Gianfranco Zappettini – Pensare in termini di pittura

Padova - 01/02/2013 : 16/03/2013

A più di 35 anni di distanza dalla sua ultima personale a Padova, Gianfranco Zappettini espone allo Studio Maab (riviera San Benedetto, 15) una selezione di opere storiche e alcune tra le più recenti.

Informazioni

  • Luogo: MAAB STUDIO D'ARTE
  • Indirizzo: Riviera San Benedetto 15 - Padova - Veneto
  • Quando: dal 01/02/2013 - al 16/03/2013
  • Vernissage: 01/02/2013 ore 18.30
  • Autori: Gianfranco Zappettini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal mercoledì al sabato 16.30 – 20.00
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

A più di 35 anni di distanza dalla sua ultima personale a Padova, Gianfranco Zappettini espone allo Studio Maab (riviera San Benedetto, 15) una selezione di opere storiche e alcune tra le più recenti.

La mostra sarà inaugurata venerdì 1 febbraio 2013 (ore 18.30) e sarà visitabile fino al 16 marzo

Gianfranco Zappettini è uno dei protagonisti della Pittura Analitica, la corrente internazionale che negli anni Settanta si oppose all’annichilimento dell’Arte Concettuale e, attraverso una minuziosa indagine e un severo processo di rigenerazione, riuscì a riformulare su nuove basi la Pittura: da arte “passatista” e superata nelle sue involuzioni più introspettive e accademiche, la disciplina regina tra le arti si ripresentava come un vero e proprio linguaggio, con i propri elementi grammaticali e la propria sintassi. Zappettini e colleghi italiani e stranieri (per citarne alcuni Winfred Gaul, Giorgio Griffa, Claude Viallat) portarono queste istanze di rinnovamento della Pittura nei principali musei europei, dalla Biennale di Venezia a documenta di Kassel, dal Museo d’Arte Moderna di Parigi al Rheinisches Landesmuseum di Bonn, dalla Galleria d’Arte Moderna di Torino alla Galleria Nazionale di Roma.

Lo Studio Maab propone i lavori degli anni Settanta, dai “bianchi” alle “tele sovrapposte”, due serie che da sempre contraddistinguono il maestro genovese in campo nazionale e internazionale. In queste opere, il processo e il «pensare in termini di pittura» diventano parte integrante dell’opera, e creano un equilibrio perfetto tra pianificazione a priori e manualità rigorosa del pittore.

Infine, saranno esposti anche pochi, scelti esemplari del suo lavoro più recente, uno studio raffinato e rigoroso sulla simbologia della Trama e dell’Ordito, un ritorno al bianco inteso come il colore dell’assoluto, della Manifestazione, che somma tutti i colori attraverso i quali il maestro ligure è passato nei suoi cinquant’anni di carriera.

Gianfranco Zappettini è nato a Genova nel 1939.
Nel 1962 tiene la sua prima personale alla Società di Belle Arti di Genova a Palazzetto Rosso. Nello stesso anno entra nello studio genovese dell’architetto tedesco Konrad Wachsmann, che ne influenza la pittura orientandola verso una ricerca di tipo strutturale. Nel 1967 è a Parigi e visita gli studi di Alberto Magnelli e di Sonia Delaunay; a Zurigo quello di Max Bill. In Italia frequenta Mauro Reggiani e Mario Nigro. L’anno seguente conosce il pittore tedesco Winfred Gaul, cui lo legherà una fraterna amicizia e tramite il quale frequenterà l’ambiente artistico tedesco e olandese. Nel 1971 è invitato alla mostra “Arte concreta” al Westfälischer Kunstverein di Münster, a cura di Klaus Honnef: il critico tedesco nel 1974 dà vita alla Pittura Analitica alla quale Zappettini contribuisce con numerosi scritti e i quadri “bianchi”. La ricerca del “grado zero” della Pittura, attraverso l’analisi di processi e strumenti specifici, mira alla determinazione di tale disciplina come linguaggio autonomo e autoriflessivo. Espone nelle principali mostre sulla situazione della Pittura di quegli anni: “Tempi di percezione” (Livorno, 1973), “Un futuro possibile” (Ferrara, 1973), “Geplante Malerei” (Münster e Milano, 1974), “Analytische Malerei” (Düsseldorf, 1975), “Concerning Painting...” (itinerante in vari musei olandesi, 1975-1976). Nel 1977 è invitato a “Documenta 6” di Kassel e nel 1978 è presente alla mostra “Abstraction Analytique” al Museo d’Arte Moderna di Parigi. Il 1980 segna una svolta radicale, sia sul piano biografico sia su quello artistico: Zappettini inizia una fase di ricerca spirituale, in particolare in ambito Sufi, che da allora ne contraddistingue il suo percorso. Di recente si è concentrato sul valore metafisico della trama e dell’ordito, dualità sulla quale negli ultimi anni ha declinato l’indagine su colori come il blu, il rosso, il nero, il giallo, oltre al tipico bianco. Nel 2007, la Fondazione VAF-Stiftung di Francoforte gli ha dedicato un’imponente monografia.
Tra le recenti mostre collettive vanno ricordate “Pittura analitica. I percorsi italiani. 1970-1980”, Museo della Permanente (Milano, 2007), “Pittura aniconica”, Casa del Mantegna (Mantova, 2008), “Analytica”, Annotazioni d’Arte (Milano, 2008), “Pensare pittura”, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce (Genova, 2009), “Analytische Malerei”, Forum Kunst (Rottweil, 2011). Tra le personali dedicategli in quasi cinquant’anni di attività da spazi pubblici e privati, vanno almeno citate quelle tenute al Westfälischer Kunstverein (Münster, 1975), all’Internationaal Cultureel Centrum (Anversa, 1978), al Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce (Genova, 1997), al CAMeC-Centro d’Arte Moderna e Contemporanea (La Spezia, 2007), al Forum Kunst (Rottweil, 2007, con Paolo Icaro), al Forte di Belvedere (Firenze, 2008), alla Villa La Versiliana (Pietrasanta, 2010), al Lucca Center of Contemporary Art (Lucca, 2012).
Vive e lavora a Chiavari.