Gianni Depaoli – Hope
Mostra personale.
Comunicato stampa
Hope
Gianni Depaoli, artista materico originalissimo, infonde sacralitĂ a elementi organici marini trasformandoli in creazioni estetiche affascinanti e perturbanti, che rievocano il vissuto dellâambiente e trasmettono sensazioni di nuova vita. Hope presenterĂ una serie di opere recenti, particolarmente attuali e dalla forte carica espressiva.
Il percorso artistico di Gianni Depaoli, favorito dal recupero di una tradizione familiare - il commercio di prodotti ittici - e scaturito dalla passione che da sempre nutre per il mare e i suoi abitanti, intende innanzi tutto sensibilizzare sul tema del degrado ambientale e far riflettere sullâimportanza della tutela di specie marine protette.
Le ÂŤconstatazioniÂť di Depaoli sulla biodiversitĂ e lâecosostenibilitĂ includono anche la questione attualissima della gestione del rifiuto, del trash organico, destinato allo smaltimento e alla decomposizione. Nelle opere di Depaoli lo scarto organico, testimonianza dellâedibile che ha nutrito i popoli, assume una nuova e preziosa valenza, quello di nutrimento spirituale delle menti. In questo modo lâartista nobilita e sacralizza specie marine straordinarie come i cefalopodi che - attraverso i loro liquidi, i resti e i frammenti - ârinasconoâ infinite volte trovando il proprio riscatto nellâincanto della realizzazione estetica.
Questi intriganti lavori intendono principalmente celebrare la bellezza e la spettacolaritĂ della natura. Tuttavia non possono fare a meno di trasmetterci - attraverso le molteplici increspature delle pelli, le diffuse lacerazioni e il colore rosato dellâinchiostro organico - anche sensazioni di turbamento e inquietudine, nel riportarci alla mente i comportamenti scellerati dellâuomo sullâambiente e a ricordarci - come in parte accadeva nelle celebri composizioni con macchie ârosso sangueâ di Alberto Burri - il dolore e la sofferenza, come quella inflitta dagli umani su animali spesso indifesi.
Gianni Depaoli, che a lungo ha collaborato con i musei di Scienze naturali dâEuropa, ha ideato un processo molto avanzato che gli permette di preservare al meglio il materiale organico impiegato per le sue ÂŤpitture matericheÂť. Gli strumenti utilizzati sono essenzialmente aghi dâacciaio e bisturi chirurgici; le pelli delle specie marine vengono trattate con maestria mediante resine e agenti chimici segreti, che permettono di mantenere intatte tutte le eleganti e preziose sfumature del derma.
La mostra ha inizio con LibertĂ , opera figurativa del 2015, che testimonia lâiniziale vicinanza di Depaoli a certe suggestioni Pop. In questo lavoro - appartenente alla serie Teuthoidea, che prende spunto dal nome scientifico dellâordine dei cefalopodi - lâartista riesce incredibilmente a dipingere utilizzando lâinchiostro organico del calamaro, il quale presenta molteplici sfumature di colore che vanno dal rosa tenue al rosso piĂš acceso.
Brandelli dâItalia (2018) è unâopera decisamente piĂš âenergicaâ che ci conduce verso una piĂš marcata concettualizzazione del soggetto. Il lavoro, che intende ÂŤscimmiottareÂť lâinno Fratelli dâItalia, ci riporta subito alla mente le celebri parole attribuite a Massimo dâAzeglio allâindomani della formazione del Regno dâItalia (ÂŤPur troppo s'è fatta l'Italia, ma non si fanno gl'ItalianiÂť). Brandelli dâItalia propone i contorni di unâItalia scomposta e disgregata, percorsa interamente - isole incluse - da un solco divisorio che apre qua e lĂ squarci e crepe. Depaoli realizza un âritrattoâ di un luogo perennemente diviso da conflitti storici, culturali, ideologici; un paese lacerato e in difficoltĂ , colpito da impellenti problematiche ecologiche, sociali e sanitarie. La modalitĂ di presentazione dellâItalia, rivoltata da Depaoli, si riallaccia palesemente al famoso ciclo di opere realizzate da Luciano Fabro, in cui la penisola era piuttosto frequentemente ÂŤappesa in giڝ.
