Georges Mathieu – 1952–1986

Roma - 18/12/2013 : 20/02/2014

In mostra circa 40 opere significative dell’artista francese inventore dell’Abstraction Lyrique.

Informazioni

Comunicato stampa

La Galleria Mucciaccia inaugura la sua nuova sede mercoledì 18 dicembre 2013 con il vernissage della mostra Georges Mathieu 1952 – 1986, a cura di Dominique Stella.
In esposizione circa 40 opere significative dell’artista francese inventore dell’Abstraction Lyrique che illustrano in modo esaustivo il percorso artistico di Georges Mathieu (1921 – 2012) fra il 1952 e il 1986, un trentennio che ben rappresenta le tappe fondamentali del suo linguaggio creativo

L’artista dopo aver fondato il movimento dell’Astrazione Lirica nel 1947 volge la sua ricerca verso una gestualità più esplosiva per approdare, negli anni ‘60, ad uno stile sempre più dinamico che si esprime in tele di grande formato eseguite nell’immediatezza della performance; ha più volte affermato: “la mia pittura è la pittura dell’energia, della febbre, dell’eccitazione, della vita”. A tale proposito la curatrice Dominique Stella commenta: “nessuno prima di lui era stato trasportato da un simile slancio, da una simile spontaneità, una simile teatralità nella realizzazione di quadri la cui forza nasce dal movimento e anche dalla rapidità di esecuzione”.

Nella sua poetica il segno precede il significato e diviene il mezzo di connessione fra l’inconscio e il mondo reale: lo si percepisce in Petit engorgement clandestin (1956), opera di pregnante simbolismo. Il gesto di Mathieu, apparentemente incontrollato, traduce la dimensione di un pensiero profondo e complesso che riflette e indaga sul passato, sul presente, sulla storia dell’arte, sulla pittura e sul proprio vissuto. L’artista, partecipe della realtà culturale e politica contemporanea, è molto attratto dalla storia, in particolare del Medioevo, come si vede nell’opera Potencé, Contre-Potencé (1965) che caratterizza il periodo araldico dell’artista, in cui studia e approfondisce la conoscenza di armi e stemmi che traduce con segni metaforici. Lo stesso vale per la tela Le Bassin de l’Ile d’Amour ou Adelbert Comte de Namur (1962), in cui evoca un personaggio dell’Alto Medioevo. L’importante lavoro è rappresentativo di un momento di transizione del percorso artistico di Mathieu fra minimalismo e linguaggio esplosivo e, infatti, la composizione riassume in sé armonia e allo stesso tempo una forza irruente.