Gigino Falconi – La pittura sceneggiata

Roma - 13/12/2012 : 12/01/2013

La mostra presenta un excursus di circa venticinque dipinti realizzati dall'artista tra il 2000 e il 2012. La sua pittura raffinata e colta è caratterizzata dalla tecnica delicata e luminosa del colore ad acrilico, insieme ad un disegno esemplare e particolareggiato.

Informazioni

  • Luogo: 6. SENSO ART GALLERY
  • Indirizzo: Via Margutta 43 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 13/12/2012 - al 12/01/2013
  • Vernissage: 13/12/2012 ore 18.30
  • Autori: Gigino Falconi
  • Curatori: Duccio Trombadori
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al sabato 11.00 − 19.00 domenica su appuntamento

Comunicato stampa

6° Senso Art Gallery ha il piacere di invitare la S.V all'inaugurazione della mostra del Maestro Gigino Falconi “La pittura sceneggiata”, che si terrà giovedì 13 dicembre 2012 alle 18.30, alla presenza dell'artista e del curatore Duccio Trombadori.
Gigino Falconi è un pittore abruzzese che da anni impronta la sua ricerca artistica sullo studio realistico della figura femminile e su quello delle vedute di paesaggi evocativi, mediante una tecnica magistrale che guarda ai grandi maestri del passato ma in chiave decisamente contemporanea

La mostra presenta un excursus di circa venticinque dipinti realizzati dall'artista tra il 2000 e il 2012. La sua pittura raffinata e colta è caratterizzata dalla tecnica delicata e luminosa del colore ad acrilico, insieme ad un disegno esemplare e particolareggiato. Come ha scritto Duccio Trombadori sul catalogo della mostra: <<La tavolozza è chiara, la luce è diffusa, le ombre sono delicate anche nel contrasto e le patine di velatura articolano una composizione a più soggetti e punti di vista incrociati: la calibrata impalcatura di piani diagonali centra figure femminili quale perno della composizione (quando è una, quando sono due, o più corpi di donna dialoganti assieme) e il gioco delle allusività fonde animali, oggetti e vita della natura in una immagine compiuta, estatica, da contemplare in ogni dettaglio e nella relazione d’insieme che sintetizza i particolari.
I dipinti di Falconi riflettono la bellezza più sublime e la purezza dell'animo umano, richiamando un ideale di bellezza che resiste al tempo.


Estratti dal catalogo della mostra:

“Un erotismo freddo ma non distaccato individua l’opera di Gigino Falconi tanto echeggia quella di un manierista eccentrico o di un raffinato del tardo Cinquecento. L’effetto è quasi sempre quello di un relativo spaesamento rispetto al soggetto raffigurato: in quale situazione ci troviamo? Perché questo paesaggio inusitato, perché questi corpi di adolescenti tesi in abbraccio per impossibili o negate voluttà, perché queste figure solitarie o aggruppate, così pensose nel loro individuale e irredimibile isolamento, quasi oggetti tra gli oggetti anch’essi imprigionati nel loro muto essere, secondo uno scenario che è teatrale, ed al tempo stesso parodizza la vita reale?. Il quadro sceneggiato da Gigino Falconi si espone come enigma nella sua elementare, analitica, evidenza. Non risulta tuttavia nessun sentimento di atonìa passionale né tantomeno nell’immagine dipinta si accampa la procedura intellettualistica della citazione colta fine a sé stessa”.
Duccio Trombadori

La mostra proseguirà fino al 12 gennaio 2013. Catalogo in mostra a cura delle EDIZIONI STAUROS di San Gabriele Isola del Gran Sasso (Teramo).