Con Niagara Falls entriamo nel progetto che Depaoli chiama ÂŤAbissiÂť, una serie avvincente che vuole indagare il ÂŤnoto e lâignotoÂť e ha per oggetto il pensiero umano, con tutti i suoi tortuosi e intricati percorsi. In questa raffinata composizione, la pelle e lâinchiostro di cefalopode si tramutano in un trasparente tessuto naturale. Osservando questa âseta evanescenteâ, lâimpressione è di poter scorgere il fluire dei pensieri dellâuomo che a volte si smarriscono in meandri inaspettati, generando sconforto; fino a che non sopraggiunge una corrente piĂš vigorosa, che ci dĂ lo slancio per ripartire serenamente.
La mostra si conclude con Occhi e Vita, due opere inedite - realizzate entrambe nel 2020 - che aspirano a lanciare un forte messaggio di speranza, di fiducia e di rinascita.
Occhi raffigura, allâinterno di una cornice rettangolare che ben custodisce tutte le venature e gli effetti naturali della pelle di calamaro, la parte superiore di un anonimo volto dalle cavitĂ orbitarie molto nette. Che si tratti di una sorta di maschera indefinita o di una rappresentazione di una misteriosa creatura umanoide - proveniente magari dal mondo marino a noi sconosciuto - poco importa. Occhi vuole celebrare un organo di senso e un medium di comunicazione che, anche a causa della prescrizione corrente di utilizzo della mascherina, è divenuto fondamentale e sempre piĂš rilevante. Gli occhi parlano in modo silente, comunicano con intensitĂ ; non sono in grado di ingannare poichĂŠ sono lo ÂŤspecchio dellâanimaÂť; e - ancora - ci rammentano lâessenzialitĂ di certi sguardi, come quelli del personale sanitario, che assistono e confortano tante persone in terapia intensiva.
Vita costituisce lâopera-emblema della mostra ed è un lavoro che sembra anche precorrere lâindirizzo artistico che Gianni Depaoli intende maggiormente sviluppare. Nella sua incessante ricerca di nuovi materiali organici marini lâartista ha recentemente scoperto le âschiuse di ovatureâ, affascinanti agglomerati di uova che danno origine ai murici, molluschi gasteropodi, da cui - fin dallâantichitĂ - si ricavano i pigmenti di porpora reale, il colore della Roma imperiale. Queste attraenti âschiuse di ovatureâ, poste da Depaoli al centro della scena, simboleggiano una sorta di attesa rinascita, auspicano un ârisveglio della speranzaâ e sintetizzano il pensiero dellâartista sul senso della vita: ÂŤNon importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialziÂť.
Mark Bertazzoli, 2020â
Gianni Depaoli
Gianni Depaoli, artista materico nato a Ivrea il 4 marzo 1961, vive e lavora a Candia Canavese. Ha creato mostre e installazioni che testimoniano il degrado ambientale e la violenza sugli animali attraverso progetti itineranti sostenuti da musei e Enti istituzionali: iniziative note con il nome di âMare Neroâ Museo di Bergamo, âAllarme Ambienteâ Museo di Scienze Genova, Museo A come Ambiente Torino, Museo Garda Ivrea, Museo Acquario di Milano, Museo La Specola Firenze, Museo Tecnologicamente Ivrea, Museo Acquario Messina, AAM Spazio 24 Milano, Casa Ernesto Francotto Busca. Installazioni, âAnime Silenzioseâ inaugurato allâAcquario civico di Milano, âVerso il Quinto mondoâ Paratissima Torino, âOceaniche Alchimieâ Biennale Italia - Cina Torino, 54° Biennale Internazionale dâArte della Biennale di Venezia, âHopeart Junglâ alla Venaria Reale.
La nuova ricerca sviluppata con lâuso di inchiostri e pelli di cefalopodi trattati per la conservazione e manipolati con aghi dâacciaio e bisturi, lo porta ad indagare e trasformare la materia per scoprirne bellezza e trasparenza , ma non dimenticando i drammi precedentemente trattati. Questo nuovo studio dona nuova vita allo scarto organico che considera lâanello di congiunzione ed il ricordo indelebile del prodotto che ha nutrito lâEssere Umano: âDallâedibile che nutre il corpo, allâarte che nutre lo spiritoâ.
