Gaetano Pesce – Il tempo della diversità

Roma - 25/06/2014 : 05/10/2014

Una grande mostra realizzata grazie al contributo di Eni, che ripercorre il percorso creativo di Pesce dalle origini alle ultime ricerche. Il cui filo conduttore sono i temi della creatività e dell’opera d’arte come commento aperto della realtà, tratto distintivo del suo pensiero e della sua produzione artistica.

Informazioni

Comunicato stampa

Roma, maggio 2014. Per tutta la vita ha teorizzato la diversità, la casualità, l’abbattimento delle barriere tra discipline, la libertà dal conformismo e dalla prevedibilità, ha progettato oggetti ispirati alle persone che rispecchiano l’imprevedibilità della vita, elogiando il difetto e l’errore: è Gaetano Pesce architetto, designer, artista di fama internazionale cui il MAXXI presieduto da Giovanna Melandri dedica dal 26 giugno al 5 ottobre 2014 la mostra Gaetano Pesce. Il tempo della diversità a cura di Gianni Mercurio e Domitilla Dardi curatrice per il Design del MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione



Una grande mostra realizzata grazie al contributo di Eni, che ripercorre il percorso creativo di Pesce dalle origini alle ultime ricerche. Il cui filo conduttore sono i temi della creatività e dell’opera d’arte come commento aperto della realtà, tratto distintivo del suo pensiero e della sua produzione artistica.

In mostra disegni, bozzetti, schizzi, modelli originali e oggetti in scala al vero, a sottolineare l’aspetto ideativo e concettuale dei progetti di Pesce. In un itinerario che rende il visitatore protagonista, coinvolgendolo nella scelta di sette percorsi tematici che guidano nella storia della produzione dell’autore: Non standard, Persona, Luogo, Difetto, Paesaggio, Corpo, Politica.

La mostra, che all'interno del museo occupa tutta la Galleria 1 al piano terra, è caratterizzata in una prima parte da un allestimento costruito con un sistema di 40 pannelli mobili, che raccontano attraverso diverse espressioni il lavoro di Pesce dagli anni Sessanta ad oggi.

Il tema della diversità, sotteso a tutta l’esposizione, si esprime infatti nell’idea di un allestimento in divenire, in cui il pubblico viene guidato a una lettura sempre diversa della mostra, espressa di volta in volta nella disposizione casuale e variabile dei pannelli.

La seconda parte è pensata in contrapposizione a quella precedente: dalla foresta dei pannelli semoventi, simile a un labirinto, si passa a una sala di più ampio respiro in cui è protagonista una singola opera: una video installazione pensata e realizzata appositamente per il MAXXI, che ha per protagonista il Tempo.

Sulla piazza esterna campeggia invece la versione gigante della Up 5&6, la poltrona/icona a forma di donna, creata da Gaetano Pesce nel 1969 per denunciare la condizione femminile.
La grande seduta, detta Donna e anche Mamma, concentra in sé molti dei temi ricorrenti nella produzione dell’autore, tra cui il legame con il corpo e l’aspetto performativo. Uniti a un significato recondito di grande intensità: un monito alla condizione femminile nel mondo. Up 5&6 rappresenta il modo di Pesce di fare arte partendo dal reale e per la vita reale, e nella sua versione gigante che ben dialoga con lo spazio del MAXXI, vuole creare un luogo di riflessione in cui trattare questo tema ancora drammaticamente attuale.

“Sono orgoglioso di esporre il mio lavoro al MAXXI – dice Gaetano Pesce - istituzione culturale nella capitale del mio Paese. L’esposizione comprende opere del passato, del presente e opere fatte in occasione di questa mostra, come le due installazioni, una dedicata al Tempo, che nel suo scorrere è sempre diverso, a differenza di come viene normalmente concepito, l’altra dedicata a una poltrona che compie oggi 45 anni dalla sua prima edizione. Questa seduta, che metaforicamente lega con una catena un corpo femminile ad una palla, l’avevo concepita per denunciare la condizione di prigionia a cui la donna è condannata dai pregiudizi maschili. La poltrona sarà installata nella piazza del Museo, in una nuova versione macroscopica alta 7 metri e al suo interno una serie di questioni sulla condizione della donna nel mondo e uno speciale tributo a Malala Yousafzai e al suo coraggio.
Scopo di questa mostra, che si interroga sulla condizione contemporanea della donna, è anche quello di affermare la necessità della multidisciplinarità del lavoro artistico di oggi, così come lo era nel passato: penso a certi artisti del nostro Rinascimento, che sono riusciti a dimostrare che non esistono barriere tra le diverse forme dell’arte”.

“In un museo attento all'innovazione come il nostro - dice Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura - l'impegno creativo di Gaetano Pesce rappresenta una ricerca continua e costante nel linguaggio, nei risultati formali e nei modi di produrre. Multidisciplinare e anticonvenzionale, la mostra che vede lavori dagli anni 60 ad oggi è arricchita da due installazioni site specific. Concepite appositamente per gli spazi del Museo, le due nuove opere confermano l'intenzione del MAXXI di essere un centro vitale di produzione culturale.

“La mostra si incentra sul senso della diversità come cambiamento e trasformazione. – dice Domitilla Dardi curatrice della mostra - Più che proporre uno schema rigido di lettura del lavoro di Pesce, che da decenni teorizza il caos creativo e l'abbattimento delle discipline, si è preferito raccontarne l'opera attraverso parole-chiave e un allestimento mobile, mutevole nel tempo. Il risultato è un itinerario sempre diverso dove ognuno è libero di muoversi tra oggetti che volutamente non sono accondiscendenti e consolatori, non mistificano la caducità delle cose, ma la mostrano in tutta la sua emozionante verità”.

