Gianfranco Baruchello

Torino - 13/03/2018 : 28/04/2018

La Galleria Biasutti & Biasutti presenta nelle proprie sale espositive una mostra dedicata a Gianfranco Baruchello (Livorno 1924).

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA BIASUTTI & BIASUTTI
  • Indirizzo: Via Alfonso Bonafous 7L - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 13/03/2018 - al 28/04/2018
  • Vernissage: 13/03/2018 ore 18
  • Autori: Gianfranco Baruchello
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10-12.30 – 15.30-19.30 chiuso domenica e lunedì

Comunicato stampa

La Galleria Biasutti & Biasutti presenta nelle proprie sale espositive una mostra dedicata a Gianfranco Baruchello (Livorno 1924). Questa rassegna raccoglie un nucleo di opere comprese tra la metà degli anni Sessanta e la metà degli anni Novanta. Come scrive Luca Beatrice nel testo in catalogo: “Baruchello è artista complesso, articolato, intellettuale e multiforme. Il suo lavoro “sfianca” l’attività del critico, messo alle corde da una inesausta molteplicità di riferimenti, rimandi e, soprattutto, da un’attività frenetica che prende il via negli anni Sessanta per arrivare fino ai nostri giorni

La sua è una figura “militante”, e non solo per il breve quanto intenso passaggio attraverso la temperie politica del Sessantotto, ma per la necessità di essere protagonista di un dibattito culturale che in particolare in quel decennio ha visto l’arte in costante relazione con linguaggi altri: la parola, la scrittura, il cinema sperimentale, la televisione, i massmedia”.
Baruchello è assoluto protagonista dell’arte italiana, ne sono la conferma le partecipazioni alla Biennale di Venezia (2013) e Documenta di Kassel (2012).
“Scatole/sculture, pitture su alluminio, lavori su carta organizzano il corpus poetico di un artista sempre inquieto, deliberatamente paradossale in affermazioni come “ciò che si fa in pittura avrebbe potuto essere fatto con la tv”. Eppure persiste il dominio della parola nel Baruchello dei tardi anni Settanta che invita a guardare “con la coda nell’occhio” utilizzando cioè una visione obliqua e dinamica dell’opera, non frontale. Perché si può costruire un “quadro” con le parole e non con le immagini, lavorando alla scrittura come se non fosse (solo) scrittura”.