Viene invitato alla Galleria dâArte Moderna di Genova Nervi per la personale âRossomareâ , lâopera I.E.F. è nella collezione del Museo, allâAmbasciata Italiana a Montecarlo con lâopera in permanenza âPrede e Predatoriâ sul catalogo dellâAmbasciata ed a GemLucArt di Montecarlo per i progetti annuali sulla Ricerca Sul Cancro, al progetto âEkoVespa Projectâ in permanenza al Museo Piaggio di Pontedera.
Nel 2017 la ricerca della forma, del colore e della trasparenza lo porta ad un nuovo studio. La pittura materica diventa il piĂš forte impulso per la ricerca del colore naturale, che diventerĂ lâ unico colore utilizzato, regolato dalla manipolazione dei cromatofori esistenti nel prodotto, senza aggiunte di colori artificiali.
Con il progetto âAbissiâ, indaga il noto e lâ ignoto e i percorsi tortuosi del pensiero umano. Scopre ed evidenzia le ferite e le escrescenze della pelle lacerata che diventano abissi e meandri dove il pensiero si perde e si modifica, svelando i patimenti che ha subito lâartista durante il suo percorso di vita, che lui stesso definisce la sua âVia Crucisâ. Viene invitato ad esporre al Mauto con âEko500Projectâ in occasione del 60° anno della Fiat 500, al Macist di Biella in occasione del 70° anno della Vespa, a Paratissima Milano, Bologna e Torino, Biennale Internazionale di Asolo, Biennale Internazionale di Salerno, GemLucArt di Montecarlo con lâ opera che denuncia la violenza sulle donne âSilence Killsâ, personale a Montreaux, installazione âOceani 2.0â site-specific al Museo del Parco di Portofino e inviti in altri Enti Istituzionali. Nel 2020 viene inserito nellâ Atlante dellâArte DeAgostini, partecipa in periodo Covid alla mostra virtuale #domaniinarte alla G.A.M. di Roma, una sua opera viene esposta alla 17° edizione del Montecarlo Film Festival.
Dal 2020 in seguito a vicende subĂŹte da lui e dai suoi famigliari, torna a trattare con molta piĂš forza e rabbia i temi che gli sono stati cari fin dagli esordi: i comportamenti scellerati dellâuomo ed il conseguente deterioramento ambientale e sociale, rappresentando nelle sue opere soprattutto le conseguenze sullâuomo. Nella sua incessante ricerca di materiali organici marini che trasmettano dei messaggi forti ha scoperto nel 2020 âle schiuse di ovatureâ affascinanti agglomerati che evocano il senso della Vita, che ora fanno parte delle nuove opere.
Mark Bertazzoli:
Mark Bertazzoli, storico e critico dellâarte, nasce nel 1986 a Biella, dove vive e lavora. Nel 2011 si laurea in storia contemporanea presso lâUniversitĂ degli studi di Milano con la tesi âUna collana storica nellâItalia fascista. I Libri verdi Mondadori tra storia e romanzo (1932-1941)â, che pubblica nel 2013 per Edizioni Unicopli. Dal 2012 al 2014 ha collaborato con lâEcomuseo Valle Elvo & Serra, in particolare con il Centro di documentazione sullâemigrazione di Donato (Biella). Appassionato di arte contemporanea, nel 2015 conosce Omar Ronda che lo sceglie come assistente e lo nomina curatore del MACIST (Museo dâArte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze) di Biella-Riva. Presso il MACIST organizza e cura importanti mostre dedicate ad artisti contemporanei italiani e internazionali, tra cui Robert Rauschenberg, Michelangelo Pistoletto, Ugo Nespolo, Bertozzi & Casoni, Umberto Mariani, Luca Alinari e Plinio Martelli. Nel 2017 cura la doppia personale di Francesco Capello e Omar Ronda dedicata al mito Ferrari presso il Museo Ferrari di Maranello e ARC Gallery (Monza). Nel 2018 cura al MACIST una grande mostra collettiva dedicata alla Vespa Piaggio con opere di trentasei fra i maggiori artisti italiani contemporanei. Come coordinatore dellâArchivio storico Omar Ronda, è co-autore, insieme a Vittoria Coen e Mariella Genova, del Catalogo ragionato dellâartista biellese, pubblicato da Skira nel 2019. Nel 2020 organizza e cura la personale di Danilo Marchi âBack to Lifeâ, presso Galleria Marelia, Bergamo.
