Gianni Casalinuovo – Censure distratte

Borgia - 07/12/2013 : 15/12/2013

Con una sequenza di opere inconsuete, distinte ma inseparabili, che si susseguono in una sorta di frenetico zapping, Gianni Casalinuovo conferma i presupposti formali e concettuali della sua ricerca.

Informazioni

Comunicato stampa

Il 7 Dicembre si inaugura Censure distratte, mostra personale di Gianni Casalinuovo, a cura di Francesca Londino.
Con una sequenza di opere inconsuete, distinte ma inseparabili, che si susseguono in una sorta di frenetico zapping, Gianni Casalinuovo conferma i presupposti formali e concettuali della sua ricerca. Il lavoro dell’artista si pone come una riflessione impegnata sulla dimensione dell’io individuale e collettivo, sui cliché e gli stereotipi dell'immaginario mediale. L’uso combinato della pittura e di materiali particolari – nastro adesivo, carta di giornale, inchiostro di biro o di pennarelli – ne caratterizza lo stile pienamente riconoscibile


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Colori accesi e toni tenui evidenziano la concretezza delle immagini senza inoltrarsi nel descriverle: tracce di sguardi che portano allo scoperto un ironico e provocatorio spleen da agrimensore insoddisfatto dalla banalità delle regole. Si tratta, però, di opere che non risolvono la possibilità di essere fruite in quei segni, materiali e figure stesse di cui si compongono. Le opere, infatti, attraverso l’interpretazione dell’artista diventano un pretesto per stimolare l’osservatore a spingersi oltre gli orizzonti immediati. La realtà non è rappresentata per come appare: è scandagliata, penetrata, bisturizzata e quello che alla fine emerge è quello che solitamente viene occultato e censurato dall’abitudine, dalla prevedibilità o dalla vuota solennità dell’apparenza. Dipinti che vanno letti come contenitori fluidi di quel processo creativo e critico che diventa il filo attraverso il quale si attua la comunicazione tra l’immagine e l’osservatore.
Il titolo Censure distratte è sicuramente attinente alle opere esposte. Un titolo che rimarca l’importanza del momento in cui si azzerano e censurano i liberi pensieri e l’evoluzione dei costumi.