Giacomo Maria Cavina – Guercino nel Guercino

Bologna - 23/01/2015 : 25/01/2015

Nella prestigiosa Sala di Rappresentanza del Palazzo, una bellissima composizione affrescata da Francesco Barbieri detto il Guercino ispirata al racconto mitologico di “Ercole e Anteo” dialoga infatti con l'installazione Il Guercino nel Guercino. Ercole and Anteo appositamente ideata per questa occasione da Giacomo Maria Cavina, noto artista bolognese affermato a livello internazionale.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO TALON SAMPIERI
  • Indirizzo: Strada Maggiore 24 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 23/01/2015 - al 25/01/2015
  • Vernissage: 23/01/2015 Ore 11
  • Autori: Giacomo Maria Cavina
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Orari di apertura durante ART CITY Bologna venerdì 23 gennaio h 11.00 – 13.00 / 15.30 - 17.30 sabato 24 gennaio h 11.00 – 13.00 / 15.30 - 17.30 domenica 25 gennaio h 11.00 – 13.00 / 15.30 - 17.30 Ingresso solo su appuntamento, per gruppi limitati (max 10 persone), con turni di visita ogni 30 minuti. Per prenotazioni telefonare al numero 338 3341685 dal 20 al 22 gennaio dalle h 9.00 alle 13.00 e dalle h 15.00 alle 18.00. Precedenza per possessori di biglietto Arte Fiera.
  • Sito web: http://www.amicidelguercino.it/

Comunicato stampa

L'Associazione Amici del Guercino promuove uno speciale evento che dal 23 al 25 gennaio 2015 apre le porte di Palazzo Talon Sampieri, edificio di rilevante pregio per le sue caratteristiche storico-architettoniche e per le tracce di alcune delle più alte vicende artistiche espresse a Bologna tra il XVI e il XVII secolo, sperimentando un'affascinante contaminazione tra i linguaggi artistici del passato e un intervento di arte contemporanea



Nella prestigiosa Sala di Rappresentanza del Palazzo, una bellissima composizione affrescata da Francesco Barbieri detto il Guercino ispirata al racconto mitologico di “Ercole e Anteo” dialoga infatti con l'installazione Il Guercino nel Guercino. Ercole and Anteo appositamente ideata per questa occasione da Giacomo Maria Cavina, noto artista bolognese affermato a livello internazionale.
La Sala, situata al piano terra della dimora che reca il nome di un'autorevole famiglia bolognese stabilitasi in città fin dal XIV secolo, è parte di una residenza privata abitata e dunque come tale non normalmente accessibile al pubblico. Questa iniziativa si configura pertanto come un'eccezionale opportunità rivolta a tutti per accedere ad un luogo di grande suggestione ed ammirare un capolavoro del maestro emiliano, ancora in larga parte sconosciuto.

Guercino realizzò nel 1631 la decorazione del medaglione centrale del soffitto, riconosciuta dal suo massimo esperto mondiale Sir Denis Mahon come preziosa testimonianza della poliedricità dell'artista, richiamandosi alle Storie di Ercole dipinte sul finire del XVI secolo da Ludovico, Agostino e Annibale Carracci in tre sale attigue del piano terra nello stesso edificio. La scena rappresentata affronta infatti lo scontro tra Ercole, che traeva forza dalla sua semidivinità, e Anteo, che attingeva potenza ad ogni contatto con la madre Terra, descrivendo la vittoria finale del primo nell'atto in cui questi solleva in una stretta mortale l'avversario smarrito.
L'intervento allestito nello stesso ambiente da Giacomo Maria Cavina crea una relazione visiva diretta con l'affresco del Guercino, attivando un suggestivo dispositivo di osservazione speculare del presente e del passato. L'installazione si ispira infatti al concetto di riflesso e trasformazione dell'immagine, declinando temi ricorrenti nella ricerca di Cavina come la riproduzione e la manipolazione delle opere d'arte. Agendo sulla dimensione percettiva dello spazio con una diversa immagine che si offre allo sguardo del visitatore attraverso il posizionamento a terra di specchi sagomati e in movimento, viene a crearsi naturalmente un gioco di confronto tra la fruizione dell'opera in chiave tradizionale e in quella contemporanea con l'intervento di schermi a circuito chiuso. Il “clone” contemporaneo “Ercole e Anteo”, pur rispecchiando la sembianza figurativa dell'originale opera seicentesca, genera così un sentimento di caducità tutta attuale e muove riflessioni sul tema del passato artistico come fonte di ispirazione necessaria ed indispensabile per gli artisti contemporanei.