Gian Mario Cutroneo – Grounding pass

Olbia - 04/04/2013 : 04/09/2013

L’insieme delle inquadrature documentano quella “piazza interna”, diventata a pieno titolo un luogo di incontro quotidiano, vissuto e occupato da gruppi eterogenei, e che conferiscono all'Aeroporto Olbia Costa Smeralda un ulteriore ruolo e valore sociale. Più di un luogo, più di un mondo aeroportuale.

Informazioni

Comunicato stampa

GROUNDING PASS
Ritratto sociale dell’Aeroporto Olbia Costa Smeralda

[2013]
Un progetto di site-specific che racconta nel dettaglio il circuito aeroportuale,
un mondo aeroportuale complesso e variabile che trasferisce sullo spazio fisco
la visione autoriflessiva di chi lo vive o lo attraversa.

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OLBIA, 3 aprile 2013 – Grounding Pass è il titolo del nuovo progetto di Art-port Olbiairport Gallery. Un’idea artistica costruita su misura per i luoghi comuni che si attraversano e sui quali non si può avere una percezione identitaria ben definita, per il fatto di essere strumentale e funzionale ad altro, ad altri

L’Aeroporto Olbia Costa Smeralda evolve continuamente grazie alla diversificazione di servizi sviluppati negli ultimi anni, con il contributo di entità differenti dai viaggiatori. I passaggi frequenti, lo scambio culturale e fisico tra generazioni e ruoli arricchiscono tutti e cambiano prospettive, aspettative e consapevolezza. Il senso di spazio e di luogo diventa più forte, più evidente e supera il limite concettuale della sua funzionalità. Grounding pass racconta in progress lo spazio aeroportuale attraverso i dettagli di ritratti fotografici delle persone che lo vivono o lo attraversano: include passeggeri in transito, lavoratori aeroportuali, universitari, accompagnatori e curiosi. Il lavoro si concentra sulla possibilità di leggere e concentrarci sui diversi aspetti della nostra mutevole realtà. Ogni identità viene ricomposta in un grande mosaico per tentare di dare forma all’interpretazione e le variabili di un luogo, estendendone le parti e coltivandone legami. Il teatro di ogni giorno, ripetuto ma composito, è l’aeroporto. Un luogo comune di incontri, dove le emozioni si toccano con lo sguardo, e l’indifferenza di gesti automatici non lascia spazio ad una più profonda osservazione della comunità. Mondi lontani contrapposti, etnie in movimento che non lasciano una traccia precisa ma che possono diventare per un istante la memoria di un luogo. Il mondo aeroportuale ha altri circuiti, ma da oggi nel nostro aeroporto tutti possono attribuire valore a quel passaggio e creano insieme uno sguardo positivo del nostro tempo, della nostra vita, costituita da ore e di minuti di attese o di lavoro.
L’insieme delle inquadrature documentano quella “piazza interna”, diventata a pieno titolo un luogo di incontro quotidiano, vissuto e occupato da gruppi eterogenei, e che conferiscono all' Aeroporto Olbia Costa Smeralda un ulteriore ruolo e valore sociale. Gli scatti individuali raccolti dal fotografo Gian Mario Cutroneo si trasformano in progetto collettivo e visionario, nell’allestimento della mostra - al primo piano dell’aeroporto - dove la lettura autoriflessiva delle immagini in sequenza restituisce un’identità di luogo, delle relazioni che si intrecciano in esso, del nostro tempo e della nostra storia.
Questo progetto coinvolge da vicino partners quotidiani della Geasar – la società che gestisce l’Aeroporto Olbia Costa Smeralda e che condivide con essi il cambiamento sociale e strutturale dell’aeroporto, come l’ENAC - l’Ente nazionale per l’aviazione civile, il Polo universitario di Olbia e l’MBC per l’alta formazione, l’EPSON per il supporto tecnologico nel progetto artistico e nella post-produzione dei Grounding Pass.
Sono parte del progetto tutte le persone che hanno dato la disponibilità da gennaio ad oggi, diventando parte del luogo sottoponendosi allo scatto, alla mostra, al commento e alla suggestione di una raffigurazione unica.
Il progetto di interazione non è ancora finito, prosegue fino a metà aprile con gli scatti del fotografo professionista Gian Mario Cutroneo, paziente compagno di viaggio di tutti i soggetti della sua macchina fotografica.
Anche l’allestimento della mostra è in progress, un registro consolidato completerà la raccolta di sguardi e potrà offrire un eterogeneo quadro di individualità collettiva.