Gianni Drago – I paesaggi del parco di Monza

Milano - 31/01/2012 : 20/02/2012

Da buon paesaggista, Drago sa anche che il paesaggio è fatto soprattutto di relazioni tra cose, ambienti e contesti e non da singole cose o presenze anche se architettoniche edilizie o monumentali (di alto valore storico e culturale) che pure giocano un ruolo fondamentale nel raccontare la storia della progettazione e della qualificazione di questo territorio.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO D'ARS
  • Indirizzo: Via Sant'agnese 12/8 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 31/01/2012 - al 20/02/2012
  • Vernissage: 31/01/2012 ore 18-23
  • Autori: Gianni Drago
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lunedì ~ venerdì dalle 16 alle 19.30 giovedì anche dalle 21 alle 23 su appuntamento
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Gianni Drago, seduto elegantemente sul suo seggiolino da pittore che opera e si muove “en plain air”, con i suoi ampi fogli bianchi, munito del suo insolito strumento da disegno (un bastoncino di legno di cirmolo intinto nell’inchiostro di china) si aggira per gli spazi compresi tra la Villa Reale e il Parco di Monza in cerca di temi e di soggetti di paesaggio

(…) Si può dire che è principalmente alla ricerca di un paesaggio composto di luoghi e siti che fanno parte, in senso quasi obbligato, della memoria (collettiva o personale) dei fruitori abituali che conoscono e amano il Parco e non dei semplici visitatori casuali od esterni: ovvero di quei luoghi capaci di suscitare memoria e comprensione (realtà) e meraviglia ed emozione (sogno) in chi capisce, gode e fruisce abitualmente di questo ambiente. Luoghi dove il Parco si mostra più Parco e dove, con più evidenza, manifesta il suo essere e la sua essenza. Appaiono così inevitabilmente alcuni dei luoghi più significativi e noti posti tra la Villa e il Parco che i veri appassionati fruitori nominano, descrivono ed elencano nei propri ricordi più vivi. (…) Ma, da buon paesaggista, Drago sa anche che il paesaggio è fatto soprattutto di relazioni tra cose, ambienti e contesti e non da singole cose o presenze anche se architettoniche edilizie o monumentali (di alto valore storico e culturale) che pure giocano un ruolo fondamentale nel raccontare la storia della progettazione e della qualificazione di questo territorio. Così che, come si può osservare, tutte le presenze architettoniche o dei manufatti presenti e pur significativi capaci di segnalare una voluta e ricercata artificialità del disegno del Parco, sono sempre solamente accennate o ricordate in secondo piano a puri fini di memoria. Mentre gli ampi spazi bianchi che ricorrono in tutti i disegni, completamente e volutamente non disegnati, ma non vuoti, hanno la evidente funzione di estendere e di liberare il racconto, la memoria e il sogno personale. (…)
Gianni Beltrame