George Zogo – Vita Quotidiana

Firenze - 16/02/2017 : 02/03/2017

Le opere di George Zogo sono colte, sofisticate, bellissime. Senza mai cedere a quell’esotismo che ancora oggi spesso si chiede agli artisti del continente, Zogo aveva sempre ostinatamente espresso una sua singolarità, offrendo con le sue tele e i suoi segni una coerenza fatta non di pienezze e solide costruzioni, ma di vuoti, di punti sospesi, di linee colorate che vagabondavano nel bianco prima di trovare un punto d’arrivo, sempre provvisorio.

Informazioni

  • Luogo: SACI - PALAZZO JULES MAIDOFF PER LE ARTI VISIVE
  • Indirizzo: Via Sant'egidio 14 - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 16/02/2017 - al 02/03/2017
  • Vernissage: 16/02/2017 ore 19,30
  • Autori: George Zogo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Aperta lunedì al venerdì ore 9-19 Sabato e domenica ore 13-19
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Le opere di George Zogo sono colte, sofisticate, bellissime. Senza mai cedere a quell’esotismo che ancora oggi spesso si chiede agli artisti del continente, Zogo aveva sempre ostinatamente espresso una sua singolarità, offrendo con le sue tele e i suoi segni una coerenza fatta non di pienezze e solide costruzioni, ma di vuoti, di punti sospesi, di linee colorate che vagabondavano nel bianco prima di trovare un punto d’arrivo, sempre provvisorio.

Nato a Saha, in Camerun, George Zogo aveva frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lione ed era arrivato a Firenze nel 1966 con una borsa di studio

Faceva parte della prima generazione di intellettuali e artisti africani che arrivavano in Europa negli anni 60, nell’ambito della cooperazione culturale con i Paesi neo-indipendenti.

Negli anni era diventato un solido punto di riferimento per la comunità africana, e per tanti che appena arrivati trovavano in lui una persona gentile a cui rivolgersi per cominciare il processo di inserimento nella città. Il suo carisma contribuiva a tessere reti e facilitare il dialogo, nella vita quotidiana dell’immigrazione africana a Firenze.

La sua attività artistica ha avuto importanti riconoscimenti, tra cui una mostra personale a Palazzo Strozzi nel 1976 e l’inserimento nella mostra Transafricana. Artisti contemporanei a Bologna nel 2000, curata per Africa e Mediterraneo da Mary Angela Schroth e presentata da Simon Njami.