Genesi. Arte e Diritti Umani
Il borgo medievale di Castelbasso, in provincia di Teramo, ospita una nuova edizione di «Genesi. Arte e Diritti Umani», grande iniziativa espositiva ed educativa dedicata ai diritti umani, ideata e curata da Ilaria Bernardi, nata dalla convinzione che l’arte contemporanea possa assumere il ruolo di ambasciatrice dei diritti umani.
Comunicato stampa
PROGETTO GENESI
Arte e diritti umani
a cura di Ilaria Bernardi
25 luglio – 30 agosto 2026
Palazzo Clemente e Palazzo De Sanctis
Borgo medievale di Castelbasso (TE)
Dal 25 luglio al 30 agosto 2026 il borgo medievale di Castelbasso, in provincia di Teramo, ospita una nuova edizione di «Genesi. Arte e Diritti Umani», grande iniziativa espositiva ed educativa dedicata ai diritti umani, ideata e curata da Ilaria Bernardi, nata dalla convinzione che l'arte contemporanea possa assumere il ruolo di ambasciatrice dei diritti umani.
La mostra si inserisce nel programma di «Castelbasso», la manifestazione culturale organizzata dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, istituita nel 2008 da Osvaldo Menegaz, che ogni estate trasforma il borgo abruzzese in un luogo di incontro e confronto attraverso un calendario di appuntamenti dedicati all'arte, alla musica e alla letteratura.
Progetto Genesi è un’iniziativa in progress, di anno in anno sempre diversa: la prima edizione si è tenuta dal 21 settembre 2021 al 21 settembre 2022 e si è articolata in una mostra itinerante in quattro tappe (Varese, Assisi, Matera, Agrigento); la seconda si è sviluppata nel 2023 a Milano e a Genova; nel 2024 a Gubbio, Pavia e Cesano Maderno (Milano). In ogni edizione Associazione Genesi presenta mostre che includono opere della propria collezione d’arte contemporanea costituita da opere di artisti provenienti da tutto il mondo e di diverse generazioni, che riflettono sulle questioni culturali, ambientali, sociali e politiche urgenti, complesse e talvolta drammatiche del nostro tempo.
Nel 2026 è stata scelto il borgo medievale di Castelbasso, in provincia di Teramo, per ospitare una nuova edizione nella quale presentare le opere più importanti della collezione di Associazione Genesi, insieme ad alcune delle nuove acquisizioni.
Il percorso espositivo prenderà avvio da Palazzo Clemente con un focus sulla condizione femminile per portare in luce il ruolo della donna all’interno di contesti, privati o pubblici, in cui la supremazia maschile è ancora presente. Tra le opere sul tema, Home is Where You Leave Your Belt (2019) di Monica Bonvicini, ad esempio, immagina una moltitudine di uomini che, entrati nello spazio domestico – evocato dalla credenza –, si sono tolti la cintura dei pantaloni, suggerendo il pericolo di possibili violenze contro le donne; mentre Stories of Martyrdom (Women of Allah Series) (1994) di Shirin Neshat restituisce invece la figura della donna nella dualità dei ruoli attribuitile nella società iraniana post-rivoluzionaria: da un lato sottomessa ai rigidi dettami religiosi (l’obbligo del chador), dall’altro partecipe e guerriera (la presenza del fucile).
Il percorso espositivo proseguirà poi a Palazzo De Sanctis, dove il piano terra e il primo piano saranno interamente dedicati al tema delle vittime del potere per ricordare le violenze perpetrate o tollerate, in alcune aree del mondo, dagli stessi governi sui propri cittadini, vittime di abusi e soprusi. I sottotemi trattati sono infatti censura, del genocidio, del colore della pelle e della migrazione. Tra le opere incluse For, In your tongue, I cannot fit (2019) di Shilpa Gupta fa parte di una serie di lavori dedicati a cento pensatori (evocati dai libri nella libreria) che per le loro opere, sono stati vittime di carcerazioni, esecuzioni, censure; nel video Embrace (1995) di Alfredo Jaar due ragazzi di colore si abbracciano, suggerendo l’idea di sostegno, ma anche di disagio nei confronti di ciò che stanno osservando e che a noi non è dato di vedere, ossia il genocidio avvenuto in Ruanda nel 1994.
Il secondo e ultimo piano di Palazzo De Sanctis sarà dedicato al tema sulla tutela dell’ambiente, indagando sui danni causati dalle attività umane sull’ecosistema e l’urgenza di preservare l’equilibrio tra essere umano e natura mediante uno sviluppo sostenibile. Tra le opere incluse: Totem Cristal (2019) di Pascale Marthine Tayou che, grazie alla giustapposizione di materiali riciclati di differenti provenienze, ricorda l’importanza del riciclo per la salvaguardia dell’ambiente.
Tra le opere incluse all’interno del percorso espositivo, compaiono anche quelle di ulteriori fondamentali artiste e artisti come Etel Adnan, Diane Arbus, Emilio Isgrò, Otobong Nkanga, Doris Salcedo, Sebastião Salgado, Wael Shawky.
Nell’ambito della mostra è stato chiesto all’artista Stefano Arienti, non ancora presente nella collezione dell’Associazione Genesi ma parte della collezione della Fondazione Malvina Menegaz, di concepire un’opera sul tema dei diritti umani e dell’ambiente, da esporre a corredo della mostra.
Accanto alla mostra, parte altrettanto fondativa di Progetto Genesi è l’attività educativa, distribuita in un ricco programma di visite guidate e workshop, inclusivi e partecipativi, in presenza nelle sedi espositive, destinati a bambini, ragazzi e adulti.
Il programma educativo include anche un public program realizzato in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore, FAI – FONDO PER L’AMBIENTE ITALIANO, Fondazione Gariwo, la foresta dei Giusti, e RFK Italia - Robert F. Kennedy Human Rights.
Progetto Genesi è accompagnato da un catalogo bilingue (italiano e inglese) edito da Silvana Editoriale e curato da Ilaria Bernardi.