Gianluigi Colin – Word(l)ds

Cesena - 28/10/2012 : 02/12/2012

Gianluigi Colin, voce originale nel panorama dell’arte italiana, mette al centro della sua riflessione i simboli della nostra contemporaneità, utilizzando il “materiale che il mondo gli offre”. L’artista, infatti, conduce da molti anni una ricerca che sta all’incrocio tra le immagini e le parole: questa mostra rappresenta una sintetica raccolta delle produzioni degli ultimi anni.

Informazioni

  • Luogo: L'IMMAGINE GALLERIA D'ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Piazza Aguselli 42 - Cesena - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 28/10/2012 - al 02/12/2012
  • Vernissage: 28/10/2012 ore 17
  • Autori: Gianluigi Colin
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10 – 13 e 16 – 19.30 chiuso lunedì e martedì aperto ogni domenica

Comunicato stampa

Maria Grazia Melandri inaugura l’autunno artistico con la mostra personale di Gianluigi Colin dal titolo Word(l)ds.
Gianluigi Colin, voce originale nel panorama dell’arte italiana, mette al centro della sua riflessione i simboli della nostra contemporaneità, utilizzando il “materiale che il mondo gli offre”. L’artista, infatti, conduce da molti anni una ricerca che sta all’incrocio tra le immagini e le parole: questa mostra rappresenta una sintetica raccolta delle produzioni degli ultimi anni


Una poetica, quella di Colin, dal forte impegno civile ed etico, sempre densa di richiami alla storia dell’arte e alla cronaca, che tende a mettere sullo stesso piano memoria e attualità.
In mostra, in particolare, sono esposte opere della serie “Liturgie” (presentata al Museo Ivam di Valencia, al Madre di Napoli, e alla fondazione Marconi di Milano).

Gianluigi Colin lavora “dentro un mondo di carta” operando con una tecnica complessa: attinge immagini dai quotidiani, accartoccia quei fogli, li fotografa e li stampa su carta di giornale. Il materiale è poi incollato su una nuova stratificazione fatta di sedimentazioni di carta sempre di quotidiano, infine l’artista interviene sulla sua opera con nuove stropicciature. Quasi un tentativo di preservare quelle immagini e quelle parole dall’inevitabile destino cui appartengono: la breve durata di ventiquattrore. I soggetti delle sue opere sono le icone e gli eventi del presente, selezionate in quell’oceano di informazioni che i mezzi di comunicazione di massa ci presentano senza sosta.
Insieme a “Liturgie” la mostra presenta opere di altri precedenti cicli dedicati alla grande storia dell’arte come “Assenze” e “Piero e il suo doppio”. Colin, in queste ricerche, recupera riproduzioni di capolavori del passato da Picasso a Piero della Francesca, e interviene su questo materiale. Per un verso, lo violenta, lo manipola. Per un altro verso, ne rivela associazioni e aspetti nascosti. Il risultato: il dialogo fra noto e ignoto in un viaggio tra passato e presente.
In mostra sono presenti anche numerosi lavori della serie “Amami”: qui, Colin perlustra le geografie dell’anima. Assembla un ricco archivio di immagini sentimentali, per lo più provenienti da cartoline e da album di famiglia degli anni cinquanta e sessanta. In questo caso, non elimina parti. Ma aggiunge strisciate di colore, copre volti, cela gesti. Evocando così amori impossibili.

Il risultato è una mostra di grande impatto emotivo che tende a stimolare e far riflettere sui temi cari dell’autore: il valore fondante della Memoria, il tempo, la stratificazione dello sguardo e l’ambiguità dell’immagine nel sistema della comunicazione di massa.

Personalità eclettica, Gianluigi Colin, unisce l’attività artistica al lavoro di art director del “Corriere della Sera”: ha tenuto conferenze, seminari e corsi universitari, ha scritto saggi e articoli sulla fotografia e sulla comunicazione visiva.

Sue personali si sono tenute in diverse città italiane e straniere, alcune delle maggiori degli ultimi anni che segnaliamo sono:all’Arengario di Milano (1998), al centro Cultural Recoleta di Buenos Aires (2002), al Museo Manege di San Pietroburgo (2003), al Museo MADRE di Napoli, alla Bienal del Fin del Mundo a Ushuaia, al Museo IVAM di Valencia (2011) e alla Fondazione Marconi di Milano (2012).
Alcuni dei maggiori critici d’arte e scrittori che si sono occupati del suo lavoro: Gillo Dorfles, Alberto Carlo Quintavalle, Gianni Riotta, Barbara Rose, Vincenzo Trione, Arturo Pérez-Reverte, Aldo Colonnetti, Ignacio Ramonet.
Protagonista di performance (organizzate in varie parti del mondo), è stato invitato a “Valencia09” (presso l’IVAM di Valencia, nel 2009) e selezionato per il Padiglione Italia della 54 esposizione Internazionale della Biennale d’Arte di Venezia.
Sue opere sono presenti in collezioni private, musei e istituzioni pubbliche in Italia e all’estero.
Per l’occasione sarà stampata una “Scheda d’Arte” dell’evento, una pubblicazione che raccoglie alcune immagini delle opere esposte e brevi interventi critici di Gillo Dorfles, Arturo Carlo Quintavalle, Barbara Rose, Vincenzo Trione e Arturo Pérez-Reverte.