Giorgio Russi – Nero di Marte

Treviso - 19/11/2015 : 12/12/2015

L’apertura ufficiale del nuovo spazio avverrà con la mostra personale di Giorgio Russi, protagonista di una lunga attività artistica che conta partecipazioni alle più prestigiose rassegne nazionali ed internazionali d’arte.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Carlo Alberto di Treviso di Roberto Piscolich, già presente da anni in città in via Carlo Alberto 34 con le sue collezioni di Arte Antica, Moderna e Contemporanea, ha ampliato i suoi spazi riservando un’importante area espositiva alla nuova stagione da dedicare con più incisività ai linguaggi ed alle tendenze del contemporaneo.
Sono in programma mostre personali con artisti di grande prestigio e di riconosciuta fama nazionale ed internazionale, a cui forte visibilità sarà data anche dalla collocazione nelle suggestiva sala con grandi arcate a tutto sesto che si affacciano su Vicolo Carlo Alberto


Caratteristica della linea culturale sarà proporre opere di maestri che operano nel settore delle arti visive con una solida storia personale, alternandoli con giovani talenti di grandi qualità e ottime promesse.
Punto imprescindibile del programma sarà la costante attività artistica degli autori invitati, protagonisti di una storia segnata da rigore e raffinatezza stilistica.
Curatore delle mostre a cadenza periodica per quanto riguarda la scelta degli artisti è Giorgio Russi.
L’apertura ufficiale del nuovo spazio avverrà il giorno 19 novembre 2015, alle ore 18.30, con la mostra personale di Giorgio Russi, protagonista di una lunga attività artistica che conta partecipazioni alle più prestigiose rassegne nazionali ed internazionali d’arte e numerose mostre personali in Italia e all’estero, già preside del locale Liceo Artistico e promotore di importanti incontri ed esposizioni d’arte contemporanea nella Galleria del Liceo da lui istituita.
Intitolata Nero di Marte, la mostra inaugurale presenta pitture materiche su tela e sculture in terracotta dipinta, e rimarrà aperta fino al 12 dicembre 2015. Il testo critico è di Antonello Rubini.