Gabriele Picco – Mezza Giornata Gigante Sospesa

Milano - 19/11/2013 : 18/01/2014

Con la sua consueta visionarietà Picco in questa mostra mescola i materiali e gli oggetti più disparati, creando una sorta di luogo magico raccolto, dove idee come quelle della morte, dello scorrere del tempo e del fallimento, sono affrontate con ironia e una leggerezza quasi poetica.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA FRANCESCA MININI
  • Indirizzo: Via Massimiano 25 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 19/11/2013 - al 18/01/2014
  • Vernissage: 19/11/2013 ore 19
  • Autori: Gabriele Picco
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Martedì - Sabato: 11 - 19.30, durante il periodo festivo la galleria sarà chiusa da Domenica 22 Dicembre 2013 a Lunedì 6 Gennaio 2014.
  • Email: info@francescaminini.it

Comunicato stampa

"Sogni: se dovessi descrivere il metodo e le motivazioni che stanno alla base dei miei lavori, partirei proprio da lì, dai
sogni, perchè non si possono spiegare fino in fondo, si fanno con gli occhi chiusi, e hanno a che fare con i nostri
desideri".
Gabriele Picco.

Con la sua consueta visionarietà Picco in questa mostra mescola i materiali e gli oggetti più disparati, creando una
sorta di luogo magico raccolto, dove idee come quelle della morte, dello scorrere del tempo e del fallimento, sono
affrontate con ironia e una leggerezza quasi poetica



Varcando la soglia della galleria ci si ritrova immersi in un’atmosfera onirica: alle pareti quadri composti di polvere
(e altri residui che Picco preleva dai sacchetti degli aspirapolvere, come aveva già fatto in passato per alcune
sculture) e al centro una scultura raffigurante una sorta di monumento funebre a un clown, scavato nel marmo
bianco di Carrara.

Nella seconda stanza sono disseminate sul pavimento alcune bucce di banana, del tutto simili a quelle che
usano proprio i clown nello loro gag più classiche, con la differenza che sono state fuse nel bronzo, assurgendo a
status di sculture classiche, come piccoli monumenti alle nostre fragilità.

Alle pareti invece i “Brillo paintings”, quadri blu e rosa che denotano ancora una volta la voglia di Picco di
sperimentare e divertirsi con i materiali più inconsueti. Qui, infatti, dalla sporcizia della polvere casalinga, l’artista è
passato alle pagliette saponate per la pulizia delle pentole. (si tratta proprio delle pagliette vendute nei famosi box
Warholiani della Brillo). Esse sono semplicemente incollate sulle tele preparate con un fondo omogeneo, e il risultato
cromatico e materico è sbalorditivo, tra a Yves Klein, Gilardi e Piero Manzoni.

In conclusione visitare la mostra di Gabriele Picco non significa dover cercare un senso, una spiegazione, ma
lasciarsi guidare dalle sensazioni. E proprio come ci suggerisce l’autore, è come se si osservassero i lavori con gli
occhi chiusi, come se questi ci arrivassero direttamente dal nostro inconscio, e la galleria si trasformasse
improvvisamente in quella zona lontana, lontanissima, che alberga dentro a ognuno di noi.