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M.A.C.I.S.T. Museum
Via Costa di Riva 9, Biella (13900)
www.macist.it
[email protected]; [email protected]; +39 338 8772385
Il âMuseo dâArte Contemporanea Internazionale Senza Tendenzeâ, nasce da unâidea del maestro Omar Ronda, dalla sensibilitĂ di alcuni collezionisti e molti artisti di fama internazionale che hanno deciso di donare e di mettere a disposizione le proprie opere con il fine di sostenere le attivitĂ di prevenzione, cura e ricerca della Fondazione Edo ed Elvo Tempia, da quasi 40 anni impegnata nella lotta contro i tumori.
Per questo motivo il MACIST - essendo stato realizzato a beneficio di un ente morale di eccellenza sul territorio - si definisce come museo âetico e democraticoâ. La sfida etica che si pone il MACIST è quella di valorizzare e far conoscere lâarte contemporanea mondiale, senza tendenze e nelle sue migliori espressioni qualitative, sostenendo al contempo le attivitĂ di ricerca oncologica. In tal senso i visitatori del Museo rivestono il ruolo di destinatari di cultura e allo stesso tempo di protagonisti attivi nella lotta contro il cancro. Il MACIST si definisce inoltre come realtĂ âdemocraticaâ per due motivazioni: innanzitutto lâaccesso agli spazi museali è completamente libero e gratuito sia per le collezioni permanenti che temporanee; in secondo luogo poichĂŠ non è presente una tendenza artistica preponderante tra le opere della collezione permanente. La collezione permanente costituisce unâinteressante selezione delle piĂš importanti correnti artistiche contemporanee dagli anni sessanta a oggi: Pop Art, Noveau RĂŠalisme, Avanguardie e Avanguardie storiche, Arte povera, Neoespressionismo, Minimalismo, Transavanguardia, Arte concettuale, Nuovo Futurismo, Iperrealismo, ecc.
Il MACIST è ubicato in una posizione strategica: a Biella, nel rione Riva, allâinterno della cosiddetta âisola della creativitĂ â, a due passi da via Italia, principale arteria del centro cittĂ . Lo spazio museale, inaugurato il 14 marzo 2015, è accessibile, liberamente e gratuitamente, nei giorni di sabato e domenica dalle ore 15 alle 19,30, esclusi luglio e agosto.
Lâedificio che ospita il Museo, sapientemente restaurato, presenta una superficie superiore ai 700 m2 e si trova allâinterno dellâantica âFabbrica dellâOroâ (1901) di Giuseppe Gualino (padre del piĂš noto Riccardo, grande imprenditore biellese e collezionista dâarte), esempio di archeologia industriale e importante punto di riferimento per quanto riguarda lâarte orafa nellâItalia dei primi del novecento. Gli spazi si compongono innanzitutto di unâesposizione permanente, che raccoglie 150 opere e installazioni di 120 artisti italiani e internazionali (questi ultimi provenienti da ben ventitre paesi diversi).
Il Museo si compone inoltre di una sala per proiezioni video e di una parte destinata esclusivamente a mostre temporanee. Dallâapertura a oggi sono state realizzate una decina di importanti mostre, tutte di grande successo di critica e pubblico: âAndy Warhol & Companyâ; âPlastica italianaâ; âMichelangelo Pistoletto. Opere storiche dal 1959â; âUmberto Mariani: Prima del Piombo. Opere storicheâ; âLuca Alinari. Sconosciuti anni Settantaâ; âBertozzi & Casoni. Grandi Ceramicheâ; âOmaggio a Plinio Martelliâ; âUgo Nespolo. Opere storicheâ, âRobert Rauschenberg - XXXIV Tavole per lâInferno di Danteâ; âArte Africana. Dal tradizionale al Contemporaneoâ; âLa Vespa nella Storia e nellâArteâ; âOmar Ronda. Osirisâ; âOmar Ronda. Anthologyâ.
La presidenza e la direzione artistica sono affidate a Mariella Genova Ronda.
Il curatore del Museo è Mark Bertazzoli.
Vernissage: sabato 31 ottobre 2020, ore 17.00.
In occasione dellâinaugurazione della mostra personale lâartista donerĂ alla Fondazione Edo ed Elvo Tempia Valenta per la lotta contro i tumori lâopera âBrandelli dâItaliaâ, che entrerĂ cosĂŹ a far parte della collezione permanente del Museo.
Accesso libero e gratuito con obbligo della mascherina. Gli ingressi saranno contingentati nel rispetto delle norme vigenti.â