Giorgio Celiberti – Dissociazione

Informazioni Evento

Luogo
GNAMC - GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Viale delle Belle Arti 131 — 00197 , Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
27/03/2026

su invito

Artisti
Giorgio Celiberti
Generi
personale, arte moderna

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma accoglie nelle proprie collezioni permanenti l’opera Dissociazione del Maestro Giorgio Celiberti, donata dagli eredi dall’artista stesso.

Comunicato stampa

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma accoglie nelle proprie collezioni permanenti l’opera Dissociazione del Maestro Giorgio Celiberti, donata dagli eredi dall’artista stesso. La cerimonia ufficiale di donazione si terrà venerdì 27 marzo 2026 alle ore 13.00 nella Sala delle Colonne, alla presenza della direttrice della Gnamc Renata Cristina Mazzantini.

L’evento di donazione segna anche l’apertura della mostra temporanea allestita presso la Gnamc dal 27 marzo al 3 maggio 2026. La rassegna prevede l’esposizione di altre tre opere di Giorgio Celiberti, uno dei protagonisti dell’arte italiana contemporanea, sin dalla sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1948 quando l’artista aveva appena diciannove anni.

Dissociazione è un affresco di grandi dimensioni (cm 180×150) realizzato tra il 1991 e il 1994. L’opera rappresenta un momento significativo della ricerca artistica di Celiberti, in cui la tecnica dell’affresco – di tradizione antichissima – si coniuga con un linguaggio contemporaneo fatto di segni essenziali e materia densa. La superficie, caratterizzata da tonalità chiare e interventi grafici, riflette la tensione tra memoria e presente che attraversa tutta la poetica dell’artista.

Giorgio Celiberti (Udine, 1929) partecipa alla Biennale di Venezia del 1948 a soli diciannove anni, dopo la formazione al liceo artistico e l’esperienza nello studio di Emilio Vedova. Soggiorni a Parigi, Bruxelles e Londra lo pongono a contatto con le avanguardie europee. Nel 1965 la visita al lager di Terezín segna una svolta decisiva nella sua poetica. La sua ricerca spazia tra pittura, scultura, incisione e interventi ambientali. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni internazionali, tra cui il Museo Würth, il MART e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Nel 2025 una sua stele è stata acquisita dal Parlamento Europeo per la collezione permanente di Bruxelles. Nel 2026 parteciperà alla sua sesta Biennale di Venezia.