : 15/06/2014

Il titolo di questa personale introduce e riassume la tematica centrale della mostra: il viaggio. Come viaggiano gli artisti? E, soprattutto, come raccontano le loro esplorazioni, mentali o reali che siano?

Informazioni

Comunicato stampa

L’Associazione Culturale spaziOfficina “quarnaro” ospiterà all’interno del proprio spazio espositivo, dal 29 maggio al 15 giugno 2014, la mostra personale “Madovevanno” dell’artista Giovanni Ambroso.

Il titolo di questa personale introduce e riassume la tematica centrale della mostra: il viaggio. Come viaggiano gli artisti? E, soprattutto, come raccontano le loro esplorazioni, mentali o reali che siano? Giovanni Ambroso inizia il suo percorso artistico durante il soggiorno ferrarese negli anni ‘60 e ’70, dove frequenta l'università e gli studi di artisti locali che lo introducono alla conoscenza di tecniche pittoriche antiche e moderne

Il Palazzo dei Diamanti diviene il punto di riferimento per la continua presenza di retrospettive e personali dei più importanti pittori contemporanei. Nella città estense Ambroso inizia a dipingere, esplora tecniche diverse anche con l’ausilio di svariati materiali. Il lavoro lo conduce a Milano dove frequenta la Galleria Marconi e ha modo di conoscere più a fondo Baj, Fontana, Scanavino e altri artisti moderni. La produzione, inizialmente una mescolanza tra figurativo ed astratto, via via prende la strada che lo conduce all'essenza dell'immagine. Le esperienze maturate nei viaggi, dal Medio Oriente alle grandi metropoli oltre oceano, lo portano a composizioni dove ogni frammento restituisce un'esperienza visiva unica, con agglomerati di colori, tracce e immagini eteree, che lasciano nell'osservatore un momento di meditazione interiore, un'intuizione, un invito alla riflessione. L’artista riesce a trasferire la sensazione del viaggio, inteso anche come esperienza di vita, pensiamo a “Maternità” ed accompagna lo spettatore a perdersi nelle geografie mentali dell’astrazione. Osservando le sue opere si percepisce il ricordo e l’esperienza vissuta. Grande importanza hanno i colori che, utilizzati in maniera sapiente, riescono a trasmetterci sia la quiete che pervade opere come “Tramonto sul delta del Po” ed “Amarcord”, sia l’euforia di “Summer” e “Fuochi”. Con questa mostra si vuole offrire allo spettatore la possibilità di un viaggio interiore a tratti nitido, a tratti avvolto dalla nebbia. Il viaggio come avventura nel mondo, come esplorazione delle culture e delle identità e come riflessione intima nel proprio spazio dell'anima.

La mostra è a cura di Barbara Peci, Marco Catanio e Lorenzo Silvestre