Gabriele Grones – Conversazioni

Milano - 23/03/2022 : 30/04/2022

Dopo la mostra presentata da Boccanera Gallery nello spazio di Trento, Gabriele Grones (Arabba, 1983) espone nella sede di Milano una serie di piccoli dipinti ad olio su tela incentrati sulla simbologia del cardo.

Informazioni

Comunicato stampa

Dopo la mostra presentata da Boccanera Gallery nello spazio di Trento, Gabriele Grones (Arabba, 1983) espone nella sede di Milano una serie di piccoli dipinti ad olio su tela incentrati sulla simbologia del cardo.

Il titolo dei dipinti è Marginalia, termine latino che indicava gli appunti di studiosi a margine dei testi, i quali servivano a specificarne dei passaggi e quindi far comprendere meglio il testo stesso



A livello tecnico, le copie da opere d’arte sono realizzate soltanto con 4 colori oltre al bianco (ciano, magenta, giallo di cadmio, terra di Cassel per il nero), come a simulare il procedimento di stampa in quadricromia. Questo procedimento, vuole fare riferimento al saggio “Le musée imaginaire” (1947) di André Malraux (pubblicato per la prima volta in Italia nel 1951 con il titolo “Il museo dei musei”), nel quale lo storico afferma che grazie alla nuova invenzione della stampa offset piano, gli artisti possono disporre di riproduzioni fedeli a colori di qualunque opera d’arte.
In questo modo, attraverso la scelta della quadricromia per la realizzazione delle copie, la pittura di Grones si arricchisce di un metodo concettuale: i suoi dipinti ‘dichiarano’, attraverso questo procedimento, di essere delle traduzioni che veicolano un significato iconografico.





In the wake of his exhibition at Boccanera Gallery in Trento, Gabriele Grones (Arabba, 1983) exhibits a series of small oil paintings on canvas, revolving around the symbolism of the thistle in the Milan venue.

The title of the paintings is Marginalia: a Latin term that refers to a scholars’ notes in the page margins which served to explain certain passages and thus make the text more clearly comprehensible.

On a technical level, the copies of works of art are made with only four colours in addition to white (cyan, magenta, cadmium yellow and Cassel earth for black), as if to mimic the four-colour printing process. This procedure refers to the essay “Le musée imaginaire” (1947) by André Malraux (first published in English in 1967 under the title “Museum Without Walls”), in which the historian stated that thanks to the new invention of flat offset printing, artists could make faithful colour reproductions of any work of art.
In this way, through the choice of four-colour printing for his copies, Grones’s painting is enriched by a conceptual method: through this process, his paintings ‘declare’ that they are translations that convey an iconographic meaning.