Biografia

Gigino Falconi nasce a Giulianova (Teramo) e inizia a dipingere a sedici anni, frequentando contemporaneamente l’Istituto Tecnico per ragionieri, dove si diploma nel 1952. Nel 1954 ottiene la maturità presso il Liceo Artistico di Pescara. L’anno successivo, vincitore di con- corso per la Cattedra di Disegno, assume l’incarico della docenza presso una scuola media di Giulianova, attività che abbandona definitivamente nel 1975, per dedicarsi interamente alla pittura. Alla sua prima mostra personale tenuta alla Galleria Il Polittico di Teramo nel 1961, ne sono seguite numerosissime sia in Italia che all’estero, presso accreditate gallerie e prestigiose sedi pubbliche. Le sue opere sono conservate in autorevoli collezioni museali pubbliche e private.
Il suo metodo di lavoro si è sviluppato per cicli pittorici così distribuiti nel corso degli anni:
1954-1956: esordisce con un universo figurativo legato ai temi della propria terra, coniugato ai canoni della coeva poetica informale.
1957-1962: esegue una serie di paesaggi che risentono di una personalissima rivisitazione del barocco.
1963-1965: realizza “Documenti”, primo importante ciclo di opere, di grande dimensione, eseguite a tecnica mista, composizioni di pittura e grafica testuale. Negli stessi anni l’artista porta avanti una ricerca sulla surrealtà dello spazio costellato da fantasmi, spesso con elementi suggeriti da letture di Edgar Allan Poe.
1966-1968: “I Mostri”. Viene aiutato in questa analisi da uno studio accurato che va dal Rinascimento al Barocco con particolare attenzione a Piero della Francesca, Caravaggio, Ribera e Rembrandt.
1969-1975: elabora una serie di lavori incentrati sulla surrealtà del presente e della cronaca fotografica, con una figurazione più circostanziata ed evidenza di straniamento.
1976-1979: recupera pienamente la pittura per immagini, con soggetti ispirati all’angoscia dell’esistenza. Di particolare risalto sono due gruppi di quadri suggeriti dal Fascismo e dalla vicenda dei coniugi americani Julius ed Ethel Rosenberg.
1980-1985: lavora intensamente a opere incentrate sulla poetica del mistero degli spazi interni e sulle suggestioni spaesanti degli specchi. È evidente il riferimento ad ambientazioni di gusto Art Nouveau, sempre collocate in un clima di silente sospensione e di attesa.
1986-1988: realizza “Alcyone”, un importante ciclo di dipinti sulla vita e le opere di Gabriele d’Annunzio, eseguite in occasione del cinquantesimo anniversario della morte del Poeta.
1989-1994: dipinge una serie di “nudi” e “concerti silenziosi”, ambientati in paesaggi lacustri.
1995-1999: sviluppa in questi anni un intenso ciclo di pitture di carattere sacro. Il primo dipinto Annunciazione è del 1995. Lo realizza per il VII centenario della Santa Casa di Loreto nel cui museo l’opera viene poi esposta. Successivamente per la chiesa di Sant’Andrea di Pescara lavora per due anni a un trittico di grandi dimensioni (cm 270 x 660), commissionatogli dagli Oblati di Maria Immacolata in occasione della santificazione del loro fondatore Sant’Eugenio de Mazenod.
2000-2002: realizza il ciclo “Le Ossessioni”, interamente dedicato al mistero dell’universo femminile.
2002-2005: dipinge il ciclo “Il mito della Fenice”.
2006-2009: si interessa sempre più alla natura e, attratto dal suo misterioso fascino e dalla sua mistica luce, dipinge un gruppo di quadri rappresentanti paesaggi lacustri e marini.
2011-2012: realizza il ciclo “Ragazze per sempre” ambientate nell’atmosfera romantica parigina di fine Ottocento, dipingendo un ciclo di opere sull’“amore mercenario”come tante scene di un’unica grande pièce esistenziale, una commedia tutta al femminile. Tale ciclo viene presentato inoltre nella Besharat Galerie di Barbizon Parigi e successivamente assieme ad un cospicuo nucleo di opere allestisce la “suite Falconi” (oltre 60 mq).