Gabriella Maldifassi – Cuori a perdere

Vigevano - 21/09/2014 : 28/09/2014

"Cuori a perdere” potrebbe far pensare ai più ad un titolo malinconico, romanticamente triste, invece racconta una storia di rinascita, di ritorno alla vita, la vita bella e vera che, a volte, mette alla prova gli animi più sensibili.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO CONTARTE
  • Indirizzo: Via del Popolo, 17 27029 - Vigevano - Lombardia
  • Quando: dal 21/09/2014 - al 28/09/2014
  • Vernissage:
  • Autori: Gabriella Maldifassi
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

“Cuori a perdere” potrebbe far pensare ai più ad un titolo malinconico, romanticamente triste, invece racconta una storia di rinascita, di ritorno alla vita, la vita bella e vera che, a volte, mette alla prova gli animi più sensibili.
Il cuore non è qui quel semplice, e forse un po’ banale, simbolo di un amore platonico e perlopiù giovanile, ma nemmeno dell’amore più profondo e maturo che si costruisce con l’esperienza di una vita


Il cuore, soggetto di questa mostra, ci racconta come l’animo umano sia capace di reagire alla vita e al mondo, cambiando forma, cambiando colore, materia e addirittura uso, ecco perché cuori a perdere e non a rendere. Gli animi più forti affrontano le diverse fasi della vita con la capacità di riadattarsi alle nuove situazioni che sono venute a crearsi.
Certo, ci vuole del tempo, ma nulla si crea e nulla si distrugge..tutto si trasforma, anche il cuore.
Di queste trasformazioni, Gabriella Maldifassi ne ha fatto la sua arte.

I suoi cuori, frutto di un uso sapiente della cartapesta, non sono mai simmetrici, sono lunghi e rinsecchiti, morbidi e gonfi, neri come la pece o candidi come la neve, ma sempre simbolo di un preciso attimo di vita vissuta.
Inoltre, per sottolineare la nuova vita a cui ogni cosa e ogni individuo può aspirare, sono spesso realizzati con materiali di riciclo che vengono ricoperti da preziose carte per assurgere ad un destino ancora da scrivere; la bellezza è celata però in quel piccolo dettaglio che rimane scoperto dalla bella coltre per raccontare la sua storia precedente.
I cuori che Gabriella Maldifassi presenta possono rappresentare la realizzazione di quella che, nella cultura giapponese, è chiamata bellezza sabi, ossia, come dice Galliano, la capacità di cogliere nella consunzione, la tensione metafisica fra il relativo e l’assoluto, tra il caduco e l’eterno; ma in sabi c’è anche una sfumatura di solitudine come qualità radicata nella percezione dell’individualità ed evanescenza della vita umana, tutte consapevolezze che appartengono all’autrice.
Altro elemento che Gabriella Maldifassi ha in comune con la cultura giapponese è la capacità di saper valorizzare le fratture che la vita ci impone: in Giappone questa tecnica è chiamata Kintsugi e consiste nell’utilizzo di oro colato al posto della colla per ripristinare un oggetto rotto, in questo modo non viene occultata una integrità perduta, ma viene valorizzata la capacità di ricomposizione.

L’autrice ci accompagna in questo cammino per comprendere che la vita è rottura ed integrità al tempo stesso, una ricomposizione eterna e continua che porta ogni individuo ad una precisa consapevolezza di sé.