“Pesce ha fatto coincidere la domanda di diversità che si registra nel nostro tempo con il tema dell’utilità sociale, che egli estende all’indagine metodologica dei nuovi strumenti di produzione. – dice Gianni Mercurio curatore della mostra - Questo spiega perché la sua ricerca si è sviluppata sondando le necessità dell’individuo, le nuove tipologie costruttive e le logiche di trasformazione culturale, etiche, economiche e politiche, per poi elaborare teorie che hanno avuto e stanno tuttora avendo riscontri sorprendenti”.

Rome, 25 June 2014. Throughout his entire life he has theorized diversity, randomness, the breaking down of barriers between subject areas, freedom from conformism and predictability, designing objects inspired by people that respect life’s unpredictability, praising flaws and errors: this is Gaetano Pesce, architect, designer, world-famous artist to whom MAXXI, under the direction of Giovanna Melandri, from June 26 to October 5, 2014, will dedicate the exhibition Gaetano Pesce. Il tempo della diversità (The Time of Diversity), curated by Gianni Mercurio and Domitilla Dardi, Design Curator for MAXXI Architettura, directed by Margherita Guccione.

A major exhibition organized thanks to the contribution of Eni, which traces out the creative path taken by Pesce from his outset to his most recent research. The common thread comprises the themes of creativity and the work of art as an open-ended commentary on reality, a distinguishing feature of this designer’s thinking and artistic output.

The designs, models, sketches, original maquettes and life-size objects on display underscore the concepts underlying Pesce’s projects, and are arranged along a path in which visitors can play a leading role, as they become involved in the choice of seven thematic routes which guide them along the history of this artist’s production: Non standard, Persona, Luogo, Difetto, Paesaggio, Corpo, Politica (Not Standard, Person, Place, Flaw, Landscape, Body, Politics).

The exhibition will occupy all of Gallery 1 on the ground floor, and its first part will be characterized by an installation built upon a system of 40 mobile panels, which, through various expressions, recount Pesce’s work from the 1960s to the present.

The theme of diversity, which underlies the whole exhibition, is indeed expressed in the idea of an installation in fieri, in which the public is guided by an ever-changing reading of the event, constantly achieved through the random and variable arrangement of the panels.

The second part is conceived in such a way as to contrast with the previous one: from a forest of mobile panels reminiscent of a labyrinth, the visitor will enter a larger room dominated by a single work: aninstallation conceived and realized specially for MAXXI, and centering on time.

Dominating the outside piazza, instead, is a giant version of Up 5&6, the icon/armchair in the shape of a woman created by Gaetano Pesce in 1969 to denounce the status of women.
This large chair, also known as Donna and Mamma, incorporates many of the recurring themes in the author’s production, including the relationship with the body and the performative aspect. Combined with a meaning filled with great intensity, a warning against women’s condition in the world. Up 5&6 represents the way Pesce makes art starting from reality and for real life, and in its giant version, which converses well with MAXXI’s spaces, the attempt is made to create a place of reflection in which to deal with this still dramatically topical theme.

“I’m proud to show my work at MAXXI – says Gaetano Pesce - the cultural institute in the capital city of my country. The exhibition includes works from the past, the present, as well as ones made especially for this exhibition, such as the two installations, one of which dedicated to time, which changes as it passes, unlike how it is generally conceived, and the other to an armchair that, since its first edition, turns 45 today. I conceived this chair, which metaphorically chains a female body to a ball, to denounce the state of imprisonment that women are subjected to due to male bias. The armchair will be installed in the museum piazza, in a new macroscopic 7 meter high version, and within it will be a series of questions on the condition of women in the world, with a special tribute paid to Malala Yousafzai and her courage.
The purpose of this exhibition, which questions women’s contemporary condition, is also to assert the need for today’s artistic work to be multifarious, as it was in the past. Certain Renaissance artists come to mind, artists who managed to show that there are no barriers between the different art forms.

“In a museum inclined to innovation the way ours is - says Margherita Guccione, Director of MAXXI Architettura - Gaetano Pesce’s creative commitment represents an ongoing and constant research into the language, the formal results and the ways of producing. Multifarious and unconventional, this exhibition, which includes works that range from the 1960s to the present, is also enriched with two site-specific installations. Conceived specially for the museum, the two new works confirm MAXXI’s intention to be a vital focus of cultural production.

“The exhibition focuses on the sense of diversity as change and transformation – says Domitilla Dardi, curator of the exhibition. Rather than introducing a rigid interpretation of Pesce’s work, who for decades has theorized on creative chaos and a breaking down of disciplinary fields, we have chosen to recount his works through key-words and a mobile installation, one that changes in time. The result of this is an ever-changing itinerary where everyone is free to move about amid the objects which are deliberately not condescending or consoling, but are a display of things in all their exciting truth.”

“Pesce has reconciled the demand for diversity that is recorded in our day and age with the theme of social utility, which he extends to the methodological study of new instruments for production – says Gianni Mercurio, curator of the exhibition. This explains why his exploration has developed by probing the needs of the individual, new constructive typologies and the rationale of cultural, ethical, economic and political transformation, to then elaborate theories that have had, and continue to have, surprising results”.