Gianalberto Righetti – Fare cerchi

Genova - 06/10/2017 : 21/10/2017

In FARE CERCHI l'artista presenta immagini della Natura, così come le ha viste attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, il suo occhio, la sua anima. Obiettivo, occhio, anima sono filtri che fanno cerchi della mia realtà.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA IL PUNTO
  • Indirizzo: Piazza Delle Scuole Pie 10 - Genova - Liguria
  • Quando: dal 06/10/2017 - al 21/10/2017
  • Vernissage: 06/10/2017 ore 17,30
  • Autori: Gianalberto Righetti
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: dal Martedì al Sabato ore 16:00 – 19:00

Comunicato stampa

In FARE CERCHI presento immagini della Natura, così come io le ho viste attraverso l’obiettivo della mia macchina fotografica, il mio occhio, la mia anima. Obiettivo, occhio, anima sono filtri che fanno cerchi della mia realtà. Cerchi aperti e rari cerchi chiusi, spirali ascendenti, sinusoidi in linee d’ombra, ampi cerchi all’orizzonte, confini ad un contatto cromatico, o emotivo, in un loop creativo ove il qui che ora osservo, e fotografo, entra in me e da me viene rimesso in circolo. Dal punto di vista grafico-compositivo, il cerchio o un suo settore è chiaramente individuabile nelle immagini

Anche il limitare del muro, se esteso orizzontalmente all’infinito dalla nostra immaginazione, si richiude in se stesso in un grande cerchio. Le nuvole illuminate dal sole di mezzanotte al circolo polare artico ci avvolgono in un’elisse immaginaria, di cui noi stessi facciamo parte. Quando sono avvolto dalla Natura mi sento una parte della sua forma, libero di spostarmi in uno spazio illimitato, circolare in quanto è prevista un’andata ed un ritorno. Quindi i cerchi sono per me rappresentazioni unitarie e congruenti dei fenomeni che vivo nella mia realtà. L’essenza delle nostre visioni del mondo non emana dalla somma delle singole componenti che siamo capaci di selezionare, ma dal loro insieme, dalla loro forma unitaria. L’arte emana dalla visione della forma complessiva dell’opera, che si riempe d’espressività solo se, oltre al rappresentato, si percepisce anche ciò che non è visibile. Così l’oggetto rappresentato emerge, spesso inconsciamente, da uno sfondo sotteso e soggettivo per chi osserva. Questi aspetti, propri della visione fenomenologica del mondo, e in particolare del modello gestaltico, sono ciò che cerco di connotare nella mia più recente produzione fotografica. Nota a proposito delle mie immagini circolari lo scrittore Errico (I Luoghi Immateriali, 2009, Manni ed.): “In queste immagini tutto è coincidenza di forma e di sostanza, voce, eco, bellezza e somiglianza, corpo e sua ombra. E’ risonanza di un sentimento o di una percezione di finitudine e d’infinito che coesistono in una dimensione del visibile che si fa espressione anche dell’invisibile e dell’irrappresentabile. Colui che racconta la natura, spesso deve scavare in un cerchio d’aria. Deve ricercare quel cuore, il seme della terra, ritrovarlo, ricomporlo, restituirgli forma e pulsazione. Forse ha una cosciente o incosciente ambizione: riappropriarsi di quello che il mondo gli ha dato per poi riconsegnarglielo di nuovo, senza cancellazione, senza perdere nulla, dopo essersi accertato di vivere ancora qui dentro, essere come una zolla qualsiasi, una pianta qualsiasi, una pietra, una nuvola.” Questo è il mio fare cerchi, è il mio vedere e il mio fotografare.
E’ presente in mostra un’opera da me ideata e intitolata “Fare Cerchi”, che include 71 immagini di artisti che hanno espresso la loro creatività inviandomi un’istantanea variamente cerchiata. Ognuno ha potuto ispirarsi a una forma e a un segno personali. Nell’opera finale io vedo un unico grande cerchio di vita e, da esso, aneliti d’azione e di libertà.

L'autore con la sua mostra sostiene la onlus HELPCODE - Il Diritto di Essere Bambini. Parte del ricavato delle opere sarà devoluto all'iniziativa "Aggiungi un Pasto a Tavola” per sostenere la popolazione di Acquasanta Terme, uno dei paesi colpiti dal terremoto in Centro Italia.