Gianluigi Mattia – Ateliers…in Punta d’Argento

Roma - 01/03/2018 : 15/04/2018

Al Museo di Roma in Trastevere La personale di Gianluigi Mattia Ateliers come “luoghi dell’anima” interpretati con la tecnica antica della Punta d’Argento.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
  • Indirizzo: Piazza S. Egidio 1B - Roma - Lazio
  • Quando: dal 01/03/2018 - al 15/04/2018
  • Vernissage: 01/03/2018 ore 18
  • Autori: Gianluigi Mattia
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da martedì a domenica 10.00 – 20.00; la biglietteria chiude un’ora prima
  • Biglietti: Intero: Euro 6,00 Ridotto: Euro 5,00 per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale. Salvo integrazione se presente altra mostra. Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente
  • Patrocini: Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali Servizi museali Zètema Progetto Cultura Info: 060608 (tutti i giorni 9.00 – 21.00); http://www.museodiromaintrastevere.it Sponsor sistema Musei Civici Sponsor Tecnico Ferrovie dello Stato Italiane Media patner Il Messaggero
  • Uffici stampa: ZETEMA

Comunicato stampa

Dal 1 marzo 2018 al 15 aprile il Museo di Roma in Trastevere ospita la mostra personale di Gianluigi Mattia “Ateliers...in Punta d’Argento”, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Con una serie di opere grafiche eseguite tutte in punta d’argento, Gianluigi Mattia ripropone le immagini fotografiche storiche di alcuni degli atelier di famosi artisti internazionali degli ultimi 150 anni come Bonnard, Bacon, Segal, Morandi, Rodin, Giacometti, Toulouse Lautrec e tanti altri


L’Atelier, inteso come luogo che precede la creazione dell’opera d’arte, di memoria e di affrancamento dell’artista con i suoi oggetti, foto, souvenir, dialoga in queste immagini con lo spettatore quasi sussurrando quella speciale relazione intima e affettiva che lo intreccia con il mondo quotidiano scevro dal grande rumore.
Mattia è, in questa sua visione, un interprete d’eccezione; mettendo a colloquio le due immagini – fotografica e grafica – ne esalta la tecnica artistica seguendo il metodo rinascimentale e da voce sottile al segno che imprime con leggerezza evocativa sul foglio. È un disegnare “colto” che attraversa trasversalmente una complessa e lunghissima ricerca che indica, altresì, l’esuberanza linguistica dell’artista.
A chiudere l’esposizione, Mattia si mette in mostra con il suo Atelier. Considerato uno dei maestri storici di Trastevere, si racconta con le immagini del suo mondo di persone e vicoli romani giungendo a risultati straordinari fra liricità poetica e sensuale fisicità.


Gianluigi Mattia nasce a Torino nel 1940, dove si laurea in “Scenografia” presso l’Accademia Albertina. Esordisce giovanissimo con una personale presso il Circolo degli Artisti di Torino (1961). Nel 1963 si trasferisce a Roma in qualità di assistente dello scenografo Ezio Frigerio per poi ricoprire l’incarico di docente presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Tiene numerose personali: tra le altre, si ricordano le mostre alla Galleria Forni di Bologna (con la quale collabora dal 1970 al 1976) nel 1973 e nel 1990; alla Galleria Giulia di Roma nel 1974; alla Galleria Davico di Torino nel 1975; alla Galleria Ariete di Roma nel 1984. La personale più recente risale al 2002 ed è organizzata dalla Galleria Il Labirinto di Roma.
Nel 1995 realizza un complesso intervento decorativo per la Scuola Elementare Carducci di Bologna. Dalla fine degli anni Sessanta l’artista è una delle figure di primo piano nell’ambiente artistico impegnato sul fronte politico e civile; dal 1970 prende parte al gruppo di artisti riuniti attorno alla Galleria Forni di Bologna e che comprende anche Cremonini, Guerreschi, Tornabuoni, Trubbiani. Dal 1976 sposta la sua attenzione sulla materialità del linguaggio plastico; dai primi anni Ottanta realizza sculture in bronzo e in terracotta, affiancandole a un’intensa attività grafica. Nella prima metà degli anni Novanta ritorna a un tipo di pittura che coniuga al dato di natura una dimensione irreale e misteriosa. Nei lavori più recenti l’artista si cimenta nell’uso di linguaggi diversi, mostrando le possibili tangenze di territori, fisici e mentali, che si aprono a una molteplicità di intrecci.
Del 1990 è il volume monografico presentato da Lorenzo Ostuni e Domenico Guzzi, Gianluigi Mattia 1965 – 1990 (Tilligraf Editrice).