Giorgio Tentolini – In too deep

Reggio Emilia - 27/10/2018 : 09/02/2019

I volti protagonisti dell’ultima ricerca di Giorgio Tentolini sono sconosciuti rappresentati in un momento di pura intimità: ad occhi chiusi, mentre guardano, profondamente, se stessi, fermando il ritmo frenetico dell’esistenza per concedersi una pausa.

Informazioni

  • Luogo: CASA DELLE SEMENTI
  • Indirizzo: Via Arcipretura 4/A, 42121 - Reggio Emilia - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 27/10/2018 - al 09/02/2019
  • Vernissage: 27/10/2018 ore 18,30
  • Autori: Giorgio Tentolini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: martedì - sabato 09:00-15:00 / 18:00- 23:00 e domenica 09:00-15:00
  • Patrocini: In collaborazione con: Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero 12/13, 25121 Brescia

Comunicato stampa

Casa delle Sementi è lieta di ospitare IN TOO DEEP di Giorgio Tentolini, progetto artistico nato e sviluppato per gli spazi di Casa delle Sementi e rivolto a tutte le persone che ogni giorno ne abitano la superficie.

IN TOO DEEP invita il suo pubblico a fermarsi. A fermarsi anche solo pochi istanti. A chiudere gli occhi per un attimo e ad ascoltarsi. A guardarsi dentro. A sentirsi. A sentirsi nel profondo. Nel vero profondo. A prestare attenzione ad ogni minima sensazione che proviamo. In questo momento. Dalle sensazioni più epidermiche a quelle più intime e nascoste

Nascoste sotto strati e strati di vita quotidiana.

I volti protagonisti dell’ultima ricerca di Giorgio Tentolini sono sconosciuti rappresentati in un momento di pura intimità: ad occhi chiusi, mentre guardano, profondamente, se stessi, fermando il ritmo frenetico dell’esistenza per concedersi una pausa. Una sospensione dal consueto. Assaporando semplicemente e profondamente l’hic et nunc. Il semplice Adesso può infatti arrivare a rappresentare l’intero senso dell’esistere e a dettarne il ritmo vitale essendo l’unico momento veramente reale dell’esistenza di ogni individuo.Le immagini rappresentate sono intimi attimi rubati da scatti fotografici reinterpretati utilizzando la sovrapposizione di strati di reti metalliche, stratificazioni leggere e a volte quasi impercettibili che definiscono il chiaroscuro di ogni soggetto e la quantità di luce presente in ogni figura.

La rete metallica, già presente in altri progetti dell’artista, prende ispirazione dal libro Elementi per una teoria della jeune fille scritto dal collettivo francese Tiqqun. Inizialmente le maglie di rete metallica costituivano una metafora dell’esistenza della jeune fille, rappresentando da un lato una gabbia che intrappolava la loro identità e dall’altro l’assoggettamento ad ogni pressione esterna che seduce ed intrappola allo stesso tempo, trattandosi di un materiale duttile e flessibile.

Nel nuovo ciclo di reti metalliche la tecnica di sovrapposizione delle maglie non cambia, ma cambiano e si sviluppano la poetica e il significato intrinseco del mezzo utilizzato dall’artista, un medium che comunque rimane protagonista indiscusso dell’opera. Le stratificazioni rappresentano infatti la complessità umana, le infinite sfumature di ogni identità, i substrati artificiosi che celano il nostro io più intimo, nucleo della macchina uomo che ormai, forse, possiamo cercare di vedere solo chiudendo gli occhi. Chiudendo gli occhi per guardare. Per osservare. Per osservarci completamente. Fino al profondo più nascosto. Fino al profondo troppo profondo. Un profondo troppo spesso dimenticato.

Per un attimo chiudiamo tutti gli occhi.