Gianni Berengo Gardin – La Venezia del maestro del bianco e nero

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE DI VENEZIA
Palazzo Flangini, Calle Flangini, Venezia, VE, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Artisti
Gianni Berengo Gardin
Curatori
Denis Curti
Uffici stampa
COMIN & PARTNERS
Generi
fotografia, personale

Fondazione di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Le Stanze della Fotografia, presenta l’esposizione Gianni Berengo Gardin. La Venezia del maestro del bianco e nero. Curata da Denis Curti, è la prima mostra promossa e organizzata dalla Fondazione nella nuova sede di Palazzo Flangini.

Comunicato stampa

Fondazione di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Le Stanze della Fotografia, presenta l’esposizione Gianni Berengo Gardin. La Venezia del maestro del bianco e nero, che sarà aperta, con ingresso libero, dal 27 febbraio al 30 giugno 2026.

Curata da Denis Curti, è la prima mostra promossa e organizzata dalla Fondazione nella nuova sede di Palazzo Flangini. L’esposizione celebra la fotografia di Gianni Berengo Gardin, che ha intessuto con la Fondazione un legame di profonda intesa artistica culminato con la donazione, nel 2021, di trentasei stampe fotografiche in bianco e nero, parte del progetto La più gioconda veduta del mondo, ed entrate a fare parte della collezione fotografica permanente della Fondazione di Venezia.

Tra le trentaquattro immagini selezionate per la mostra, dedicata alle opere veneziane del Maestro, spicca la serie inedita di fotografie che Berengo Gardin scattò dalla finestra della casa in cui soggiornò Pietro Aretino, illustre scrittore, poeta e drammaturgo del Rinascimento italiano. Davanti a quella finestra di Palazzo Bollani, affacciata sul Canal Grande, il fotografo decide di guardare con i propri occhi ciò che Pietro Aretino vedeva secoli prima, come se la presenza del poeta lo guidasse, suggerendogli in quali angoli posare l’obiettivo, quali gesti cogliere, quali silenzi rispettare.

Nelle opere esposte convivono dunque gli sguardi di due personalità appartenenti a epoche diverse, ma poste in dialogo, attraverso i secoli che le separano, dall’immutata meraviglia di ciò che si staglia al di fuori di quella finestra: le architetture, invariate, lasciano che a cambiare siano i mezzi e i gesti della vita quotidiana. Ciò che rimane è l’essenza di una veduta che continua a raccontare persone, mestieri e bellezza.

L’esposizione Gianni Berengo Gardin. La Venezia del maestro del bianco e nero omaggia uno dei protagonisti della fotografia italiana del Novecento a un anno dalla sua scomparsa, celebrandone l’impegno, civile e artistico allo stesso tempo, nel restituire l’attualità di Venezia con le sue criticità e i suoi paradossi, consapevole di affrontare il rischio di incorrere nella più immediata retorica della bellezza. Una fotografia, quella di Berengo Gardin, che è stata anche di denuncia e da cui traspare, allo stesso tempo, la poesia dell’atto fotografico che coglie la bellezza dei momenti ordinari.